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Alessandria

Qualità dell'aria: "il Comune disattende le normative". Nuova interpellanza del Movimento 5 Stelle

"Fiato sul collo" e massima attenzione da parte del Movimento 5 Stelle sul tema dell'inquinamento in città. Il 19 ottobre si è superata per 4 giorni consecutivi la sogna di 50 microgrammi di Pm10, ma "le misure di allerta non sono state applicate". Chiesta entro 7 giorni una verifica con un'apposita commissione
ALESSANDRIA - "Sabato scorso la centralina Volta dell' ARPA ha registrato un valore record del PM10 di 176 microgrammi per metro cubo: oltre 3,5 volte il limite di sicurezza per la salute dei cittadini.
Chiediamo l'applicazione del nuovo protocollo interregionale sulla qualità dell'aria e che vengano discussi interventi strutturali e verifiche sui blocchi del traffico".

Inizia così il nuovo comunicato stampa diramato dal Movimento 5 Stelle con l'intento di tenere alta l'attenzione sulla salute dei cittadini di Alessandria, dopo la serie impressionante di sforamenti delle soglie di pericolo già verificatasi ad ottobre. 

"Ogni giorno, se non piove o non c'e' vento, si accumulano negli strati bassi dell'atmosfera polveri microscopiche che danneggiano la salute dei cittadini, in particolar modo bambini, anziani e persone con problemi respiratori. Questo inquinamento provoca in Italia almeno 80 mila morti l'anno secondo numerosi studi epidemiologici, più degli incidenti stradali, oltre a favorire numerose patologie respiratorie a gran parte dei cittadini. E' ora di risolvere il problema pianificando interventi strutturali urgenti sul trasporto pubblico, privato e altre fonti di inquinamento e coordinando gli interventi emergenziali con tutto il bacino padano.Non basta sperare in un po' di pioggia, dobbiamo agire ora per tutelare la salute di tutti" sottolineano Gentiluomo e Serra del M5S. 

Un protocollo comune regionale esisterebbe già, ma il Comune di Alessandria finora non lo ha messo in pratica del tutto. Per questo i consiglieri comunali del Movimento chiedono l'"Adozione di misure urgenti per la tutela della salute pubblica in Attuazione delle misure temporanee omogenee adottate dalla Regione Piemonte con DGR n. 22-5139 del 05/06/2017 e l'Approvazione dello schema di Accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, ai sensi della L. 88/2009”.

L’Allegato I del documento regionale prevede il primo livello di allerta con semaforo arancio dopo 4 giorni consecutivi di superamento misurato nella stazione di riferimento del valore 50 μg/m3 della concentrazione di PM10, sulla base della verifica effettuata nelle giornate di lunedì e giovedì (giornate di controllo) sui quattro giorni antecedenti; le misure temporanee sono da attivare entro il giorno successivo a quello di controllo (ovvero martedì e venerdì) e restano in vigore fino al giorno di controllo successivo.

Tra le misure da adottare in presenza del primo livello di allerta, definite con precisone nell’Allegato I, si ricordano:

- limitazione all’utilizzo delle autovetture private di classe emissiva almeno Euro 4 diesel in ambito urbano dalle 8.30 alle 18.30 e dei veicoli commerciali di classe emissiva almeno Euro 3 diesel dalle 8.30 alle 12.30;

- divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 3 stelle in base alla classificazione ambientale introdotta dal decreto attuativo dell’articolo 290, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152;

- divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso;

- potenziamento dei controlli con particolare riguardo a rispetto divieti di limitazione
della circolazione veicolare, di utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa, di
combustioni all’aperto e di divieto di spandimento dei liquami;

- le misure temporanee omogenee di cui al presente Allegato si applicano prioritariamente nelle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10.

"Giovedì 19 ottobre - ricordano i 5 Stelle - si sarebbe dovuto verificare il perdurare del superamento per i 4 giorni antecedenti e attivare il semaforo arancio in città indicante il primo livello di allerta con l’adozione delle relative misure entro il giorno successivo, ma questo non è avvenuto. Pertanto ci sembra giusto impegnare il sindaco e la giunta entro 7 giorni a:

-  acconsentire l’applicazione integrale delle misure previste dall’Allegato I dell’Accordo di Bacino Padano con l’applicazione immediata del regolamento;

- verificare l’efficacia dei controlli da parte delle forze dell’ordine per quanto riguarda i sanzionamenti durante il blocco del traffico;

- valutare, in una commissione preposta, ulteriori misure più stringenti rispetto a quelle sin ora citate, così da limitare il più possibile gli sforamenti dei limiti che risultano dannosi per la salute dei cittadini".

