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Cultura e Spettacolo

Antologica di Cino Bozzetti a Borgoratto

Dal 17 al 26 agosto la mostra dell'incisore che sarà l'attrazione della Festa Patronale di San Bernardo. In omaggio al grande artista il concerto delle Blue Dolls
È stato il miglior incisore italiano del periodo, a partire da La ranocchia del 1906, a trent’anni, realizzata con gli strumenti fatti arrivare appositamente da Monaco. L’antologica Cino Bozzetti a Borgoratto, organizzata nel suo paese d’adozione dove arrivò da Lecce giovanissimo, proporrà circa trenta opere appartenenti alla famiglia ed esposte abitualmente nella sua casa, nel piccolo borgo alessandrino, abitata da Umberto e Giuseppina Bozzetti, eredi e custodi del patrimonio artistico del grande pittore che seppe unire segno e colore come pochi altri. Cino Bozzetti rappresenta l’orgoglio di Borgoratto: il Comune insieme alla Smsi e alla Pro Loco dedicano al loro illustre cittadino questo momento culturale con il patrocino di Regione Piemonte e Provincia di Alessandria reso possibile grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Fondazione Crt, Banca di Legnano e ad alcuni sponsor che nel 2012 hanno sostenuto il Comune di Borgoratto anche in altre iniziative (Gruppo Amag, Gruppo Praga, Guala Closurer Group). Le acqueforti, ma anche oli, acquerelli e ritratti mai esposti fino ad ora, faranno bella mostra di se a partire da venerdì 17 agosto nell’ex Asilo Colombo di Borgoratto. Inaugurazione alle 19 e poi possibilità di visita tutti i giorni dalle 18.30 alle 22.30 fino al 26 agosto.

La mostra curata dall’assessore alla cultura Lorenza Randi e da un team di concittadini composto da Mariele e Daniela Conzano e da Filippo Oddone, sarà l’attrazione della Festa Patronale di San Bernardo che avrà inizio il giorno seguente. C’è ancora riserbo sulle opere che saranno selezionate per l’esposizione ma i curatori ci tengono a evidenziare come i visitatori potranno apprendere i segreti del procedimento di realizzazione delle acqueforti tra cui spiccano I tre alberi col Chiqué del 1913, Il Canale: sole nebbia brina del 1930, L’albero curvato (nella foto in alto a sinistra allegata la lastra di rame da cui è tratta l’acquaforte). “Una visione, cartella per cartella, delle opere di Bozzetti discopre un’unità spirituale che si riflette dalla natura: l’artista dunque ha cercato per anni ed anni ed ha penetrato la verità,non accidentale, non fuggevole: l’ha cercata sulle cortecce dei vecchi tronchi, come fra le sabbie della Bormida, fin nel rapido mutare dei cieli borgorattini. E la verità, che può essere frutto di astrazione, ma che mai è astratta in se stessa (staccata cioè senza che esista un suo naturale fondamento reale ed originario), gli si è finalmente manifestata” scrive Angelo Dragone ne L’opera incisa di Cino Bozzetti, Centro Piemontese di Studi d’Arte Moderna e Contemporanea Torino 1950.

Tra le acqueforti anche alcuni ritratti. Cino Bozzetti ebbe a soggetto prevalentemente famigliari come la sorella che si potrà vedere nelle opere Lena triste del 1910 e Lena seduta. È del 1916 uno dei rari ritratti a personaggi non facenti parte della cerchia famigliare, Ritratto della signora Wanda Celli. Il “pezzo forte” che domina l’invito alla mostra è l’autoritratto di Bozzetti, un carboncino su carta. I meravigliosi paesaggi e le scene agresti che rendono nota l’opera di Bozzetti si potranno ammirare nel pastello su carta Neve sui tetti di Borgoratto, negli oli La luna nasce sui campi di Borgoratto, La vacca al pozzo, Sabbie della Bormida e ancora in Il bosco in riva al fiume. Sera, La trebbiatura del grano alla Tascotta la seconda versione (ne esistono tre de Il ritorno con i carri dai campo, al tramonto. Alto Monferrato nella selezione di acquerelli della famiglia Bozzetti L’olmo salvato).

In omaggio al grande artista, il concerto che chiude la prima giornata di mostra, richiama le musiche swing degli anni in cui Bozzetti era all’apice della sua produzione artistica. Le Blue Dolls sono un gruppo vocale basato sull’organico del Trio Lescano o delle Puppini Sisters con un repertorio di canzoni italiane di swing e musica leggera che va dagli anni 1930 agli anni 1970. Lo show delle tre bambole, Viviana Dragani, Angelica Dettori e Flavia Barbacetto, avrà inizio alle 21.30. Si parte dal repertorio dei più famosi interpreti, compositori, arrangiatori italiani come Alberto Rabagliati, Pippo Barzizza, Gorni Kramer e il Trio Lescano riproponendone canzoni famosissime come Pippo non lo sa, Maramao perché sei morto?, Baciami piccina solo per citare le più note. I brani sono introdotti dai membri del gruppo, tra cenni di storia e un bel po’ di ironia; la presentazione può essere condotta in italiano, inglese, francese o spagnolo.
14/08/2012
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