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Alessandria

Palazzo Rosso: i numeri del risanamento nei rendiconti 2012-2013

Il Bilancio consuntivo del 2012 chiude con 8 milioni di euro di disavanzo di competenza, che nel 2013 diventano 800 mila: "questo da un po' le cifre di un risanamento già avviato e ancora in corso" spiega il neo assessore al Bilancio, Giorgio Abonante al suo esordio in commissione. "La volontà è di arrivare a chiudere a zero nel 2014"
 ALESSANDRIA - Per Palazzo Rosso è tornato il tempo di “farsi i conti in tasca”. Devono infatti essere approvati – dopo il via libera del Ministero sul Bilancio Stabilmente Riequilibrato – i due Rendiconti 2012-2013”. A fare il proprio esordio in commissione Bilancio è stato il neo assessore Giorgio Abonante, con una relazione “politica” come lui stesso l'ha definita che fa una fotografia “al risanamento avviato già da due anni e che è ancora in corso”. “L’approvazione dei consuntivi 2012 e 2013 è da vedersi nel percorso complessivo di riequilibrio in due anni, come stabilito dalla legge che ha modificato l’articolo 259 del Testo Unico degli Enti Locali e che andrà a concludersi nei 5 anni stabiliti dalle legge che norma gli enti in dissesto e, quindi, nel 2017”.

Il percorso è evidenziato dall'evoluzione dei due bilanci consuntivi, che presentano “le cifre di un risanamento già iniziato” e che si traducono in numeri: il 2012 chiude con un disavanzo di -2,6 milioni di euro e un disavanzo di competenza di -8,7 milioni, mentre il 2013 chiude con un disavanzo di – 3,4 milioni e con un disavanzo di competenza di -800 mila euro “nonostante la fine dell’anno sia stata caratterizzata dal caos legislativo Imu-Iuc che ha fatto sì che i rimborsi arrivassero ai comuni solo nel marzo 2014”. Quindi dagli 8 milioni di dasavanzo di competenza del 2012, il risanemento ha portato a -800 mila euro: il dato certo è che il risanamento economico è evidente e che “per il 2014 è altrettanto evidente la necessità di portare il -800 mila euro del 2013 a zero nel 2014. Anzi simbolicamente a +1 euro”.

Risultati ottenuti con il “risparmio”, che l'assessore indica come “un valore in questo contesto straordinario che la città si trova a vivere”: oggi è dunque una necessità. Un risanamento che è stato possibile con sacrifici enormi da parte di tutti, “prima di tutto i cittadini che in due anni hanno avuto un incremento di spesa pro capite di 200 euro e dei lavoratori di questo ente che hanno visto riduzioni sul salario accessorio, a partire dal buono pasto”. Sacrifici anche da parte della politica e non solo per le riduzioni dei compensi, “ma anche per una nuova consapevolezza che ha innalzato il livello del dibattito rivolgendosi con serietà al bene comune”.
Una situazione che la città sta vivendo oggi, ma che non potrà essere protratta per lungo tempo, ne è consapevole anche l'assessore. Continuare sulla strada del risanamento è un imperativo, “ma non è semplice perché abbiamo già inciso fin quasi al limite su quanto poteva essere chiesto ai nostri interlocutori. Insomma potremmo dire che abbiamo già raschiato il fondo del barile” prosegue Abonante.

E quindi come si può agire? “Intanto margini di miglioramento possono essere ottenuti attraverso una nuova organizzazione dell’Ente potenziando gli uffici che si occupano di entrate (si può per esempio pensare a una nuova Direzione Tributi, che è una proposta già al vaglio) e, contemporaneamente, rafforzando gli uffici che si occupano delle alienazioni del patrimonio disponibile”. “Non possiamo continuare ad accumulare residui passivi. Già verso le partecipate ci sono stati margini di recupero, passando dai 54 milioni ai 40 e ce ne sono altri”. Il tutto ovviamente “senza andare a discapito della qualità del servizio, né senza andare ad incidere sui livelli occupazionali, come d'altra parte non abbiamo fatto in questi due anni” ci tiene a ricordare il neo assessore. Per fare ciò però non bisogna dimenticare le difficoltà di Palazzo Rosso che implicano che le partecipate “si aprano maggiormente al mercato con nuovi contratti, nuovi business, per avere lavoro e risorse vere, risorse che il Comune non ha oggi e non avrà mai”.