Intanto la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bici) scrive all'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per sottolineare, ancora una volta, come una risposta efficace e poco costosa ai problemi di inquinamento potrebbe arrivare dall'adozione di importanti misure per l'incentivo dell'utilizzo della bicicletta in città, soluzione capace di portare numerosi vantaggi e ripercussioni positive sulla salute. 

Ecco la lettera integrale inviata dalla FIAB. 
 
Caro Sindaco Decaro,

scrivo a te perché, in qualità di presidente ANCI, sei un po’ il sindaco di tutti.
Ti scrivo perché il tema della cosiddetta “emergenza smog” è ormai diventato persino stucchevole nella sua sistematicità e i titoli roboanti dei giornali, a suon di cifre di morti e malattie causate dallo smog, non fanno più notizia: è l’effetto assuefazione che abbiamo di fronte ad ogni notizia ripetuta come un mantra.
Ti scrivo perché già lo sappiamo che alla prima pioggia tutti i sindaci tireranno un sospiro di sollievo per non dover prendere provvedimenti drastici e impopolari, il tutto fino alla prossima “emergenza”.
Ti scrivo perché, in qualità di presidente di tutti i sindaci d’Italia, tu ti faccia promotore con i tuoi colleghi sindaci di una serie di iniziative da attuare subito, non fra qualche mese.
1) - il divieto di transito/parcheggio auto davanti alle scuole. Sappiamo anche da una recente indagine fatta a Roma che le aree intorno alle scuole diventano delle piccole camere a gas che i nostri bambini/ragazzi respirano durante la loro permanenza a scuola. Riteniamo che la salute dei nostri figli valga anche il piccolo sacrificio (se di sacrificio vogliamo parlare) di lasciare l’auto a qualche decina di metri per poi fare a piedi l’ultimo tratto di strada;
2) - tornare a proporre le domeniche ecologiche in maniera continuativa: è il modo migliore per imparare, poco alla volta, ad organizzare i propri spostamenti senza l’auto. Si comincia con la domenica e poi magari si scopre che può diventare una sana abitudine anche gli altri giorni della settimana;
3) - promuovere l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici attraverso l’attivazione di incentivi vari (es. bonus acquisto biciclette, facilitazioni di parcheggi protetti negli uffici, abbonamenti famiglia per i mezzi pubblici, gratuità di navette da parcheggi esterni la città, ecc.);
4) - un appello forte di ANCI perché venga approvata dal Governo la Legge Quadro sulla Ciclabilità che darebbe ai Sindaci gli strumenti necessari per meglio lavorare sulla promozione della mobilità ciclistica che è uno degli elementi forti di una vera politica per la mobilità sostenibile nelle nostre città.
Sappiamo che c’è necessità di interventi coordinati ed investimenti nazionali sui temi della mobilità ciclistica e trasporto pubblico, ma nel frattempo questi semplici provvedimenti possono essere un piccolo passaggio per dare qualche sollievo alle città e abituare i cittadini a nuovi modelli di mobilità, come quello di tornare ad accompagnare a piedi i bambini a scuola o fare shopping nella propria città ma lasciando l’auto in parcheggi esterni.
Il tutto, però, mentre l’amministrazione locale lavora sugli altri interventi (dal contenimento dei consumi nelle nostre case, alla riorganizzazione della mobilità di persone e merci in termini di sostenibilità) che hanno bisogno di tempi più lunghi e risorse importanti.
Il mezzo di trasporto bicicletta nelle città è quello che, con investimenti contenuti, può dare risposte in tempi brevissimi alle necessità di spostamento quotidiano casa-lavoro e casa-scuola: lo si affronti con determinazione e investimenti da subito. FIAB è a disposizione di tutti quei comuni che hanno bisogno di supporto per promuovere l’uso della bicicletta nelle loro città, perché gli investimenti vanno accompagnati da un processo comunicativo che faccia comprendere che #labiciclettafunziona, come recita la nostra ultima campagna di tesseramento 2018.
Grazie per l’attenzione. Buon lavoro!
Giulietta Pagliaccio
Presidente FIAB Onlus
Milano, 23 ottobre 2017
25/10/2017

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