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Alessandria

Tra: scioglimento e liquidazione unica strada percorribile

Oltre 3 milioni di debiti e difficoltà econmiche tali da impedire ai soci di poter garantire le quote assicurate negli anni scorsi. Probabilmente a gennaio la dichiarazione ufficiale di scioglimento e la conseguente messa in liquidazione. Ai lavoratori sembra non restare altro che la cassa integrazione
ALESSANDRIA - L'assemblea dei soci del Teatro Regionale Alessandrino non ha potuto fare altro che prendere atto della situazione e confermare quelle che erano le indiscrezioni che circolavano ormai da tempo, che - come aveva detto il sindaco di Alessandria nella conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale "erano nell'aria da luglio"unica strada all'orizzonte quella dello scioglimento e della successiva messa in liquidazione della Fondazione Tra.
Alla presenza di un funzionario per la Regione, di un rappresentante per la Fondazione Cassa di Risparmio (consigliere Foco), dell'avvocato Orietta Bocchio, della Direzione Avvocatura per il Comune di Alessandria (con delega del primo cittadino) e del Comune di Valenza, l'assemblea dei soci ha preso atto della comunicazione da parte della Regione Piemonte di richiesta di scioglimento.
"Le difficoltà economiche non sono solo per il Comune di Alessandria - ha dichiarato l'avvocato Bocchio - ma anche la Regione ha confermato le proprie difficoltà a garantire le quote, assicurate invece negli scorsi anni". Anche perché sembra che la massa passiva, quindi i debiti della Fondazione Tra, rappresentino davvero un bel peso sulle spalle di questo organismo: si parla di oltre 3 milioni di debiti. "Abbiamo discusso - prosegue l'avvocato Bocchio - sul recesso presentato dal socio Amag e dalla Fondazione Cra, ritenendo che il recesso non abbia effetto immediato, ma che, ai sensi dello Statuto, valga a partire dal 1 gennaio 2013".
Altra questione affrontata dall'assemblea dei soci fa riferimento alla decisione di dimissioni dell'intero Cda, comunicata direttamente dal presidente Nuccio Lodato. "I soci hanno preso atto anche di ciò - conferma l'avvocato Bocchio - stante il fatto che il Consiglio d'Amministrazione resterà in carica in prorogatio fino alla nomina del liquidatore". 
Ma tanto gli aspetti economici (debiti e crediti), quanto quelli occupazionali potranno essere presi in esame solo dopo la messa in liquidazione della Fondazione. Dopo l'annuncio della Regione, infatti, il Comune di Alessandria e quello di Valenza si sono riservati di riferire ai propri organi di indirizzo, che sono in primis la giunta, e poi il Consiglio comunale, poichè l'atto di delibera dello scioglimento e della successiva liquidazione è di competenza dell'aula consiliare. Nella città dell'oro la presa d'atto del Consiglio potrebbe già avvenire in queste settimane, tra Natale e Capodanno, mentre Palazzo Rosso dovrà posticipare per l'imminenza del voto sul Bilancio stabilmente riequilibrato. Se la linea dei soci sembra quindi confermare questa strada, l'atto formale si avrà solo nel mese di gennaio, quando è stata già fissata un'assemblea straordinaria dei soci per provvedere con atto notarile allo scioglimento ed alla messa in liquidazione. Sarà poi il liquidatore ad avere in mano la completa gestione del tutto.
Destino in sospeso anche per i 15 lavoratori del teatro, in presidio ieri, in contemporanea con l'assemblea dei soci, di fronte alla struttura ormai chiusa da due anni.
Anche le loro sorti, infatti, passeranno attraverso il liquidatore, che a scioglimento avvenuto, "dovrà rivedere gli accordi a livello regionale - spiega l'avvocato Bocchio - per la cassa integrazione del personale". 
Ad oggi infatti, da circa 8 mesi, i lavoratori del Tra sono in cassa integrazione in deroga. "Qualcuno di loro lavora a chiamata per la stagione teatrale, in virtù di un accordo tra Aspal e la Fondazione Tra, richiamati quindi all'opera proprio da quest'ultima - aggiunge l'avvocato Bocchio - Qualcun'altro per qualche ora si occupa della normale amministrazione, quindi della posta, del controllo della struttura, del riscaldamento". L'avvocato parla di 30 mesi, ad oggi, previsti dagli accordi regionali di cassa integrazione, 8 dei quali risulterebbero già effettuati dai lavoratori. 
13/12/2012

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