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Provincia

Confartigianato: “soddisfatti per la lotta all'abusivismo”

“Non c’è ingiustizia peggiore del vedere che, troppo spesso, gli abusivi sopravvivono a dispetto di chi invece si sforza di osservare tutte le norme per esercitare la propria attività. Non si tratta di una crociata, ma di una richiesta di rispetto della legalità e delle regole della concorrenza"
PROVINCIA - “In merito alle recenti indagini nel territorio piemontese, che hanno permesso di individuare e denunciare attività abusive, Confartigianato esprime il plauso e l’apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine ed in particolare Guardia di Finanza. L’auspicio, ora, è che le indagini possano dare analoghi risultati anche nelle altre aree della provincie limitrofe dove attività del genere proliferano e dove serve quindi un forte contrasto”. A parlare è Adelio Ferrari per Confartigianato Imprese Piemonte che è intervenuta, con la propria soddisfazione, sull’azione di contrasto della guardia di Finanza nei confronti delle attività abusive nei diversi settori dell’artigianato.

Vincenzo Basiglio, presidente regionale e nazionale di Confartigianato Restauri ricorda infatti che “non c’è ingiustizia peggiore del vedere che, troppo spesso, gli abusivi sopravvivono a dispetto di chi invece si sforza di osservare tutte le norme per esercitare la propria attività. Non si tratta di una crociata, ma di una richiesta di rispetto della legalità e delle regole della concorrenza, che deve essere leale e trasparente. Chi vuole aprire una attività deve farlo solo dopo aver conseguito i requisiti stabiliti dalle leggi e, questo, a garanzia anche degli utenti che a quei centri si rivolgono. Per questo, come Confartigianato invieremo una lettera ai sindaci della provincia di Alessandria esortandoli all’attenzione sui temi della nostra attuale campagna contro l’abusivismo. Abbiamo ricevuto alcune adesioni e ora l’aspettativa è che la partecipazione sia totale. Si tratta di una campagna forte, che ha l’intento di richiamare l’attenzione dell’utenza affinché non si faccia incantare dalle sirene che, giocando sul richiamo di tariffe allettanti, propongono pseudo servizi non soltanto inefficaci, ma potenzialmente rischiosi per la salute”.

Dando seguito a quanto deliberato nel corso dell’ultima riunione del Comitato Esecutivo (27.02.15), vi informiamo che è stata prenotata una campagna informativa radiofonica, volta a denunciare il fenomeno dell’abusivismo e a sensibilizzare l’utenza a favore degli operatori artigiani che operano nel rispetto delle leggi vigenti.  La campagna è iniziata nel mese di maggio e sarà messa in onda (con trasmissioni pre-registrate) sul circuito del gruppo di emittenti Grp – Giornale Radio Piemonte, Sono state prenotate n. 24 trasmissioni da 2 minuti cadauna, che andranno in onda settimanalmente, in contemporanea sul gruppo delle emittenti e saranno precedute da spot che annunceranno l’appuntamento.

Le stime della Confartigianato sui dati Censis circa l’abusivismo fanno emergere, infatti, aspetti davvero preoccupanti :“La campagna promossa da Confartigianato – ricordano i presidenti Ferrari e Basiglio – è attuata utilizzando tutti i mezzi di comunicazione, compresi i social network, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che si possono correre rivolgendosi a figure di scarsa o nulla professionalità.  Figure che, ovviamente, non c’entrano niente con gli operatori seri e preparati i quali hanno ottenuto l’idoneità a svolgere il proprio lavoro dopo una lunga e impegnativa formazione. Perché la qualificazione, a differenza del ‘tarocco’, non si improvvisa”.

“La piaga dell’abusivismo sta assumendo anche nel campo del restauro, dimensioni preoccupanti. È per questo che vogliamo invitare l’utenza a rivolgersi unicamente a operatori professionali, gli unici in grado di garantire standard qualitativi molto alti in termini di igiene, sicurezza, investimenti nella formazione e utilizzo di prodotti e macchinari professionali”. Queste le parole utilizzate da Vincenzo Basiglio, presidente nazionale di Confartigianato Restauri per la Campagna informativa contro l’abusivismo, un’iniziativa promossa a livello nazionale dalla confederazione di categoria e oggi approdata anche in Piemonte, che prevede una capillare azione di informazione all’interno dei centri di restauro, alle officine di cultura: chi si rivolge agli operatori abusivi – ha spiegato Basiglio – non potrà mai avere lo stesso servizio offerto da un professionista e rischia anche a livello di salute.

La situazione legislativa per quanto concerne il restauro,  è arrivata al capolinea da decenni auspicato. Infatti dal prossimo giugno  sarà attivo il Bando per il riconoscimento della figura del restauratore che darà luogo alla composizione di un elenco suddiviso per categorie abilitate  che, finalmente, andrà a costituire l’Albo dei Restauratori.  Si spera inoltre, ma sarà certamente compito nostro vigilare, che la situazione di abusivismo diffuso che da anni imperversa nei lavori sottoposti a vincolo, cessi: è impensabile che, se da una parte il restauratore diligente deve predisporre una serie di atti che costano fatica e denaro (adempimenti e tassazioni) essendo al contempo sottoposto ai controlli dei Funzionari di Soprintendenza come previsto dal lungimirante Codice dei Beni Culturali, dall’altra qualcuno pensi di superare tutti gli ostacoli intervenendo senza alcun controllo.

Solo i centri riconosciuti con i restauratori inseriti nell’Albo Nazionale del Restauro, garantiranno un uso di strumenti, di prodotti e delle attrezzature utilizzate di qualità elevata, così come anche l’impiego di macchinari per indagini diagnostiche e l’applicazione di tecniche manuali, frutto dell’evoluzione tecnico scientifica che ha investito il settore in questi anni. “Noi abbiamo una grande responsabilità – ha affermato Basiglio – perché il nostro è uno di quei rari mestieri in cui si è a contatto fisico con la materia, sia essa dipinto, affresco o scultura. Noi dobbiamo stare attenti a molti fattori. Non possiamo utilizzare prodotti di scarsa qualità e di provenienza incerta e dobbiamo conoscere bene anche lo stato di salute delle opere utilizzare, prodotti non invasivi e rispettosi della salute degli operatori, ma anche di chi deve conservare in casa le opere, per evitare eventuali effetti collaterali”.
30/05/2015

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