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Opinioni

AAA scuola adottasi…

Ebbene sì, il nostro Paese è talmente messo male che anche un’istituzione così importante come la scuola ha bisogno di essere adottata
OPINIONI - Avete mai partecipato a qualche iniziativa di solidarietà che prevedeva l’adozione a distanza di qualcuno o qualche cosa?
Personalmente ricordo di aver adottato un pinguino o un elefante tramite il Wwf tantissimi anni fa, ma in Italia ci sono diverse associazioni che se ne occupano e con le formule più disparate: si va dai bambini in Africa, alle pecore in Sardegna per farsi mandare il formaggio, passando per iniziative molto curiose quali… le scuole!
Ebbene sì, il nostro Paese è talmente messo male che anche un’istituzione così importante come la scuola ha bisogno di essere adottata.
L’iniziativa è della Nova Coop e come spiega il suo presidente, Ernesto Dalle Rive, “vuole unire soci, pubblica amministrazione e scuola in una iniziativa solidale in grado di dare una concreta risposta ai bisogni delle giovani generazioni.
I progetti che concorreranno all’assegnazione dei contributi (erogati a conclusione della campagna) dovranno riguardare l’acquisto di materiale didattico e di attrezzature per aree verdi scolastiche, ma anche finanziare corsi o laboratori didattici su temi significativi come la cittadinanza, la tutela dell’ambiente, l’educazione alla pace e alla integrazione razziale”.

Un’iniziativa molto importante e lodevole, ma che mette in luce quanto poco stiano facendo i nostri pseudo politici sull’argomento e nel totale silenzio pubblico la scuola sta morendo.
Come ha rilevato un sondaggio di skuola.net è chiaro che la crisi sta riducendo all’osso i fondi delle scuole italiane che non hanno nemmeno i soldi per comprare la carta igienica, costringendo gli studenti a portarsela da casa, tanto che la Scottex in un suo concorso ha messo in palio delle forniture di rotoli di carta igienica da donare alle scuole italiane.
Mentre partiti e movimenti discutono quando pagare l’Imu o come trovare lavoro ai giovani (ignorando però gli over 50 lasciati a casa dalla crisi), molti presidi tassano obbligatoriamente i genitori con quello che dovrebbe essere un contributo volontario, non solo per investire in progetti e sviluppo, ma anche e soprattutto per tenere in piedi gli istituti stessi e pagarci le bollette. Spesso non basta, col risultato che i termosifoni restano spenti e la corrente elettrica centellinata.
Basta parlare con qualche genitore per scoprire che spesso sono loro a tinteggiare le aule, a comprare i detersivi e a pulirle, portando a scuola magari il proprio vecchio pc e donandolo all’aula di informatica, in modo che il proprio bambino possa studiare in un ambiente pulito e decente.
Secondo il ministero della Pubblica istruzione, se le amministrazioni scolastiche non sono in grado comunque di mandare avanti gli istituti, dovranno trovare altre strade per coprire le spese di gestione della scuola e se non si hanno soldi per pagare il supplente o pulire le aule si può soltanto chiedere “la carità” ai genitori, ma è possibile andare avanti così?
Sicuramente negli anni passati anche la scuola è stata oggetto di sprechi e ruberie, ma oggi questa lenta agonia sta passando in assoluto silenzio e senza un intervento serio il rischio è quello che gli istituti di ogni ordine e grado saranno costretti a chiudere battenti, a fallire come vere e proprie aziende senza profitti, senza soldi per pagare anche le spese minime.

“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.” questo è quanto sancisce l’articolo 34 della Costituzione, fino a quando?
 
[Dal blog ilrovesciodellamedaglia.wordpress.com]
30/05/2013
Ermanno Cecconetto - redazione@alessandrianews.it

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