Politica

Pdl verso il congresso: ma la vera sfida è il voto di maggio

Domenica all’Hotel Marengo si terrà un congresso dall’esito già scritto. Per la nuova coordinatrice Manuela Repetti e per il vice Antonio Maconi la partita vera si gioca nella corsa a Palazzo Rosso. Ricandidatura di Fabbio, o nuova alleanza con la Lega? Bocche cucite, in attesa del sondaggio
La partita per l’elezione del coordinatore provinciale del Pdl si è giocata a porte chiuse, senza pubblico e senza elettori. L’ha vinta l’onorevole novese Manuela Repetti, che domenica all’Hotel Marengo di Spinetta riceverà l’investitura ufficiale, ma come candidato unico. Suo vice sarà l’alessandrino Antonio Maconi, mentre dei trenta membri che faranno parte del direttivo 15 già sono stati individuati ed inseriti nel listone ‘blindato’, e altri 15 saranno votati dagli iscritti del partito.

Un po’ poco, per chi sperava nel primo vero congresso del Partito della Libertà, con almeno due candidati contrapposti (si è parlato a lungo delle candidature di Aldo Visca, sindaco di Cerrina, e dello stesso Maconi).

E’ il caso di Emanuele Locci, consigliere comunale alessandrino che su Facebook non nasconde il suo disappunto, e commenta con un ironico “volemose bene” la scelta di ricorrere ad una soluzione unitaria, e verticistica. Manuela Repetti, è noto, è la compagna di vita del senatore (ed ex ministro) Sandro Bondi, che ad un certo punto si è speso in prima persona, scrivendo una “lettera di fuoco” ai vertici del partito, per denunciare uno scontro che poteva portare a conseguenze rischiose. Sembrava una “mission impossible”, tanto le diverse anime del partito erano desiderose di contarsi alle urne, e invece in quattro e quattr’otto l’intesa è stata raggiunta. Punto e a capo. Del resto, basta confrontarsi con alcuni degli esponenti più autorevoli del Pdl di casa nostra per capire come stanno davvero le cose. Se nessuno si dichiara entusiasta dell’opzione Repetti (senza valutazioni sulla persona, ma per le modalità con cui è maturata la decisione), praticamente tutti concordano sul fatto che “i problemi sul tappeto sono altri”, e in fondo il ruolo del coordinatore lascia il tempo che trova. Qualcuno va oltre, e spiega: “va beh, ma tanto il Pdl tra pochi mesi non ci sarà più, perché cambierà completamente lo scenario nazionale: perché dovremmo metterci a fare una battaglia anacronistica? La Repetti gestisca la transizione, e poi vedremo”.

Riflettori puntati sulle amministrative

Quel che è certo, al di là di scenari futuribili, è che l’attenzione del Pdl, da lunedì, sarà tutta rivolta alle elezioni amministrative di giugno. Con una particolare allerta sulla situazione esplosiva di Palazzo Rosso, che potrebbe evolvere di giorno in giorno. Il Partito della Libertà ricandiderà Piercarlo Fabbio, pur nella precarietà della sua attuale posizione, o sceglierà di voltare pagina, e di esplorare strade nuove? Le bocche sono formalmente cucite, ma qualche indiscrezione circola: una parte del partito pare orientato a riconfermare il sindaco uscente, se non altro perché si assuma di fronte all’elettorato le proprie responsabilità. Un’altra “caldeggia” soluzioni diverse: riaprire l’alleanza con la Lega Nord, ad esempio, e trovare un nome di comune gradimento. Quale? Qui i nomi papabili non mancherebbero: dal vice sindaco Paolo Bonadeo al capogruppo in consiglio Fabrizio Priano (nella foto), o ancora allo stesso Maconi. Senza trascurare peraltro l’ipotesi che possa essere il Pdl ad appoggiare un candidato leghista: dal capogruppo Roberto Sarti (i cui cartelloni 6x3 già “campeggiano” in diversi punti della città) all’ormai ex consigliere regionale Riccardo Molinari.

Il vero snodo sarà, pare, il sondaggio che il Pdl nazionale ha commissionato per tutte le città capoluogo di provincia, e i cui risultati sono attesi a giorni: per Alessandria, si tratta di capire qual è il consenso di cui ancora gode il sindaco uscente, e quale invece potrebbe essere la reazione dell’elettorato di fronte ad un candidato diverso. Solo allora sarà presa la decisione definitiva: che dovrà peraltro tener conto di altri due elementi. Da un lato i tempi di dichiarazione di un eventuale dissesto, che potrebbe determinare la non eleggibilità di chi ha approvato i contestati bilanci dell’ente, sindaco in primis. Dall’altro, in ogni caso, la disponibilità (per nulla scontata) di Piercarlo Fabbio a fare un passo indietro: quanto “vale” elettoralmente una lista Fabbio, senza il marchio del Pdl? Forse non abbastanza per vincere, ma abbastanza da far perdere qualsiasi altro candidato del centro destra. Tante dunque le variabili in campo, e i grattacapi di cui, da lunedì, dovrà occuparsi la nuova coordinatrice provinciale del Pdl Manuela Repetti.

24/02/2012
Ettore Grassano - ettore.grassano@alessandrianews.it