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Alessandria

Meno soldi per il verde pubblico, “servizio da rivedere”

Sul prossimo bilancio di palazzo Rosso saranno stanziate meno risorse per la manutenzione del verde. “Era già poco soddisfacente prima, ora occorrerà razionalizzare”. Si sperimentano anche nuove sementi e diserbanti, ma i risultati arriveranno solo in tre anni. Per la zona D 3 si punta ad un accordo con le aziende
ALESSANDRIA – Meno risorse sul capitolo “manutenzione del verde pubblico”, che già nel 2018 era stringato. Il bilancio in corso di approvazione porterà da 1 milione di euro a 750 mila euro i fondi a disposizione per tagli dell'erba e manutenzione del verde e dei cimiteri cittadini.
Lo ha annunciato l'assessore ai Lavori pubblici Gianni Barosini nel corso della commissione consiliare convocata per una analisi delle attività svolta e dei progetti futuri dell'amministrazione sul tema del verde orizzontale. “Occorre coniugare le risorse disponibili con i servizi, che vanno garantiti ma devono essere affinati”, è la premessa dell'assessore.
La piccola “rivoluzione” parte dai vertici della macchina comunale: il servizio viene infatti affidato al dirigente Franco Lupani, che sarà affiancato, come consulente, da Angelo Ranzenigo, direttore del giardino botanico di Alessandria.
Lo scorso anno, nonostante il milione di euro speso, il servizio “non è stato soddisfacente”, ha ammesso Barosini. Con meno soldi a disposizione, sarà ancora più difficile chiudere il cerchio.
E' d'obbligo, però, provarci, partendo ad esempio, da una migliore organizzazione e coordinamento tra le cooperative che hanno l'appalto. Sono tre e ciascuna si occupa di un pezzo di lavoro. Banalizzando, c'è chi taglia l'erba nelle aiuole, chi attorno ai marciapiedi, chi si occupa del diserbo. Quindi, è successo che l'erba fosse rasa nelle aiuole, ma non nei marciapiedi e, quando si interveniva sui secondi, era già tempo di intervenire nuovamente sulle prime.

Discorso a parte per le rose di Alegas, arrivare appositamente dalla Moldavia all'epoca della gestione di Lorenzo Repetti in Amag e, sindaco, Piercarlo Fabbio. “Alcune sono morte, altre sono salvabili”, dice Barosini, che promette una “ricognizione” sullo stato di salute delle piante. Un intervento definitivo si è reso necessario in via Giordano Bruno, dove è stato addirittura soppresso lo spartitraffico che le ospitava. “In alcune aree la cura delle rose è ancora a carico di Alegas, in altre avrebbero dovuto occuparsene i privati. Ma anche in questo senso occorre fare una attenta ricognizione”.
Per il 2019, mette le mani avanti il consulente, nulla cambierà: vuoi per la carenza di risorse, vuoi perchè gli appalti alle cooperative sono stati rinnovati automaticamente. “Abbiamo fatto diversi incontri per un migliore coordinamento. Abbiamo steso un calendario per razionalizzare gli interventi, in modo da operare in modo sinergico nelle diverse zone”. Di più, secondo il dirigente e il consulente, per l'anno in corso non si potrà fare.
Per il futuro si lavora a “sperimentazioni”, come la possibilità di utilizzare sementi diverse e diserbanti meno inquinanti. “Quello utilizzato in passato non è più previsto per legge. Quelli biologici hanno costi superiori. Ci sono alternative, che stiamo sperimentando, ma non sono di immediata attuabilità”.
Alessandria si scordi comunque di avere prati all'inglese, dice nella sostanza Ranzenigo. Il clima, in Italia, è differente, piove meno e la stagione della fioritura dura molto di più. “Per avere prati in ordine, occorrerebbero dieci tagli, da marzo ad ottobre. Noi ne possiamo fare cinque, viste le risorse. Partiamo già svantaggiati”. C'è l'invito, tuttavia, a sperimentare ma anche ad educare il cittadino.
Tra le sperimentazioni in corso c'è anche la gestione del verde in zona D 3. “E' stato aperto un dialogo con le aziende private affinchè si occupino direttamente del verde. Il Comune tuttavia avrà un ruolo di supervisore. I contatti sono stati avviati ed occorre trovare un inquadramento normativo. Sarebbe uno dei primi casi in Italia”.
(nelle foto, immagini di repertorio)
19/02/2019

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