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Alessandria

Trasporto pubblico, “conurbati” sarebbe meglio

Prima discussione in commissione congiunta bilancio e territorio sull'adesione all'agenzia della Mobilità Piemontese e del programma triennale per il trasporto pubblico. Al momento del voto manca però il numero legale. Resta da affrontare la messa in liquidazione di Atm: “se la delibera non sarà votata, si rischia il fallimento”. Oggi nuova convocazione
ALESSANDRIA – La parola chiave è “conurbazione”. Se la Regione riconoscesse che il trasporto pubblico di Alessandria necessita di maggiori investimenti in quanto comune spalmato su un'area vasta di 204 chilometri quadrati (il più esteso del Piemonte) potrebbero arrivare maggiori risorse, fino a 750 mila euro in più.
Una somma sufficiente per garantire la sopravvivenza di Atm (o della società che verrà dopo) al netto, però, del trasporto disabili e del servizio scuolabus. E' quanto emerge dopo tre ore di discussione in commissione congiunta bilancio e territorio che ha affrontato ieri la questione.
Tre i punti all'ordine del giorno: adesione (obbligatoria) all'agenzia della mobilità piemontese; programma triennale del trasporto urbano; approvazione della delibera di giunta sulla messa in liquidazione di Atm e che dà mandato ad Amag di “esplorare” l'eventuale assorbimento dell'azienda di trasporto. Nessuno dei tre punti, alla fine, è stato approvato per la mancanza del numero legale. Occorrevano 8 voti; la maggioranza ne ha portati a casa 7 ma l'opposizione, presente in aula, si è espressa per la “non partecipazione al voto”. Ci si riproverà questo pomeriggio, alle 14,30, quando è stata convocata nuovamente la commissione congiunta.
E' stato l'assessore Marcello Ferralasco, insieme al dirigente Giampiero Cerruti ad illustrare i primi due atti. La Regione Piemonte ha varato ormai da quasi un anno la nascita di una agenzia unica per la mobilità, nell'ottica di razionalizzare i servizi di quadrante che, per il basso Piemonte, vedono l'alessandrino insieme all'astigiano. Non tutti i soggetti hanno ancora aderito. Sarà l'agenzia a supervisionare, ad esempio, le gare di assegnazione dei servizi, le risorse, garantire centrali uniche di appalti, assicurare una certa razionalizzazione.
“L'adesione di Alessandria è una sorta di atto dovuto, prima o poi era da fare”, viene spiegato in aula. La battaglia da portare avanti, posto che Alessandria conterà per un 1%, è quella che venga riconosciuto lo status di città “diffusa” su una superficie ampia, che va da Villa del Foro alla Fraschetta. Questo potrebbe portare maggiori finanziamenti,limitatamente, però, al solo trasporto pubblico in senso stretto, escludendo quindi il trasporto disabili e quello scolastico, non annoverati sotto la sigla Tpl (trasporto pubblico locale). Il capogruppo di centro destra Piercarlo Fabbio e Domenico Di Filippo del Movimento 5 stelle chiedono di “dare battaglia” affinchè anche trasporto disabili e trasposto scolastico rientrino nel calderone del Tpl, ma allo stato dell'arte appare una battaglia persa.
Il punto è che se si trattasse solo di trasporto pubblico, Atm potrebbe anche essere autosufficiente: se le risorse trasferite dalla regione fossero confermate in 3,5 milioni di euro e quelle comunali in 450 mila, con i proventi delle vendita dei biglietti Atm sarebbe “coperta”. Ma l'azienda espleta anche i servizi esclusi, che sono in perdita. Se ne occuperà chi verrà dopo. Con gli atti messi al voto della commissione, si voleva intanto dare “linee di indirizzo”, che a questo punto mancano. A poco servirebbero, infatti,quelle contenute nel piano triennale di trasporto che parla genericamente di efficientamento del servizio, revisione delle corse. “Per parlare di piano triennale mancano almeno due elementi: il piano urbano del traffico e il piano della mobilità sostenibile”, dicono Fabbio e Di Filippo.
I due piani sono però oggetto di un contenzioso. Il Comune ne aveva affidato la stesura, a seguito di un bando di gara da 67mila euro, ad uno studio di Milano, Trt. Il secondo classificato, ha fatto però opposizione al Tar ed è tutto fermo.
In questo quadro già di per sé confuso si inserisce la messa in liquidazione di Atm, oggetto di una delibera di giunta che deve essere approvata dalla commissione e dal consiglio comunale. La delibera prevede di affidare un indagine esplorativa ad Amag. Ma ieri la delibera non è stata neppure discussa. Ci si riproverà oggi. “Ciascuno si prenderà le proprie responsabilità – chiosa l'assessore al bilancio Giorgio Abonante – se non si procederà con la messa in liquidazione si rischia il fallimento dell'azienda, con tutto ciò che ne consegue”.
31/03/2016

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