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Ovada

Ovadese e Valle Stura: sull'ospedale fronte comune

Si va verso un ordine del giorno comune. Piccardo (Masone): "Ovada sempre meno punto di riferimento nella Valle". Ma la preoccupazione più urgente viene dai numeri
OVADA - Numeri che ancora una volta rendono estremamente nebuloso il futuro dell’ospedale di via Ruffini. Primi fra tutti i parametri stabiliti dal patto per la salute firmato a maggio: almeno 60 posti letto, laddove il nosocomio cittadino arriva a 58 tra Medicina, Fisiatria e Day Hospital, un bacino d’utenza minimo di 80 mila abitanti largamente superiore a quello dell’Ovadese. C’è poi da affrontare il nodo del Punto di Primo Intervento. Sindaci dell’Ovadese, con la sponda importante che arriva dai tre colleghi della Valle Stura, si dicono pronti a premere per il recupero dei due anestesisti reindirizzati nel 2012 ad altre strutture. E per questo si è tenuto un vertice l’altra sera a palazzo Delfino: primi cittadini, presidente e direttore del consorzio servizi sociali, rappresentanti dei sindacati e della associazioni di volontariato.

“Per noi della Valle – è intervenuto Enrico Piccardo, sindaco di Masone – Ovada è sempre stato punto di riferimento per scuola e sanità. Ora in molti si dirigono verso Genova. Siamo pronti a darvi una mano a esprimere per iscritto la nostra preoccupazione alla Regione Piemonte”. Se le proiezioni saranno confermate negli ultimi due mesi, l’anno si dovrebbe chiudere scollinando di poco oltre 6 mila passaggi, una forte riduzione dopo la riorganizzazione di un anno e mezzo fa. “Il Pronto Soccorso – è intervenuto Emilio Delucchi, direttore del Consorzio Servizi Sociali – è il primo presidio del territorio. Perdendo quello avremo perso tutto. Anche il distretto a rischio. L’Ovadese manda a Novi 80 bambini per la neuropsichiatria infantile. E se è vero che per il presidio della città si può parlare di scarsa attività, nessuno parla di cosa significa questo per gli ospedali di Novi e Alessandria”.  “In un mese – ha spiegato il vice presidente della Croce Verde Ovadese Antonio Barbieri – abbiamo effettuato tre trasporti in urgenza dall’ospedale ad altre strutture dell’Asl”.

“Il rischio – è l’attacco lanciato da Mauro Rasore, medico di famiglia e consigliere di minoranza con “Essere Ovada – è che ancora una volta tutto sia già deciso. Chi parla solo di numeri dovrebbe andare a fare un giro nei pronto soccorso di Alessandria e Novi oppure venire in ambulatorio dove i pazienti mi fanno richieste e io devo dare risposte”.

“Proviamo a immaginarci un percorso – è stata la conclusione del sindaco di Ovada, Paolo Lantero – rimanendo uniti per far sentire maggiormente la nostra voce”. Possibile che si arrivi a un ordine del giorno comune da approvare alla prima seduta disponibile dei rispettivi consigli comunali. “Siate uniti – è il monito lanciato da Padre Ugo Barani, dell’Osservatorio Attivo – ma soprattutto siate uniti con la gente altrimenti non conterete niente”.

31/10/2014

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