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Alessandria

Prodi: "all'Africa servono investimenti e infrastrutture"

L'ex presidente della Commissione Europea a Cultura e Sviluppo. “il rinascimento dell'Africa è ancora lontano. Le guerre, la povertà, la pressione demografica spingono gli abitanti a migrare, soprattutto all'interno del continente”
ALESSANDRIA - Ha parlato soprattutto della situazione dell'Africa Romano Prodi, ospite giovedì scorso all'Associazione Cultura e Sviluppo. L'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea, attualmente a capo della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli di Bologna, ha illustrato l'attuale situazione e le necessità del continente africano. La speranza nata al termine della fase di decolonizzazione non si è concretizzata in un cambiamento. Su 54 Paesi solo Nigeria, Egitto, Etiopia e Sud Africa hanno un mercato interno e le frammentazioni politiche, le guerre, la mancanza di investimenti e di infrastrutture impediscono un vero sviluppo. Il fondamento economico è ancora l'agricoltura eppure i paesi africani devono importare grandi quantità di beni alimentari. E l'arretratezza si concretizza nel fenomeno migratorio che, specifica Prodi, è soprattutto interno. Solo una minima parte dei migranti arriva poi in Europa. L'alto tasso si natalità e anche un miglioramento delle condizioni di vita stanno facendo aumentare la popolazione con il più alto tasso di crescita al mondo: dai 250 milioni di abitanti del 1950 si passerà ai due miliardi a metà di questo secolo.

L'Africa cresce economicamente molto più che il resto del mondo eppure la miseria rimane. Anche nei pochipaesi dove si fanno investimenti industriali dall'estero, come l'Etiopia, l'economia non migliora. La corruzione è un fenomeno grave in tutto il continente e alimenta il terrorismo, in particolare nell'Africa sub sahariana.  L'emigrazione continuerà, ha spiegato Prodi. Ci sono paesi come il Niger, con un'età mediana bassissima, ovvero con moltissimi giovani, e la conseguente pressione demografica spingerà sempre più a migrare. Il rinascimento africano di cui si parla è ancora lontano, al continente servono infrastrutture, investimenti, stabilità e pace.

Sul ruolo dell'Europa, Prodi sottolinea l'importanza degli investimenti per l'Africa anche in accordo con la Cina, che già sta investendo, ad esempio in Etiopia per prodotti a bassa tecnologia.

Un cenno è stato fatto alla situazione italiana, sulla necessità di una legge elettorale maggioritaria che dia continuità e stabilità al paese, e alla politica estera europea. Con le posizioni di Trump che allontanano gli Stati Uniti dall'Europa, il presidente francese Macron potrà dare una spinta alla politica europea.

La serata, presentata da Giorgio e Roberto Guala, rispettivamente presidente e fondatore di Cultura e Sviluppo, è stata dedicata a Giulio Regeni, il giovane ricercatore scomparso due anni fa.
26/01/2018

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