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Alessandria

Nuove occupazioni in Cittadella o concessioni illegali?

E' la domanda che si sono posti i consiglieri d'opposizione Cammalleri e Sciaudone che tornano sulla salvaguardia della fortezza dopo aver segnalato i pericoli strutturali del ponte che conduce alla porta reale. Ora sotto la loro lente finisce la caserma Montegrappa che "ospita" un divano, un frigo, arredi e un vero percorso di guerra per il softair. L'assessore Oneto prova a fare chiarezza sulla questione
ALESSANDRIA - "Come preannunciato la scorsa settimana continua il reportage sulle assurde irregolarità fotografate durante il sopralluogo che abbiamo effettuato all’interno del compendio militare Cittadella di Alessandria". Comincia così la pubblica denuncia di due consiglieri di minoranza, Andrea Cammalleri (M5S) e Maurizio Sciaudone (Pdl). 

"Stiamo ancora aspettando una risposta ufficiale alla prima interpellanza circa il potenziale pericolo statico del ponte di accesso alla Porta Reale dovuto all’assenza, negli ultimi anni, di opere di manutenzione straordinaria al manufatto e ai ripetuti passaggi di mezzi pesanti - raccontano i due - Non siamo infatti soddisfatti da quanto dichiarato dal Sindaco durante il Salotto del Mandrogno: non è possibile attendere l’arrivo dei 25 milioni promessi dal ministro Franceschini per la messa in sicurezza del ponte, considerato che non abbiamo ancora la certezza di tale trasferimento. A nostro modesto avviso bisognerebbe effettuare urgentemente una perizia statica ed interdire il transito dei mezzi pesanti".

In attesa di ricevere una risposta ufficiale "che ci aspettiamo arrivi durante il prossimo consiglio comunale" i due consiglieri aggiungono una seconda segnalazione "incredibile a credersi". 

"Premesso che attualmente ogni presenza fissa all’interno delle strutture della Cittadella è di fatto 'abusiva', in quanto non esiste alcuna convenzione attiva né con il Demanio né, tantomeno, con la Soprintendenza, in questi ultimi mesi ci sono giunte diverse segnalazioni circa una strana occupazione della caserma Montegrappa. Non volevamo credere ai nostri occhi: qualcuno effettivamente ha preso possesso di tutto il piano terreno arredandolo con frigorifero, divano, tavoli e sedie. Ma non basta: altre stanze sono state allestite per simulare uno scenario di guerra diventando così un luogo dove diversi 'softgunners' si affrontano utilizzando le loro armi ad aria compressa. Vi sembra normale tutto questo? Si tratta di un’occupazione abusiva oppure l’amministrazione comunale ha deciso di autorizzare tale attività all’interno della caserma Montegrappa? Come sempre aspettiamo che la sindaca ci fornisca i dovuti chiarimenti in sede di consiglio comunale". 

Nel frattempo è però l'assessore alla cultura Vittoria Oneto a spiegare la situazione, che appare molto meno incredibile di quanto denunciato dai due consiglieri, almeno secondo le sue parole: "io non ho visto le foto di cui parlano i consiglieri, ma sono a conoscenza del fatto che il gruppo di ragazzi appassionati di softair, la guerra simulata, ha allestito lì un percorso di guerra autorizzato durante la manifestazione dedicata all'esposizione dei mezzi militari. In quell'occasione, insieme ad altre iniziative a corredo dell'evento, era stato aperto questo percorso dimostrativo, che i visitatori potevano fare guidati dai ragazzi per sperimentare questa pratica. L'associazione che lo ha allestito è stata molto attiva nella pulizia volontaria di quegli spazi, aiutando i bersaglieri, e so che ha fatto richiesta per poter trasferire lì la propria sede. La richiesta è stata da noi respinta, così come tutte le altre giunte finora, semplicemente perché non siamo noi i soggetti che possono autorizzare una cosa del genere. Abbiamo detto loro di inoltrare formare domanda alla Sovraintendenza. So che nei giorni scorsi è stata protocollata intanto una loro richiesta di rilanciare il percorso offerto ai curiosi e agli alessandrini che avessero voluto provare questa disciplina, anche considerando il buon successo della prima esperienza. Siamo quindi a conoscenza del fatto che il percorso, che si compone di semplici sacchi di juta e altri oggetti facilmente rimuovibili, sia ancora allestito lì. Discorso diverso è se questa apertura è stata utilizzata per trasferire abusivamente lì la loro sede. Ora indagheremo sulla presenza del divano e del frigo: un conto è se sono stati utili per la costruzione del percorso, per esempio per offrire ristoro ai partecipanti, un altro è se fanno parte degli arredi di una sede. In questo secondo caso andranno ovviamente tolti immediatamente". 

Fra i possibili "parchi tematici" che un domani potrebbero essere ricostruiti nei fossati, utilizzando parte dei fondi che arrivanno dalla Regione e dal Ministero, c'è anche un'ipotesi di dedicare uno spazio proprio al softair, anche considerando l'ambiente militare che la fortezza naturalmente costituisce. 
 
28/06/2016

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