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Alessandria

La bici impazza sul web, non in città dove le parole sono sempre in libertà

Scontro, su Facebook, tra l’assessore Mauro Cattaneo e Andrea Cammalleri (M5S) su progetti e cantieri. In giunta pare che ognuno parli solo dei propri progetti, mentre il Pd ammette che la situazione attuale “non è buona”
ALESSANDRIA - Quasi silente per molti giorni sulla vicenda delle piste ciclabili, l’amministrazione comunale del capoluogo si infiamma di colpo. E replica tentando di creare un muro a sostegno delle progettualità per quella ‘città delle bici’ sbandierata per mesi. Però quel muro al momento appare più come un colabrodo.
Tutto inizia con un intervento di Andrea Cammalleri del Movimento 5 Stelle. In realtà le osservazioni del consigliere comunale non fanno altro che ribadire un quadro noto da anni: “Le piste ciclabili in via di realizzazione in città sono progettate in modo pessimo. Non sono utili per la mobilità quotidiana e si intersecano più volte con il traffico automobilistico. Le ciclabili in Alessandria non rispondono all’esigenza di tragitti sicuri casa-lavoro o casa-scuola ma piuttosto ad un utilizzo ricreativo: le piste sotto i viali sono l’esempio classico. Quelle realizzate durante l’amministrazione Fabbio sono poco frequentate perché costringono i ciclisti a giri viziosi per evitare semafori e rotonde. Eppure vengono riproposte anche da questa amministrazione. Uno spreco di soldi aggravato dalla superficialità degli addetti alla direzione lavori”. Poi il passaggio che ha acceso la miccia: “La Giunta invece pensa di spendere 36 milioni per realizzare una pista ciclabile tra la Cittadella e Marengo passando all’esterno della città. Come si può pensare di destinare tale cifra per collegare un solo sobborgo?” Il sobborgo è Spinetta dove, peraltro, la popolazione si è espressa a maggioranza contro la realizzazione di una pista ciclabile in via Genova.
Su Facebook, agorà ormai prediletto, si scatena il confronto dialettico fra Mauro Cattaneo, assessore comunale all’innovazione e paladino dell’immancabile #alessandriasimuove, e Andrea Cammalleri. L’esponente grillino (qui il testo completo) formula critiche alle attuali piste, chiede chiarimenti sui progetti in corso e ricorda come fin dal 2013 siano state presentate in Consiglio comunale, dai 5 stelle, proposte per realizzare itinerari ciclopedonali.

“Non esiste nessun progetto di pista ciclabile che colleghi la Cittadella con Marengo. Peraltro non esistono nemmeno i 36 milioni per pagarlo e nemmeno i fondi europei da cui arriverebbe tale finanziamento” tuona Cattaneo. Pacatamente Cammalleri replica citando l’intervista di Vittoria Oneto ad AlessandriaNews in cui dichiara “che ha trovato grande interesse da parte della Sovrintendenza la proposta di utilizzare una parte dei nove milioni (sono fondi europei) che ha Regione dovrebbe mettere a disposizione per la Cittadella per costruire un percorso ciclopedonale che parta dalla fortezza per unirla con il complesso museale di Marengo”. Poi ricorda le parole dello stesso Mauro Cattaneo che in una intervista che conferma l’esistenza del progetto di una pista ciclabile fra Spinetta e Alessandria con tanto di passerella sulla Bormida”. L’assessore è sempre più indispettito. “Stai mettendo insieme cose diverse, virgolettati imprecisi e deduzioni fantasiose” scrive. “Avete messo insieme cose dette da qualche assessore, parole uscite sui giornali e vostre deduzioni arbitrarie” aggiunge. Ma Cattaneo e Oneto non fanno parte della stessa Giunta? Quando si riuniscono per esaminare progetti e approvare delibere cosa fanno in realtà? O, ancora, la colpa è come sempre dei giornalisti?
Non è finita qui. Se la cifra di 36 milioni appare effettivamente come la somma di progettualità diverse, alcune più certe e altre meno, il riferimento al ‘Bando Periferie’ è invece un fatto oggettivo. È quello varato dal governo e che punta a riqualificare “le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi”. L’amministrazione comunale ha deciso di cogliere l’opportunità e deve preparare entro il 30 agosto il progetto di fattibilità dell’intervento in cui una parte da protagonista dovrà essere giocato dal Palazzo dell’Edilizia che il Sistema edile Alessandria (Seal) ha deciso di realizzare utilizzando fondi propri privati. Il bando ha una dotazione nazionale di cinquecento milioni e la possibilità, per il capoluogo, di intercettare fino a diciotto milioni di euro per intervenire sull’asse Spinetta Marengo-Alessandria. “Il concorso del privato al bando nazionale – ricorda Giancarlo Cattaneo, vicesindaco e assessore a Lavori pubblici e patrimonio – viene riconosciuto come un elemento qualificante dell’opera e aumenta il punteggio del progetto pubblico”. Se mai il Palazzo dell’Edilizia non rientrasse nel progetto globale, le probabilità di essere finanziato sarebbero scarsissime.

Su questo punto il confronto tra Mauro Cattaneo, Cammalleri e Michelangelo Serra, che entra nel dibattito sempre su Facebook, si avvita su se stesso con l’assessore che alle richieste di chiarimenti replica prima affermando che bisogna lavorare di corsa per rispettare la scadenza del 30 agosto, poi alla domanda di Serra ‘Ci sarà tempo per discuterlo in Commissione, Consiglio o in Consulta? risponde “Spero. Certo che la scadenza del 30 significa lavorare a Ferragosto e questo non aiuta…”. Ancora Serra: “Il decreto era del 25 maggio. Sarebbe stato meglio discuterne nelle prime fasi della progettazione non l'ultima settimana quando serve un progetto pronto con tanto di finanziatori privati disponibili”. Cattaneo: “Stai dando per scontato che siamo stati a grattarci fino a ieri e adesso improvvisiamo qualcosa. In realtà il bando è complesso, il progetto pure e ci lavoriamo da settimane...”. Serra incalza: “Le opposizioni e la consulta delle associazioni ambientaliste senz'altro non hanno partecipato al progetto. Per la carità è tutto legittimo, come per il Pisu”. Suona un po’ piccata la puntualizzazione di Catteneo: “Abbiamo sentito e coinvolto i diversi soggetti che erano interessati e potevano essere coinvolti…”.

È finita? No. Dopo ore di dibattito sul web ecco arrivare una nota del Pd alessandrino in cui si legge che il partito, in merito alle piste ciclabili, ha “ben in mente la situazione attuale non buona, gli errori commessi in merito, anche recenti, li abbiamo denunciati e affrontati più volte, ma le situazioni migliorative, che, pur in tempi grami di bilancio, si sono o si stanno preparando, sono comunque interessanti”. Quindi conclude con queste parole: “Siamo ben consci della necessità di interventi importanti e numerosi: in via Pavia è necessario un prolungamento, la situazione dei collegamenti sugli spalti tra le varie piste non va bene, in centro va incentivato l'uso delle biciclette e urgentemente ne va realizzato il deposito custodito nella stazione ferroviaria, andare a Spinetta è un problema”.
Per ora, però, la distanza tra la realtà quotidiana e gli scenari evocati da una #alessandriasimuove e dalla ‘città delle biciclette’ è ancora profonda.
12/08/2016

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