Ma lo sguardo del neo assessore è a 360 gradi: così arriva l'ammissione di un rapporto sbagliato tenuto sino ad oggi con i sindacati. “Occorre stringere un nuovo rapporto con le organizzazioni sindacali, alle quali chiediamo un dialogo serio e serrato, che rispetti l’autonomia delle parti, ma con l’obiettivo comune di tirare fuori la città dalle attuali difficoltà”. Infine, un ultimo appello, è stato rivolto al Consiglio comunale: “a maggioranza e opposizione chiedo di impostare una collaborazione seria, nel rispetto assoluto dei ruoli, che tenga conto dell’esigenza di dare un futuro a questa città; chi verrà dopo di noi, di qualunque schieramento politico, avrà l’esigenza di avere un bilancio praticabile che consenta di riprendere gli investimenti e di guardare al futuro della città”.
Una lettura politica dei due rendiconti quella fatta da Giorgio Abonante, che ha definito il 2014 il “banco di prova dei successi passaggi di questa amministrazione” e che sostiene, ormai da tempo, che la sola “dimensione strategica della politica possa fare uscire definitivamente dalla fase del risanamento”.

Ad entrare nei tecnicismi dei numeri e dei conti finanziari è stato invece il ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone che ha tradotto in cifre il trend di miglioramento e di risanamento dei bilancio 2012-2013, prendendo ad esame alcune voci in particolare, come le entrate, le uscite (ovvero i costi di gestione), interessi passivi, costi del personale, e trasferimenti all'Osl. Ecco degli schemi riassuntivi, argomento per argomento:
 
  2011    2012    2013   
Entrate 91 milioni (euro)  99 milioni
(euro)
104 milioni
(euro) 
Costi gestione 119 milioni 100 milioni 89,45 milioni
Trasferimenti a partecipate 5,288 milioni 3,411 milioni 4,900 milioni
Interessi passivi 5 milioni 5 milioni  4,95 milioni
Conto finanz. Costi personale 29,6 milioni  26 milioni 23,8 milioni 
Trasferimenti a enti e Osl 12,4 milioni 10,5 milioni 17,6 milioni (di cui 5 mil. ad Osl)
Tot. spese correnti 105 milioni  100 milioni  99,85 milioni 

Il miglioramento delle entrate è dovuto principalmente ai provvedimenti di aumento tariffe e aliquote, dopo l'agosto 2012, con la dichiarazione del dissesto. Nei trasferimenti alle aziende partecipate si legge un trend di netto miglioramento, mentre gli interessi passivi nelle tre annualità restano in un quadro di sostanziale stabilità.  Al totale delle spese correnti vanno aggiunte le quote di rimborso capitale mutui per un complessivo delle spese correnti di: 113 milioni di euro (2011) - 108,681 milioni (2012) - 107,372 milioni (2013). 

Il Direttore dei Servizi Finanziari, Antonello Zaccone infine per completare il quadro “numerico” dei due bilanci consuntivi ricorda i 10 parametri che identificano le condizioni strutturali deficitarie dell'ente. Nel 2011 l’amministrazione comunale sforava 4 di questi parametri, divenuti 3 nel 2012 e rimasti 3 anche nel 2013 e precisamente:

 
  2011 2012 2013
Risultato di gestione 22,25 (soglia allarme al 5%) 9,44 0,82 (sotto soglia di allarme)
Massa residui passivi 87,39 73,83 85
Residuo debiti per mutui 174,57 151,8 149 (stabile)
Mancato rimborso anticipazione tesoreria 23,98 completamente rimborsato 20,78 (risente ritardo rimborsi mini Imu)

 
28/06/2014

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