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Intervista

Rita Rossa: “la situazione del Comune è tragica, ma Alessandria saprà reagire”

La gioia per l’insediamento, e subito dopo l’emergenza di Atm e Amiu. All’orizzonte l’ipotesi di dissesto, e la necessità di una profonda riorganizzazione di attività e servizi, con le casse vuote e tanti debiti da ripianare. Dall’Imu al futuro della partecipate, fino ad un aneddoto sul Movimento 5 Stelle: una conversazione a tutto campo con Rita Rossa, nuovo sindaco di Palazzo Rosso
Ad intimorirla non sono bastate neppure le prolungate scosse di terremoto di ieri mattina. “Ero alla mia scrivania, collegata in diretta con una trasmissione Rai. Dalla sede centrale hanno visto alle mie spalle il pendolo, solitamente fermo, oscillare vistosamente. E mi hanno esortata a scappare. Ma non mi sono mossa ed è passato tutto”. Rita Rossa, neo sindaco di Alessandria, è partita “in quarta”, anche perché costretta dalle emergenze contingenti di cui sono piene le cronache dell’ultima settimana. E in questa chiacchierata esclusiva ci racconta “a tutto campo” sensazioni, progetti e priorità dei prossimi cento giorni. E anche oltre.
 

Sindaco Rossa, sono passati dieci giorni dalla sua vittoria: non le sembrano di più?

Molti di più, ha ragione. Entrare a Palazzo Rosso come sindaco della mia città è stata un’emozione forte, e ho percepito l’entusiasmo di chi mi ha sostenuta, ma anche di tanti impiegati e funzionari dell’ente, che continuo a pensare siano la nostra principale risorsa, e che sono stati a lungo non solo sotto utilizzati, ma addirittura umiliati. Ho cominciato una visita ufficio per ufficio, e cercherò di completarla, lo prometto. Le emergenze però mi hanno subito travolta.

 

Le vicende degli stipendi Atm e Amiu sono risolte?

Il loro pagamento era tutt’altro che scontato, e abbiamo trovato soluzioni immediate ed efficaci, anche se sussiste ancora una serie di ostacoli tecnici, che cercheremo di risolvere in queste ore. Sul fronte Atm è stato provvidenziale l’anticipo di cassa della Provincia, che nonostante non abbia ancora ricevuto quanto dovutole dalla Regione, è intervenuta immediatamente con risorse proprie. Sul fronte Amiu la situazione è ancora più complessa, per vincoli, esistenti e non rispettati, con una banca, che teoricamente in caso di liquidità sui conti avrebbe la precedenza assoluta di pagamento, prima degli stessi stipendi dei dipendenti. E poi ci sono anche, per entrambe le partecipate, arretrati di diversi mesi sul fronte dei contributi previdenziali.

Mi creda, lo scenario in cui versa il Comune di Alessandria è tragico, e i cittadini lo devono sapere, e glielo racconteremo con la massima trasparenza.

 

Procediamo con ordine: a quando la squadra di assessori? Ci fa qualche nome?

Nessun nome, ma è questione di ore. Il tempo delle ultime verifiche. Certamente saranno il numero minimo indispensabile, spero anche meno degli 8 preannunciati, perché il rigore dobbiamo applicarlo a cominciare dagli amministratori. Ci sarà discontinuità con il passato, e forte attenzione alle competenze. Le donne (me compresa, ovvio) saranno certamente almeno il 30%. E soprattutto ci metteremo subito al lavoro, per cercare di far fronte ad una situazione caotica e difficile.

 

La scelta di Antonello Zaccone come ragioniere capo a qualcuno, anche a sinistra, ha fatto storcere il naso…

Zaccone ha tutte le competenze necessarie, e ha preso ad un certo punto le distanze dalle scelte dell’amministrazione di centro destra, contribuendo credo anche a limitare i danni. Aggiungo che comunque abbiamo ridotto i dirigenti a otto, non sostituendo i pensionati e coloro che erano legati al mandato di Fabbio. E naturalmente non aveva senso ricorrere a professionalità esterne, appesantendo ulteriormente le casse dell’ente.

 

Sarà dichiarato il dissesto?

Questo non dipende da noi, ma dal definito pronunciamento della Corte dei Conti, che dovrebbe essere in arrivo. Posso dirle che, dopo una prima ricognizione (che continuerà, più approfondita, nei prossimi giorni) il dissesto delle finanze del nostro comune è nei fatti. Se i giudici dovessero bocciare o ritenere insufficienti i correttivi proposti dalla precedente amministrazione, la parola spetterà al Prefetto, e al nuovo consiglio comunale. Ma la strada è segnata. Speriamo che, proprio per la discontinuità che si è venuta a creare grazie alla scelta elettorale degli alessandrini, ci possa essere spazio per qualche vincolo meno stretto. Ma insomma, c’è solo da rimboccarsi le maniche e prendere atto che siamo anche noi disastrati. Anche se, non scordiamocelo mai, il dramma vero di questi giorni sono i terremoti, o la tragedia di Brindisi, che mi ha colpita enormemente. Alessandria è in difficoltà a causa di scelte sciagurate, ma ripartirà.

 

Il suo predecessore Piercarlo Fabbio sostiene che avrebbe potuto anche lui dichiarare il dissesto nell’autunno 2007, e non l’ha fatto per il bene della città..

