
All'interno della tanto temuta questione dissesto, si diramano altrettante
questioni spinose con cui si trova a fare i conti l'amministrazione del sindaco Rita Rossa. Oltre alla situazione finanziaria drammatica dell'Ente comunale sono in ballo in questi giorni stipendi, ma anche intere aziende che si trovano sull'orlo del fallimento.
Nella conferenza stampa che il sindaco ha tenuto insieme al
capo di gabinetto - da questa settimana - rappresentato da
Ezio Brusasco, sono molti i nodi che ora vengono al pettine per "il cappio al collo di alcune aziende messo dalla passata gestione comunale".
"Quello che stiamo cercando di fare ora - spiega Rita Rossa - è cercare di
salvare dal fallimento aziende fornitrici di servizi per la città, come Atm e Amiu". Se
per Atm qualche spiraglio è arrivato dalla Regione, in particolare dal presidente Roberto Cota che si è impegnato per anticipare dei fondi del 2012 sul servizio di trasporto pubblico (di competenza della Regione Piemonte), che potranno essere utilizzati dall'amministrazione per dare un po' di respiro al settore e all'azienda. Altrettanto non si può dire di Amiu: "l'azienda si trova in una condizione di forte criticità - precisa il primo cittadino a dimostrazione di come talvolta le cose siano ancora più complicate di quanto sembrano - Anche se arrivano alcune risorse nelle nostre casse, queste non possono essere girate direttamente dall'Ente all'azienda". Nel caso di Amiu, infatti: "tutto quello che viene versato direttamente da noi ad Amiu, finisce nelle casse della Barclays!".
La drammatica situazione di alcune aziende dirotta immediatamente il discorso sulla
questione lavorativa, in particolare sulle
difficoltà di questi ultimi mesi nel pagare gli stipendi. Qui il primo cittadino fa un quadro ben preciso: "è come se in ogni stanza (che rappresenta una questione da risolvere) vi fosse una condizione sempre più complessa, sempre più difficile da risolvere, che purtroppo colpisce sempre i lavoratori". Se da un lato ci sono i dipendenti di
Atm che lamentano la rateizzazione della quattordicesima mensilità, dall'altro ci sono quelli di
Amiu che
hanno paura di non ricevere lo stipendio. "E nella terza stanza ci sono i lavoratori precari degli
asili e delle
scuole dell'infanzia che sono - ad oggi - rimasti senza lavoro per la fine del contratto e che vogliono sapere se torneranno a lavorare nei prossimi nove mesi". Poi, purtroppo c'è la condizione occupazionale di tutti i dipendenti comunali e delle partecipate che resta in bilico per effetto dei possibili tagli conseguenti al dissesto. In quanti rischiano il posto? "Stiamo cercando di salvaguardare i posti di lavoro, nonostante questa situazione drammatica non ci aiuti. Per ora gli unici ad essere stati lasciati a casa sono i 30 "Bassanini", non riconfermati, i 6 interinali di Amiu e gli 11 operatori delle cooperative che prestavano servizio sempre per Amiu".
"Ho firmato - come atto obbligatorio -
il dissesto, ma non firmo la morte della nostra città" ha dichiarato il sindaco Rita Rossa parlando della necessità di attuare - per quanto possibile -
politiche di sostegno allo sviluppo. Così se la città e i suoi servizi non possono morire con il dissesto, anche il polo universitario alessandrino va tutelato. Il Comune è partner in un accordo stanziato con l'Università insieme a
Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. "Purtroppo
ci sono molte partite rimaste in sospeso dal 2009 al 2012 nei confronti dell'università, che finiranno nel malloppo dei debiti": il Comune, come gli altri partner, dovevano stanziare 250 mila euro all'anno per tre anni. Dal quadro dipinto dal sindaco sembra che il Comune sia
indietro di 350 mila euro circa. Cioè la metà delle risorse destinate all'Università, in realtà non sono mai arrivate a destinazione. "Abbiamo aperto già un tavolo di confronto - ha precisato Rita Rossa -
Non abbiamo nessuna intenzione di recedere dall'impegno preso, pur commisurandolo alle ristrette disponibilità economiche attuali e chiedendo anche uno sforzo, un aiuto a soggetti privati affinché si impegnino ad investire per l'Università e i suoi livelli formativi".
Insomma ancora tante questioni da analizzare bene nei contenuti e nei conti, soprattutto. Come ha affermato Ezio Brusasco: "La nostra azione avrà inizio dal 2012. Da un 2012 già avviato, su un treno che era già partito a metà anno" ma con l'obiettivo di risalire ottenendo costanti segnali di miglioramento.
Ovviamente accanto a tante "disgarzie" c'è sempre
una - solo una -
buona notizia. Che fa riferimento ai fondi di diritto allo studio che arrivano direttamente dallo Stato. Da tempo però le
librerie alessandrine attendevano il
rimborso dal Comune delle cedole librarie per l'anno scolastico 2011-2012. Sono cedole emesse dal comune ogni anno per sostenere il diritto allo studio della scuola dell'obbligo: le scuole le consegnano alle famoglie, le famiglie alle librerie che consegnano i testi e poi attendono il rimborso dall'Ente. Con i problemi degli ultimi tempi di Palazzo Rosso è venuto meno questo automatismo. "Abbiamo proprio nei giorni scorsi effettuato il
pagamento con un mandato di oltre 57 mila euro a favore delle librerie - ha dichiarato il sindaco - per ottemperare a quello che per noi è un dovere e per loro un diritto". L'importo complessivo per l'anno 2011-2012 era di quasi 109 mila euro e un primo acconto era già stato liquidato a marzo, pari a 51 mila 500 euro. "Mi sono subito attivato per risolvere la questione - ha dichiarato l'assessore Puleio - consapevole che il diritto allo studio è un diritto costituzionale che va tutelato. E devo ammettere che ho trovato grende disponibilità e sensibilità".