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Alessandria

No Tax Area: pochissime adesioni. Un'opportunità: “riapriremo il bando”

Bastano le dita di una mano per contare le domande arrivate per poter godere delle agevolazioni sulle tasse comunali per chi ha aperto un'attività in un locale sfitto cittadino e abbia assunto personale o per un ampliamento già esistente. La cosiddetta No Tax Area. L'assessore Roggero lancia l'appello “riapriremo il bando perché è una opportunità”. Ma le prime critiche sul “fallimento” di questa operazione arrivano dal M5S
 ALESSANDRIA - L'annuncio era stato dato con largo anticipo. Quando nella giunta di Palazzo Rosso era ancora assessore al commercio Riccardo Molinari, oggi capogruppo della Lega alla Camera. E riguardava l'attivazione di Regolamenti che permettessero di fare richiesta per il “rimborso” al 100% di alcune tasse comunale per l'anno 2018 (richiesta da gennaio 2019) per coloro che ampliavano i propri spazi commerciali in locali sfitti da almeno 3 mesi oppure che aprivano nuove attività con l'assunzione di personale. Altro campo era quello dell'artigianato, con attività tipo laboratori.

La scadenza per le adesioni era il 28 febbraio: pochissime le domande, solo due quelle pervenute agli uffici comunali del commercio. Una appartiene al mondo del commercio alimentare e di somministrazione, l'altra al mondo dell'abbigliamento e accessori. Un'opportunità visto il periodo di crisi che contraddistingue il settore, con ampia comunicazione anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria che rappresentano i commercianti. Ma è anche il primo anno. La prima volta che si “prova” ad applicare questo tipo di agevolazioni ad Alessandria. “Proprio per questo ora saranno valutate queste poche richieste pervenute (entro questo mese) e stiamo pensando di dare una nuova opportunità (magari per coloro che non lo sapevano o che non sono riusciti a presentarla entro i termini) riaprendo nei prossimi mesi il bando” ha spiegato l'assessore Mattia Roggero. Perché le telefonate agli uffici per avere informazioni e per sapere quali erano i “paletti” da superare per poter fare la richiesta ci sono state. E sono state anche numerose.

E poi visto che le risorse stanziate su questo capitolo erano state anche “ingrassate”: 30 mila euro. In ogni caso non andranno perse, o spostate sul prossimo anno: “saranno comunque risorse utilizzate per altre iniziative o progetti di economia commerciale”. E qualche idea l'assessore Roggero già ce l'ha, “ad esempio il progetto di valorizzazione delle botteghe storiche alessandrine”. Ma non dice molto di più.

Chi invece punta il dito parlando di “fallimento totale” dell'iniziativa della No Tax Area a firma Molinare è il gruppo del Movimento 5 Stelle di Alessandria. “Poche adesioni oltre al fatto che è stato negativo anche il saldo aperture/chiusure dei negozi di prossimità nel 2018. E' evidente che le misure dell'ex-assessore al commercio si siano dimostrate insufficienti ad invertire una tendenza dannosissima per il tessuto urbano e sociale della nostra città: la desertificazione del centro e delle vie commerciali a vantaggio di una crescita costante dei nuovi contenitori della grande distribuzione in periferia”. Il riferimento è ai paesi avanzati dove chiudono i centri commerciali e cresce il commercio online e dove il merchandising consiste sempre più in esposizioni di prodotti che il cliente compra poi su internet. “È triste constatare come la nostra città si muova sempre con 30 anni di ritardo: quando la popolazione è in calo noi costruiamo residenze, quando i centri commerciali periferici chiudono noi ne costruiamo dei nuovi. Quando tutte le città pedonalizzano i centri noi riapriamo alle auto l'anello di Piazza Libertà e ci facciamo scrivere il piano del traffico dal gestore privato del trasporto pubblico a suo uso e consumo”.

E danno anche la loro risposta al perché la No Tax Area non ha funzionato: “ perchè era una misura ad uso e consumo elettorale, scollegata dai problemi reali. Le aree destinate al piccolo commercio della nostra città andrebbero trattate dal Comune e dai cittadini come un giardino fiorito. Per questo abbiamo presentato numerose proposte per sostenere il commercio di prossimità. Ma nessuna è stata presa in considerazione”. Si tratta ad esempio della “pedonalizzazione del centro supportata da zone a disco orario e parcheggi di interscambio ed una rete di piste ciclabili sicura”. Ma anche “ navette da parcheggi di attestamento al centro, pagate anche con la tariffazione dei parcheggi di proprietà comunale in prossimità dei centri commerciali”. E ancora “abbiamo chiesto di migliorare il decoro delle aree commerciali urbane e compensare i disagi dovuti ai cantieri privati e pubblici, oltre alla promozione delle zone commerciali con maggiori manutenzioni ed eventi”.

Abbiamo infine affermato “la necessità di un abbassamento dei canoni su affissioni e Cosap per il piccolo commercio verso una progressiva riduzione delle imposte locali sulle piccole attività commerciali”. “Le nostre proposte per sostenere il commercio di prossimità come presidio di vita sociale ed economica nei quartieri sono rimaste inascoltate, da parte di una Giunta che ha il dovere politico e morale di affrontare seriamente il problema prima che sia troppo tardi”.
9/03/2019

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