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Alessandria

Tra astenuti e contrari, la "manovra correttiva dei bilanci" passa in Consiglio

Una lunga serata, iniziata alle 18 con la commissione Bilancio e proseguita alle 20.30 il Consiglio comunale per votare la manovra correttiva dei bilanci 2009-2010-2011 sulla base delle richieste della Corte dei Conti. La maggioranza mantiene il numero legale, tra voti di astensione e contrari. La minoranza e due consiglieri leghisti non partecipano al voto
Tutto è andato secondo i piani, almeno quelli che da molte ore l'amministrazione Fabbio e la sua maggioranza stavano facendo sulla "conta dei presenti e dei votanti" in aula di Consiglio comunale.
Nella serata del 30 dicembre, ultima data utile per apportare le modifiche come richiesto dalla Sezione Controllo della Corte dei Conti, la manovra correttiva dei rendiconti 2009 e 2010 e del bilancio preventivo 2011 è passata indenne e ha superato la prova di "fine anno", con un sospiro di sollievo per la maggioranza e tutta la Giunta. Questa era l'aria che si respirava tra i corridoi di Palazzo Rosso a fine serata, alla chiusura del Consiglio, allo scoccare della mezzanotte.
22 votanti
, che hanno retto il numero legale: 16 voti favorevoli, questo è il numero su cui si assestano le tre singole votazioni dei tre provvedimenti relativi ai tre anni in discussione; 3 i voti contrari di Sestini, Bianchini e Cappelletti; 3 gli astenuti, Taverna, Grassano e a sorpresa l'unico leghista che è rimasto in aula a votare, Buzzi Langhi. Vittoria Poggio, Oreste Rossi e il capogruppo Sarti, dopo un'eloquente intervento in aula, non hanno partecipato al voto (mentre Cuttica di Revigliasco come già annunciato ieri non era presente sin dall'inizio della seduta di ieri sera). Così come la minoranza (Pd, Bellotti dell'Idv, Moderati e Barberis di Rifondazione Comunista) che ha scelto la strada comune della non partecipazione al voto. Come più volte affermato dal capogruppo del Partito Democratico Gianni Ivaldi, "questi bilanci fasulli ve li siete fatti voi e ora voi li votate, assumendovene le responsabilità".

Rispettata la data "di scadenza" della Corte dei Conti, rispettate le modifiche che erano richieste ("almeno i 5 punti di competenza del Consiglio" come ha spiegato il sindaco in risposta al consigliere Bellotti che accusava che le richieste fossero ben 12 e non solo 5), addirittura con il parere di un "saggio" della finanza, il tributarista Victor Uckmar, ma senza il parere del Collegio dei Revisori dei Conti.
Oltre infatti al già noto responso "non favorevole" per il 2009-2010, nel corso della commissione Bilancio delle 18 di ieri è arrivato anche il parere per il 2011: anch'esso non favorevole, sulla base di una serie di punti e con la precisazione di non aver ricevuto dalla Direzione Finanziaria del Comune alcuni "dettagli dei capitoli di spesa ed entrata" che erano stati richiesti per verifiche e approfondimenti.
Le cause del parere negativo sono: i proventi (15 milioni di euro) della gara per la concessione del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani e lo spazzamento strade dell'Amiu per 20 anni che "non può essere utilizzato genericamente per sostenere la spesa corrente, poiché si tratta di un'entrata avente specifica destinazione collegata all'effettuazione di un servizio pluriennale"; il recupero dell'evasione tributaria, sulla quale "sussistono notevoli dubbi sull'effettività dell'azione di contrasto, che ad oggi non sembra essere avviata in concreto e che ne determina la dubbia attendibilità della previsione di entrata"; i rapporti con le società partecipate che "presentano elevate criticità poiché sussistono dubbi sulla effettiva contabilizzazione integrale dei debiti che l'Ente comunale ha nei loro confronti e che risultano dalle scritture contabili delle stesse società partecipate"; il ripiano di disavanzo d'amministrazione 2010 che con delibera di Giunta è stato rideterminato in -10 milioni di euro, distribuito nella misura di un terzo del totale nell'esercizio finanziario 2011, cioè pari a 3 milioni 365 mila euro, pur accertando le modifiche apportate al rendiconto 2010, "non ritiene le stesse esaustive, ritenendo che il disavanzo non rappresenti l'effettivo risultato di amministrazione e nemmeno ritiene corretto il ripiano del terzo del disavanzo 2010 in 3 milioni 365 mila"; ultimo punto, il patto di stabilità 2011, il cui raggiungimento è definito "dubbio, in relazione alla previsione di entrate che non sembrano fondate su elementi certi e attendibili".

Nonostante ciò, ad inizio Consiglio comunale è stato chiesto di modificare le tre delibere che si sarebbero andate a votare, sui tre bilanci in questione, con un emendamento, su richiesta della Giunta e dell'amministrazione. Nella premessa delle delibere si è voluto sottolineare come si sia voluto rispettare ciò che era stato richiesto dalla Sezione Controllo della Corte dei Conti, ribadendo la maggiore importanza di ciò rispetto al parere dei Revisori (che per di più era contrario). La votazione dell'inserimento dell'emendamento in tutte e tre le delibere sui bilanci modificati ha ottenuto il voto favorevole di 18 consiglieri di maggioranza, 1 contrario (Mazzoni, seduto sulla poltrona di presidente del Consiglio), 3 astenuti (Grassano, Bianchini e Sestini) mentre il resto della minoranza e il carroccio (compatto questa volta) non hanno partecipato alla votazione.
Tutto è bene quel che finisce bene. E così pensano e sperano coloro che hanno mantenuto la fiducia all'amministrazione comunale, con il timore sempre alla porta, almeno per ora, del famoso "danno erariale", calcolato preventivamente dalla Procura della Corte dei Conti. Almeno per quest'anno il brindisi è doppio: festeggiamenti il 30 e il 31 dicembre per la maggioranza e la Giunta Fabbio.
31/12/2011

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