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Alessandria

Sciaudone: "perché il Comune permette l'occupazione abusiva dei suoi uffici?"

"Non esiste un contratto, una formale assegnazione al C.S.I che oggi si occupa del servizio informatico, dei locali di palazzo Rosso utilizzati però quotidianamente dai dipendenti del C.S.I che svolgono il loro lavoro in loco". Inoltre c'è una nota dirigenziale che parla del versamento di una somma "fino allora dovuta" dal C.S.I. "Occupazione abusiva?" chiedono Sciaudone e Locci. "Perché il Comune lo permette?"
 ALESSANDRIA - "La vicenda ha il suo avvio nel 2012, con lo scioglimento di Aspal. I servizi strumentali I.T.C. del Comune (ossia il sistema informatico ) vengono dati in affidamento diretto al C.S.I. (Consorzio per il Sistema Informativo del Piemonte), a decorrere dal 1 agosto 2013 e sino al 31 luglio 2018". Con questa premessa "storica" i consiglieri Maurizio Sciaudone insieme al consigliere Emanuele Locci portano alla ribalta una questione che vede protagonista l'amministrazione di Rita Rossa.

I due consiglieri di opposizione proseguono sostenendo che "esaminando bene i documenti ufficiali, non risulta prevista una formale assegnazione al C.S.I. dei locali del Palazzo municipale, dove alcuni incaricati si recano quotidianamente per svolgere il proprio lavoro al quinto piano di palazzo Rosso lato via Verdi, così come confermato dal responsabile dell'ufficio in una recente audizione". Occupazione abusiva? sembrano chiedersi i due esponenti di minoranza. 

"Esiste poi una nota, del 2014, della Direzione Pianificazione Attuativa, Edilizia Privata, Tutela dell'Ambiente, Sport e Tempo Libero e indirizzata al C.S.I. e agli Assessori competenti, in cui il dirigente firmatario, attestando la mancanza di un contratto di concessione d'uso, 'nelle more del perfezionamento della concessione in uso' richiedeva al C.S.I. ' il versamento della somma di 12.400 euro (16 mensilità)' fino ad allora dovuta".

Su questa questione i due membri di opposizione hanno presentato anche un'interpellanza, lo scorso 16 maggio, interrogando il sindaco "in merito alle motivazioni che hanno portato l'amministrazione comunale a non definire un contratto con il C.S.I. Piemonte (stante la necessità degli operatori di avere una presenza in città, a palazzo Rosso) prevedendo la corresponsione di un canone congruo, al fine di evitare di incorrere in ipotesi di danno erariale".

I consiglieri comunali Sciaudone e Locci chiedono quindi "se si è proceduto, successivamente, con il perfezionamento della convenzione in uso dei suddetti locali e da ultimo se il C.S.I. Piemonte ha provveduto al versamento della somma richiesta (euro 12.400)".
27/05/2016

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