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Alessandria

La caserma dei sogni infranti

Una interpellanza di Davide Buzzi Langhi sulla Valfrè e la possibile destinazione di un'area all'Università del Piemonte Orientale rilancia il nodo del mancato (finora) utilizzo dell'area, dove arriverà solo l'Archivio di Stato. Intanto a Novara...
ALESSANDRIA - Arrivato da poco tempo a ricoprire la carica di capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Alessandria, Davide Buzzi Langhi ha deciso di rilanciare alcuni temi certo non nuovi, ma rispetto ai quali le risposte e le decisioni, reali e non solo annunciate, latitano in buona misura. Eccola allora la prima interpellanza dell'anno dell'azzurro che riguarda l'ex caserma Valfrè e l'Università del Piemonte Orientale. “Considerato che da anni l'ex caserma Valfrè non è più utilizzata e il demanio intende utilizzarne solo una parte in un prossimo futuro trasferendo nella stessa l’Archivio di Stato e tenuto conto che diverse istituzioni di pregio che insistono sul territorio del Comune di Alessandria potrebbero beneficiare di questi spazi e considerato che l'Università del Piemonte Orientale ha una grande importanza per il nostro territorio per la sua funzione educativa e di alta cultura, nonché per quella di ricerca, per i suoi positivi risvolti sociali e per il concreto supporto che fornisce all'economia della città, interpello l'assessore competente al fine di capire quali progetti abbia questa amministrazione in riferimento all'ex caserma Valfrè e se questi sono già stati sottoposti all’attenzione del demanio” è la sintesi del quesito del consigliere comunale.

All'amministrazione comunale la risposta. Una risposta che oggi ancora più di ieri potrebbe segnare il passo rispetto alla capacità di sedersi intorno a un tavolo per prendere, sul serio, una decisione. La precedente amministrazione guidata da Piercarlo Fabbio aveva annunciato trionfante che il Comune era pronto ad acquisire l'ex caserma. L'attuale amministrazione di Rita Rossa aveva in programma altri mirabolanti interventi, tutti naufragati sull'onda del dissesto e di cinque anni di sostanziale immobilismo conseguenza dello stato delle finanze. E oggi? La storica ex caserma continua a cadere a pezzi. L'unica novità è solo quella dell'Archivio d Stato. Come si può leggere sullo stesso sito dell'Agenzia del Demanio (ancora padrone di questa come di molte altre aree, come l'ex rifugio antiaereo di piazza della Libertà di cui chissà quanti si ricordano ancora) è infatti prevista “la riorganizzazione dell’attuale sede del Ministero dei Beni Culturali (Archivio di Stato) e il trasferimento in un immobile di proprietà dello Stato con conseguente risparmio del canone attualmente corrisposto”. Il progetto, il cui termine è fissato al 2018, è ancora in fase di “progettazione, lavori e trasferimenti”. Per l'enorme complesso è l'unica certezza. Per il resto continua solo ad alimentare speranze. E basta. Certo, l'area piace. Anche lo stesso Rettore dell'Università del Piemonte Orientale, Cesare Emanuel, ha parlato ancora recentemente dell'area dell'ex caserma come di una una soluzione migliore rispetto alla Cittadella per accogliere gli studenti fuori sede, una ipotesi ventilata nei mesi scorsi. “In una città che vuole essere universitaria le residenze devono essere vicine alle sedi dove si studia. La Cittadella mi sembra un po’ fuori mano. Ci sono altre proposte, come la ex Caserma Valfrè, che Comune di Alessandria e Edisu (Ente regionale per il diritto allo studio) stanno valutando”. 

Quella delle valutazioni perenni è una costante. Nella tarda primavera dello scorso anno, Marcello Ferralasco, assessore alla Pianificazione territoriale e investito della delega all'Università proprio a fine mandato amministrativo, ha usato parole chiare: “La ex Caserma Valfrè appartiene all'Agenzia del Demanio. Il Comune ha proposto da tempo che alcuni spazi siano destinati alla ricollocazione del Tribunale, altri alla ricollocazione dell'Archivio di Stato e che la porzione occupata da edifici senza valore storico-architettonico possa essere valorizzata in una operazione di permuta con Esselunga, con la quale sarebbe messa a disposizione (anche se non gratuitamente) l'attuale sede per usi d'interesse dell'Università”. Ma di tutti questi progetti solo la ristrutturazione della porzione relativa all'Archivio di Stato (l'ala dove c'era la mensa militare) pare avviarsi verso una effettiva realizzazione. Per il resto, “nonostante ripetuti incontri tra Comune e Demanio e scambi di documentazione, l'Agenzia non ha mai comunicato alcuna decisione definitiva in merito”.

Tutta colpa del Demanio? In Italia le responsabilità sono notoriamente poco chiare e le 'pieghe della norma' consentono a tutti di avere un po' di ragione e poco torto. Resta il fatto che quando non si creano solo le condizioni, ma la volontà di raggiungere un risultato è vera, qualcosa succede. L'esempio arriva ancora una volta dalla vicina Novara, dove attraverso il recupero di tre ex strutture militari prenderà vita un unico grande quartiere dei servizi pubblici. È una trasformazione urbana che vede le caserme Passalacqua, Cavalli e Gherzi protagoniste di un accordo di programma firmato dalla Direzione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Agenzia del Demanio e dall’amministrazione comunale della città di San Gaudenzio. Il progetto prevede la valorizzazione della Cavalli e la Gherzi, poco distanti l’una dall’altra, che ospiteranno gli uffici pubblici centrali e comunali della città sul modello del federal building. Inoltre, l’amministrazione comunale, grazie alle opportunità offerte dal federalismo demaniale, potrà usufruire di nuovi spazi per le proprie attività istituzionali e avviare progetti di valorizzazione per il recupero delle restanti porzioni. L’area interna della caserma Passalacqua sarà invece destinata a parcheggio pubblico grazie ad un progetto comunale.
10/01/2017

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