Ho letto: e mi piacerebbe chiedergli per quale motivo allora ha poi gestito per tutto il suo mandato Alessandria con grande spreco di risorse e iniziative scriteriate. Se la situazione era così compromessa, avrebbe dovuto adottare criteri ben diversi. Ma francamente preferisco, e devo, lasciar perdere ogni polemica, e concentrarmi sui mesi durissimi che ci aspettano. A cominciare dal consuntivo 2011: credo che approvarlo sarà impossibile, semplicemente perché è falso, come già certificato anche dai revisori dei conti. Non potremo far altro che lasciare che ad occuparsene sia un commissario ad acta.

 

Intanto avete “tagliato” cellulari e permessi di parcheggio: ma erano davvero 6.000?

Incredibile ma vero: e saranno ripristinati solo cellulari e pass davvero necessari, ossia molti meno. Preciso che non abbiamo comunque sospeso nessun permesso destinato a portatori di handicap, e che invece abbiamo abolito il parcheggio gratuito in piazza della Libertà per sindaco, amministratori e consiglieri comunali. Non è che sia un grande risparmio reale: ma è un segnale simbolico significativo. L’epoca dei privilegi e dei favori è davvero finita, si cambia registro.

 

Gli alessandrini guardano all’Imu con preoccupazione: la stangata è inevitabile?

Consideri che la giunta precedente ha inserito, fra i correttivi proposti alla Corte dei Conti, l’Imu al massimo di legge per la prima e seconda casa, con un introito previsto per il 2012 di circa 48 milioni di euro. Salvo poi sostenere il contrario in campagna elettorale. A noi piacerebbe poter essere più clementi almeno sulla prima casa, ma davvero prima dobbiamo fare maggiore chiarezza sui conti.

 

Torniamo alle partecipate: è un universo razionalizzabile?

Si deve, assolutamente. Innanzitutto costruendo, sempre con risorse interne all’ente, una centrale di controllo che, a Palazzo Rosso, abbia la visione dettagliata e costante della situazione. Sembra incredibile, ma tutto ciò oggi non esiste. Quindi vanno dismesse alcune strutture, con accorpamenti dove possibile. Per fare un esempio: la riscossione tributi va fatta in house, e Al.Tri, che non è mai partita ma è già un costo, va eliminata. Vedremo peraltro con quali modalità, perché pare siano già stati firmati contratti di affitto molto discutibili.

 

Qualche gioiello di famiglia sarà venduto, per “fare cassa”? Si parla del gas, ad esempio…

E’ davvero presto per dirlo, occorre approfondire, e confrontarsi con assessori e tecnici. Diciamo che l’acqua deve restare certamente pubblica, mentre sul gas, come su Aral, si devono fare ragionamenti e valutazioni assolutamente non ideologici. Non è più il tempo.

 

A volo d’uccello sindaco: quali prospettive per Cissaca e asili?

Sono patate bollenti, di cui riparleremo nei dettagli appena avrò approfondito le questioni. Comunque: il Cissaca vanta un credito dal Comune di Alessandria di circa 11 milioni di euro, e una soluzione va trovata. Per il futuro, vorrei incontrare presto i sindaci di tutti gli altri comuni del consorzio, anche se il mio orientamento va verso l’unione di comuni. Asili e scuole per l’infanzia, ossia la filiera 0-6 anni: il servizio per l’anno prossimo va organizzato rapidamente, in concerto con i sindacati, e puntando sulle professionalità disponibili, precari compresi. E’ un comparto che deve restare, anche in prospettiva, pubblico, o sotto lo stesso controllo comunale. Sussidiarietà non è un concetto da rifiutare in toto, ma non può diventare un modo per bypassare la qualità del servizio.

 

Quando riaprirà il teatro comunale?

Allargo le braccia: l’incredibile vicenda la conoscono tutti. Mi risulta che la bonifica abbia sinora riguardato solo il 5% della struttura, e che una parte dei dipendenti sia in cassa integrazione “punitiva”. Lì credo che si debba riconsiderare, anche con i soci come Regione e Comune di Valenza, lo stesso ruolo e futuro della Fondazione TRA, e dei suoi dipendenti. E intanto garantire alla città una stagione teatrale dignitosa e a basso costo, coinvolgendo compagnie di attori locali, e valorizzando strutture disposte a darci una mano, come l’Ambra per fare solo un esempio.

 

Chiudiamo con una foto: quella che la ritrae al fianco del neo consigliere del Movimento 5 Stelle, Angelo Malerba. Prove di inciucio?

(sorride, ndr) Ma no, un aneddoto divertente piuttosto. Abbiamo scoperto di aver avuto in comune lo stesso insegnante di latino, il mitico professor Bonabello. Tant’è che entrambi amiamo usare la citazione “rem tene, verba sequentur”, ossia “abbi chiaro il concetto, e le parole verranno da sole”, imparata appunto dal nostro “prof”. Ecco perché l’espressione buffa della foto. In realtà con i 5 Stelle mi auguro ci possa essere un confronto ampio e rispettoso, e magari una convergenza su temi concreti, come l’ambiente e la trasparenza amministrativa, a cui noi come loro teniamo molto.

 

30/05/2012

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