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Ovada

Vignolo: sul centro storico non prendiamoci in giro

Non sarà che, dando la colpa alla Ztl, non ci accorgiamo che Ovada commercialmente offre sempre di meno?
 Leggo sui giornali che i commercianti ovadesi riuniti in comitato avrebbero elaborato un escamotage per aggirare le disposizioni circa l’obbligo imposto dalla Regione di chiudere al traffico almeno il 20% delle strade comunali per 3 ore al giorno. Mi pare che la trovata del Comitato Civico abbia quale unico scopo il lasciare aperte al traffico via S. Paolo, piazza Mazzini e via Roma, indicando in alternativa la chiusura di una serie di strade non percorse da auto, scegliendo anche le corsie dei bus nelle ore di non percorrenza, le strade di campagna e gli accessi ai parchi (perché non includere i vialetti dei parchi stessi?). Il tutto sarebbe giustificato dal fatto che la chiusura parziale al traffico delle vie sopra citate avrebbe una ricaduta tragica sul tessuto commerciale della zona interessata.

Non ho idea della risposta che intende dare l’amministrazione comunale, in quanto il solo prendere in considerazione l’elaborato offende l’intelligenza di tutti e mette in mora tutta la progettualità negoziale che l’Ovadese deve conquistarsi in brevissimo tempo nei confronti della Regione sui temi seri della sopravvivenza come zona, salvaguardando la propria autonomia culturale, turistica, commerciale e sociosanitaria. Per avere il titolo a negoziare il nostro futuro dobbiamo partire da basi che non siano basi dei furbetti. Entrando nel merito della motivazione asserita dal Comitato (e cioè che la Ztl è la causa del tracollo commerciale ovadese), devo dire che tutto ciò mi lascia dubbioso. Quaranta anni fa mi trovai in una delle prime città che chiusero totalmente il centro al traffico: non ci furono levate di scudi allora, il commercio prospera tutt’oggi, la città è viva.

Onestamente mi trovo più a mio agio nei centri senza auto. Non sarà che, dando la colpa alla Ztl, non ci accorgiamo che Ovada commercialmente offre sempre di meno? Non sarà che il tessuto commerciale ovadese ha poca pazienza e poca propensione al sacrificio? Certamente invertire la rotta, aprendo magari la domenica mattina non sarà comodo o immediatamente gratificante, ma è la perseveranza che paga. Ovada è una piccola città e quindi per poter attirare, catturare e mantenere occorre che il centro diventi bello, invitante, con qualità, tipicità e prodotti d’altri tempi, un salotto dove si possa mangiare un gelato e sentire il brusio delle voci in alternativa al gas e alle auto rombanti. Ovada si rilancia con le idee di tutti, col confronto con il tessuto sociale, con la collaborazione con l’ente locale e tanta umiltà: gli aut – aut portano all’isolamento e i referendum alla spaccatura con la gente.

27/02/2012
Giuseppe Vignolo - Ex sindacalista Cisl - redazione@ovadaonline.net

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