
Già di fronte alla Corte dei Conti di Torino il ragioniere capo Antonello Zaccone e l'assessore al Bilancio Pietro Bianchi lo avevano preannunciato: il primo passo della nuova amministrazione si sarebbe rivolto al mondo delle
partecipate comunali. La
parola d'ordine è
"razionalizzazione".
" Bisogna accorpare il più possibile - aveva dichiarato Bianchi - L’intenzione è quella di chiudere tutte quelle aziende che non hanno nulla di strategico, ovvero che non hanno utilità per l’Ente comunale o addirittura che non hanno mai realizzato il loro mandato e che sono solo un costo per il Comune".
Detto, fatto. La Giunta comunale, nella giornata di mercoledì 20 giugno,
ha approvato quattro deliberazioni di proposta al Consiglio comunale per lo scioglimento di Svial srl, Valorial srl, Al.tri spa e Sital srl. "Questi primi provvedimenti relativi alle partecipate, che verranno proposti al Consiglio Comunale – ha dichiarato l’assessore alle Partecipate, Pietro Bianchi -,
sono nell’ottica di far cessare il prima possibile gli sprechi e di razionalizzare la gestione dei servizi con l’obiettivo ambizioso di ridurre i costi e migliorare la fruibilità degli stessi e la loro efficienza".
Nel caso delle
due società di cartolarizzazione del patrimonio immobiliare disponibile del Comune (
Svial e Valorial), il provvedimento si è reso necessario "a causa delle
minusvalenze patrimoniali che si sono verificate nel corso dell’attività, generate dalla differenza di prezzi tra i valori patrimoniali deliberati dal Consiglio Comunale ed i ricavi delle vendite". Peraltro, la procedura di liquidazione di queste società era già stata avviata dai consigli di amministrazione il 30 marzo scorso.
Per la società Al.tri - di gestione e riscossione tributi e e altre entrate del Comune - la decisione della Giunta di proposta di messa in liquidazione è dipesa "dalla
situazione di crisi di liquidità della Città di Alessandria e dal mancato rispetto del Patto di Stabilità interno 2010 e 2011, che rendono difficile la permanenza di un soggetto esterno, seppur controllato al 100%, con spese generali e di gestione aggiunte". A ciò va aggiunto come la Giunta ritenga che "il risanamento della città debba passare attraverso un potenziamento della direzione comunale preposta alle entrate, che può lavorare in stretto contatto con i servizi dedicati". Una decisione questa che non segue la scia delineata dalla precedente amministrazione che, non più tardi del marzo 2012 in commissione Bilancio, parlava di
"nuova mission economico-sociale e nuova sede per la (ri) partenza di Al.tri".
Un discorso a parte va fatto invece per la quarta partecipata preposta alla liquidazione:
Sital, la società di promozione, marketing territoriale e logistica. L'ex municipalizzata gestita dal presidente Dallerba è quella che da più parti ha fatto maggiormente discutere.
Tre bilanci (2009-2011) in perdita, anticipazioni di denaro dal Comune per mancanza di liquidità e un oggetto sociale poco chiaro e quasi mai rispettato nel concreto delle azioni.
"Le
perdite di esercizio del triennio 2009/2011 – si legge nella delibera - sono causate, in via principale dal fatto che nessun ricavo della gestione caratteristica è mai stato contabilizzato, perché nessun contratto attivo è mai stato sottoscritto;
la situazione economico patrimoniale appare del tutto inidonea al raggiungimento dell’oggetto sociale".
Ma la battaglia per la messa in liquidazione di Sital risale a parecchio tempo fa, quasi un anno (luglio 2011), ed è stata
combattuta da più parti politiche: per l'allora minoranza da Enrico Mazzoni del Pd, ma anche tra le fila della maggioranza era stata avviata una
richiesta dai capigruppo di maggioranza Maconi, Piccolo, Priano e Sarti. La Sital non era stata sciolta e anzi, nel settembre del 2011, la precedente amministrazione aveva tentato la
"trasformazione dell'oggetto sociale", con un conseguente passaggio da Spa e Srl: pur confermando l’azione promozionale per l’insediamento di attività produttive e servizio, ha ampliato l’oggetto statutario alle attività marketing e promozione del territorio a favore di enti pubblici e privati, prevedendo ricerche di mercato e piani di marketing.
Proprio questa modifica, però, sembra aver fatto perdere alla partecipata il carattere di "strettamente necessaria", determinato "dalla legge 24 dicembre 2007, n°2444 (finanziaria 2008), articolo 3, comma 27 -recita sempre la delibera di Giunta - che vieta a tutte le amministrazioni pubbliche delle società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali".

Mentre- con ogni probabilità - alcuni esponenti dell'attuale minoranza di governo, del Pdl, sembrano essere d'accordo su questo provvedimento (visto che proprio da alcuni di loro era stata avanzata la proposta nella precedente amministrazione),
l'attuale capogruppo del Pdl, nonché ex sindaco di Alessandria, Piercarlo Fabbio precisa: "sulle altre società dovremo analizzare la situazione, ma
per Sital non capisco cosa si voglia sciogliere, visto che è da dicembre che è messa in liquidazione". Il riferimento sembra essere ad una delibera del mese di dicembre, dell'amministrazione precedente, con cui "si era già sciolto il consiglio di amministrazione - afferma Fabbio - e si era chiesto al presidente Dallerba di fare uno studio per individuare quali altri meccanismi avrebbero potuto svolgere lo stesso ruolo che era proprio di quella azienda".
Ora la decisione definitiva e attuativa di questi provvedimenti
spetta al Consiglio comunale,
che si dovrà riunire entro la fine del mese di giugno, il 28. E in questo quadro di "tagli"
l'assessore Bianchi anticipa: "A questi provvedimenti ne seguiranno altri finalizzati a rendere trasparente all’amministrazione e ai cittadini la gestione delle società partecipate dal Comune di Alessandria”.