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Alessandria

Lascia o raddoppia: Che fine hanno fatto i sedici candidati sindaco?

Nel 2012 c'erano ben 16 i pretendenti a Palazzo Rosso. Oggi dove sono, e sopratutto, si ripresenteranno? La maggior parte è sparita. Nel totocandidati si è detto tutto: proviamo a divertirci proponendo qualche nome fantasioso. Non è escluso che potrebbe prendere più voti di tanti veri politici
ALESSANDRIA - Dei sedici che fecero l'impresa, a quasi cinque anni, non ne sono rimasti neppure la metà. Delusi, invecchiati, traditi o stanchi, molti dei nostri eroi non hanno retto, con il dubbio che forse no, non è stata una buona idea candidarsi in politica.

Sedici candidati alla poltrona di sindaco di Alessandria. Costrinsero gli alessandrini a votare su una scheda lunga un metro, sognando un futuro radioso per tutti. Un numero record che disorientò l'elettore e con il senno di poi anche i candidati. Molti candidati lamentano oggi l'assurdità di liste e listarelle fratricide che fecero scappare i mandrogni dalle urne.

Ecco perché nel 2017 è probabile un ritorno alle grandi coalizioni. Ma che fine hanno fatto i nostri eroi? Dino Foresto (Politica Pulita) si dice in “stand-by” per sopraggiunti limiti d'età: “A ottobre se ci sarà qualcuno valido darò una mano, ma non so”.

Anche Corrado Parise, che dalle Nuvole è tornato a terra, di politica attiva non vuol sentire più parlare. Troppe delusioni, forse. Ricordate poi Luisella Daziano (TuAlessandria)? Il giorno dopo le elezioni tornò a Roma dove ha famiglia e lavoro. Da quel dì la politica è rimasta solo una passione. “Se ci fossero offerte interessanti potrei valutarle, c'è desolazione in città”.

Lo stesso sentimento che pervade Gianni Vignuolo (API, Spiga Rossa), vecchio lupo di mare della politoca anni 2000. “Elezioni? Una vita fa. Sto bene dove sto (responsabile commerciale Amag): la mia generazione ha già dato e soprattutto preso dalla politica, spero nelle nuove leve”. Deluso, disincantato. Pure lui non si candiderà.

Graziano Canestri da Forza Nuova è passato a Fratelli d'Italia, e assicura invece di contribuire per il partito, ma non da primo della lista. Claudio Prigione (La Destra, Ri-Vivi Alessandria) voleva far rivivere Alessandria: “Appassionato di politica da quando avevo 16 anni”, conferma, “Non vedo per ora nulla di interessante, ma è presto, non si conoscono bene gli schieramenti”. Ma niente corsa da primo.

Giovanni Rattazzo (Crescere Insieme - CivicAl) l'ex comandante della Polizia Provinciale è sparito dai radar della politica attiva, come pure Ezio Sestini (Alessandria Riformista), socialista doc, in pensione dalla Provincia, ma non dalla passione di una vita: "Abbiamo una sede PD in via Montegrappa, il partito socialista ormai non esiste più. Non mi candido a sindaco, ma se il partito chiederà una mano darò la mia disponibilità. L'esperienza del 2012? Una delle più belle mai fatte".

Il galletto “Per la nostra città” di Mauro Morando non canta più da un pezzo, e lui che ci aveva provato quattro volte a fare il sindaco. Aveva detto basta in tempi non sospetti. "In politica non si è soliti mantenere le promesse: io lo faccio, non mi candido. Ma il movimento apartitico esiste e valuteremo un eventuale ingresso in coalizione se ci presenteranno un programma valido per la città. Noi siamo arrivati 15 anni prima di Grillo con l'idea di una lista equidistante, senza legami con il potere". 

Renato Kovacic, comunista fino alla fine, probabilmente si ricandiderà, in mancanza di giovani smaniosi: “Correremo da soli, nessuna alleanza”. L'ex sindaco Mara Scagni è una di quelle che all'ultimo potrebbe rompere le uova nel paniere, ma per ora nulla all'orizzonte. Anche lei è “fuori” da un po'.

Chi c'era e c'è ancora a Palazzo Rosso, tra cambi di ruoli e schieramenti: Rita Rossa, Roberto Sarti, Giovanni Barosini, Angelo Malerba, Piercarlo Fabbio.

I candidati ufficiali si sapranno con più certezza solo dopo il referendum di ottobre, con la difficoltà di far combaciare le varie correnti (a destra e sinistra) nel nome della ragion di stato. E di non frammentare i voti come alle scorse amministrative.

Così divertiamoci a pensare ad un'altra rosa di sedici, in un Enalotto di nomi: visto il caos di un lustro fa, vale tutto. I manager Urbano Cairo e Marco Patuano possono risollevare la città come un'azienda? Per correre lontano potremmo affidarci a Valeria Straneo o Roberto La Barbera. “Luca Di Masi sindaco” lo gridano dalla Curva Nord. Anche il patron grigio ha consensi a mille. Nomi dalla città che produce: Luigi Boano e Davide Valsecchi, dall'ASCOM con amore. Felice Borgoglio piace ancora ai nostalgici, così come Fabrizio Palenzona, figura imponente, in tutti i sensi. Già moglie di un sindaco, per la “combo” si può chiedere a Cristina Parodi, mentre il comico Diego Parassole può confermare che la politica attuale fa ridere. Un nome che mette d'accordo tutti: Emma Camagna. Dopo di lei il diluvio. Dalla blogosfera: Simone Lumina, Gianni Senetta e Pier Carlo Lava. O per una Città da record, Stefano Venneri.

Improponibili o impossibili, come per tanti dei sedici di allora. Nonostante il gran numero di pretendenti al trono c'è ugualmente la sensazione che manchi qualcosa (un serio progetto per la città), o qualcuno.

29/09/2016

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