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Ovada

Rumori, ecco il piano: città divisa in sei aree

Al “Piano di zonizzazione acustica”, così si chiama in gergo tecnico il documento, si lavora da quasi un anno. L’obiettivo è arrivare ad una approvazione definitiva entro il prossimo mese di dicembre, in modo da essere pronti per la primavera del 2019

OVADA - Sei aree: 1 (Aree di rispetto, con ospedali e / o case di riposo) alla 2 (zona residenziale), 3 (zona di contorno), 4 (centro storico, che non è più zona residenziale ma mista, per la presenza di eventi e attività commerciali), 5 (industriale) e 6 (misto industriale – residenziale). Un limite differente alle emissioni per ognuna di esse: fino a un massimo di 75 decibel per l’area industriale, poi a scalare di 5 in 5 per tutte le altre zone in orario diurno. Nei contorni generali è la nuova disciplina per le emissioni sonore in città approvato lunedì scorso dal consiglio comunale. Il provvedimento mira a superare il vecchio regolamento standard ancora vigente che prevede soglie di rumore, di 45 – 50 decibel a seconda dei casi che possono essere superate con apposite deroghe. Al “Piano di zonizzazione acustica”, così si chiama in gergo tecnico il documento, si lavora da quasi un anno.

L’obiettivo vero è arrivare ad una approvazione definitiva entro il prossimo mese di dicembre, in modo da essere pronti – soprattutto sul fronte degli eventi – per la primavera del 2019. «Il nuovo piano è propedeutico all’adeguamento della città alla nuova legge regionale – precisa l’assessore all’Urbanistica del Comune di Ovada, Grazia Di Palma –. Non si tratta di un’imposizione giunta da Torino, visto che le decisioni spetteranno all’amministrazione comunale, con prese di posizione politiche da adottare e promuovere attraverso il piano regolatore». Un esempio, relativo agli anni passati, è quello del pastificio Moccagatta, che si è trasferito da una zona residenziale ad un’area industriale, così come la trasformazione dal Frantoio Gentile allo Story Park. Non a caso, secondo i dati analizzati da Palazzo Delfino, non sono state riscontrate criticità legate al rumore o al traffico (che implicherebbero la chiusura di alcune strade in orario notturno, o l’installazione di barriere anti-rumore). Uno dei temi più discussi, invece, resta quello della “movida”, che da sempre divide la città fra coloro che – soprattutto in orario serale – vorrebbero una quiete (quasi) totale e chi punta sulla musica per animare la città. «L’adeguamento si basa sul criterio dei decibel e non dell’orario – prosegue l’assessore Di Palma –. La soglia delle emissioni acustiche, pertanto, potrà variare tra una zona residenziale (tipo corso Saracco) ed una mista (centro storico)». 

12/08/2018

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