I
rifiuti in città non verranno più raccolti, eccezione fatta per i servizi più delicati, come quelli a ospedali e carcere.
Fermi anche i dipendenti di Aspal, che annunciano una nuova riunione
questa mattina alle 11.30 per stabilire le prossime azioni da intraprendere. Da oggi probabile stop anche dei
lavoratori Atm, pronti a bloccare almeno parzialmente il servizio bus in città, pur consapevoli delle gravissime conseguenze che il gesto potrebbe avere, considerando che l’interruzione di pubblico servizio può essere perseguita a livello penale. “Non abbiamo più niente da perdere ormai - spiegano da più parti - e abbiamo capito che senza azioni forti la situazione non verrà sbloccata”.
Domani mattina,
giovedì 30 agosto, il sindaco
Rita Rossa ha
convocato i vertici dei sindacati confederali e di categoria per un incontro in Comune, mentre oggi l’attende
un decisivo incontro telefonico con il presidente Napolitano. L’obiettivo è quello di ottenere un ingente finanziamento straordinario per la città (alcune decine di milioni di euro), o almeno una dilazione dei tempi per il piano di rientro.
La situazione è in fermento e si attendono sviluppi decisivi già nella giornata di oggi, dopo che ieri i dipendenti delle partecipate hanno sostanzialmente
rispedito in blocco al mittente l’offerta elaborata dal prefetto Romilda Tafuri e dal sindaco Rita Rossa di accettare
la sottoscrizione di una sorta di finanziamento per ottenere l’accredito del 90% dei prossimi due o tre stipendi. I lavoratori si sentono presi due volte in giro, per aver scoperto che il loro compenso non sarebbe stato erogato
solamente il 27 del mese e per vedersi offrire una soluzione “che in realtà soluzione non può essere", come spiegano con un misto di indignazione, disperazione e rabbia. "Ci chiedono di
finanziare il nostro stipendio accendendo un prestito con una banca privata a titolo personale. Così se il Comune continuasse a non pagare le partecipate e queste a loro volta non versassero più gli stipendi - o, peggio, dovessero fallire - noi ci troveremmo
non solo senza stipendio, ma perfino con un debito nei confronti della banca. Una proposta assurda e inaccettabile, per chi invece ha sempre lavorato e chiede solamente che i propri diritti, sancini a livello Costituzionale, vengano riconosciuti”.

Nell’incontro di giovedì i sindacati molto probabilmente
chiederanno che la linea di credito, dove possibile,
sia aperta nei confronti delle partecipate e non dei singoli dipendenti. Su questa proposta però il Primo cittadino ha già spiegato perché non sia stata intrapresa in precedenza: “purtroppo in questa situazione di dissesto il Comune e le sue partecipate non vengono ritenuti affidabili dalle banche”.
Più di un addetto ai lavori in realtà teme che la situazione possa precipitare ulteriormente, e che almeno
alcune delle partecipate rischino concretamente il fallimento, Amiu in testa. Un panorama tragico per la città, che oggi si risveglia sempre più consapevole di quali pesanti conseguenze porti con sé il dissesto, “atto dovuto e necessario per costruire una ripartenza” secondo la maggioranza a Palazzo Rosso,
“scelta avventata e non ben ponderata” secondo la minoranza, che accusa la Giunta di non aver fatto tutto il possibile per cercare strade alternative. Nel mezzo, come purtroppo spesso capita, i lavoratori,
che colpe non ne hanno, e anzi da mesi proseguono a svolgere il loro servizio per la città pur con il fiato sospeso per il proprio stipendio e futuro. “Ma a tutto c’è un limite, e questo è il momento dei gesti estremi per difendere quel poco che ci resta, a partire dalla nostra dignità, che non può essere comprata, anche se alcuni di noi per disperazione forse finiranno per accettare l’offerta della Banca di Legnano, non fosse altro che per pagare la rata del mutuo o per fare la spesa e dar da mangiare ai nostri figli”.
Per tutta la giornata vi forniremo, come sempre,
aggioramenti in tempo reale degli attesi sviluppi.