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Novi Ligure

Albergatori sul piede di guerra per l'imposta di soggiorno

La nuova tassa comunale dovrebbe entrare in vigore a Novi Ligure il 1° marzo. "Da noi la clientela arriva quasi tutta per lavoro, pochi i turisti. Rischia di trasformarsi in un autogol per le nostre attività"
NOVI LIGURE – Albergatori sul piede di guerra per l’introduzione a Novi Ligure dell’imposta di soggiorno. La tassa è di un importo variabile tra 1 e 2 euro al giorno e deve essere corrisposta da tutti coloro che soggiornano in una struttura ricettiva della città, sia per turismo che per lavoro. La decisione di introdurre questa nuova imposta – che dovrebbe portare nelle casse municipali circa 50 mila euro all’anno – è stata presa a dicembre dal consiglio comunale. L’entrata in vigore era fissata al 1° febbraio ma è stata posticipata di un mese per cercare nel frattempo una mediazione con gli albergatori.

Mediazione che appare davvero difficile. Le posizioni in campo sono distantissime: l’amministrazione comunale ha messo sul tavolo una riduzione del 50 per cento della tassa per chi soggiorna a scopo di lavoro; gli albergatori invece chiedono l’abolizione dell’imposta tout court. Nell’ultima riunione, lunedì scorso, i rappresentanti degli albergatori (c’erano tra gli altri i titolari della Federica, della Marchesa, dell’albergo Viaggiatori e di alcuni bed & breakfast) hanno consegnato all’assessore al Bilancio Simone Tedeschi un documento in nove punti per dire «no» alla tassa.

«Novi non è una città turistica – spiegano – e la clientela è costituita soprattutto da persone che pernottano in città per lavoro. Un importo medio di 1,50 euro a persona non è congruente con la nostra realtà. Località realmente turistiche applicano cifre inferiori». Inoltre, secondo gli operatori del settore, è un po’ tutto il sistema-turismo che a Novi fa acqua: «Il Comune non è in grado di realizzare azioni che incrementino significativamente l’afflusso turistico e non c’è un progetto concreto su come utilizzare i soldi dell’imposta di soggiorno, che quindi rischia di trasformarsi in un autogol perché ai clienti basterà fare pochi chilometri, magari andando a Serravalle, per evitare di pagare».

C’è poi l’aspetto burocratico («le nostre sono aziende a conduzione familiare, gli adempimenti connessi alla nuova tassa costituiranno un aggravio di lavoro») e non ultimo la sensazione di essere stati convocati solo a cose fatte. «Sviluppiamo insieme, al contrario, un progetto di rilancio del turismo locale», propongono. Anche Massimo Merlano, presidente novese di Ascom-Confcommercio, ha criticato l'introduzione della nuova imposta comunale, puntando il dito contro l'abusivismo, piuttosto diffuso tra gli affittacamere. «Come ha sottolineato anche Antonella Parigi, assessore regionale al Turismo, in questo segmento è decisamente elevata la percentuale di chi lavora sotto traccia. Quindi oltre a non pagare tasse e balzelli non applicheranno certo la tassa di soggiorno».

In base al regolamento approvato a dicembre dal consiglio comunale, la tassa sarà applicata su chi soggiornerà in alberghi, bed & breakfast e altre strutture ricettive nel territorio comunale. L’importo varierà da un minimo di 1 a un massimo di 2 euro al giorno. Il gettito sarà utilizzato per finanziare interventi a favore della promozione turistica e commerciale. Dal punto di vista pratico, i turisti pagheranno l’imposta insieme al prezzo del soggiorno direttamente agli albergatori. Saranno poi questi a versare al Comune, una volta al mese, quanto raccolto. L’imposta, per ovvi motivi, sarà dovuta solo dai non residenti, per un massimo di quattro giorni consecutivi. L’importo potrà essere di 1, 1,50 o 2 euro al giorno, a seconda del numero di stelle della struttura in cui il turista soggiornerà. Saranno soggette all’applicazione della tassa tutte le strutture ricettive: alberghi, bed & breakfast, affittacamere, residence, ostelli, agriturismi, campeggi e case vacanze.

Sono previste numerose ipotesi di esenzione. Non pagheranno l’imposta i minori di 13 anni, gli studenti, le persone che si trovino in città per assistere un malato all’ospedale, i volontari e gli appartenenti alle forze dell’ordine e alla sicurezza pubblica presenti in città per motivi di servizio, gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici, le persone che si trovino in albergo per motivi di necessità. Per talune categorie (ad esempio per gli sportivi che partecipino a eventi e gare) è prevista una riduzione dell’imposta del 50 per cento.
9/02/2018

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