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Alessandria

Scarsi si ripresenta per la segreteria provinciale Pd: "sono io che porterò rinnovamento"

L'attuale segretario provinciale del Partito Democratico si presenta dimissionario al Congresso, ma annuncia la propria ricandidatura. "Abbiamo cercato a lungo la via per arrivare a una candidatura unitaria, ma abbiamo fallito. Con me due terzi del Pd. L'obiettivo è rinnovare il partito, rispetto a chi vorrebbe solo notabili"
ALESSANDRIA - Dopo la presentazione della sua sfidante, Vittoria Oneto, mercoledì 11 ottobre a presentarsi per la corsa alla segreteria provinciale del Partito Democratico è stato Fabio Scarsi, che ha ricoperto il ruolo di segretario fino alla sconfitta alle elezioni provinciali. Al suo fianco in conferenza stampa c'era Giordano Otello Marilli che in caso di elezioni ricoprirà il ruolo di vicepresidente, pur rappresentando una corrente differente in seno al Pd: "e questo a dimostrazione di come per noi il pluralismo sia un valore, non un problema", come sottolineato in conferenza stampa. 

Il nostro obiettivo - ha spiegato Scarsi presentando la propria candidatura - è quello di rinnovare il partito, anche nella metodologia e nella sua organizzazione, lavorando per ricercare più partecipazione da parte di iscritti e simpatizzanti. Il calo della partecipazione politica è evidente e viene da un trend nazionale, ma come Pd abbiamo le nostre responsabilità, e dobbiamo assumercele".

Secondo Scarsi, anche nel recente passato, "non c'è stata la capacità di proporre un coordinamento efficace, e questo si è visto con le elezioni provinciali, dove tanti sindaci hanno finito per non sostenere un candidato pur di grande valore come Rocchino Muliere.

Per questo è necessario cambiare: due terzi circa del Pd sono con me. Quello che offro è una svolta in termini di efficacia di azione. La segreteria provinciale deve diventare prevalentemente un organismo di natura esecutiva capace di istruire le pratiche per portare le questioni vere da discutere in direzione, dove prevarrà la linea maggioritaria del partito. Penso a una squadra costruita secondo criteri di competenza dei membri della segreteria sulle deleghe assegnate. Se siamo arrivati a una rottura (Alessandria e Biella saranno le uniche province in Piemonte a non arrivare al Congresso con una candidatura unitaria ndr) lo dobbiamo alla volontà di una parte di non accettare questo ragionamento e di preferire per la scelta dei membri della segreteria le vecchie logiche di rappresentanza in base alle diverse correnti interne al Pd. Sono rammarico da questa decisione, ma se vogliamo cambiare le cose bisogna partire proprio da qui. Sottolineo che sui problemi reali, che sono poi quelli che andranno discussi e affrontati, dal trasporto al Sanità, le posizioni trovano invece piena convergenza". 
12/10/2017

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