Non è stata sufficiente la presenza di 18 consiglieri comunali, tra maggioranza e minoranza, per far partire i lavori del Consiglio comunale convocato per questa mattina alle 9.30. Doveva essere l'ultima occasione per l'amministrazione uscente per approvare il bilancio consuntivo 2011 e per riconoscere il debito fuori bilancio di Palazzo Rosso, conteggiato in 27 milioni di euro.
Visto come era andata la seduta del 30 aprile (solo 6 consiglieri presenti tra i banchi)
i pronostici davano "deserta" anche questa ultima seduta. E invece si sono superate le più nere aspettative: 18 i presenti, tra maggioranza e minoranza. Hanno risposto all'appello Priano, La Greca, Micò, Grassi, Bocchio, Passalacqua, Tascheri, Garavelli, Ivaldi, Mazzoni (in qualità di presidente, vista l'assenza di Cuttica di Revigliasco), Bellotti, Brusasco, Sestini, Falleti, Malagrino, Berta, Schiavone, Bianchini. Nessun presente per il gruppo della Lega Nord. Grande assente il primo cittadino (impegnato in inaugurazioni in giro per la città) e la Giunta: l'unico assessore era Serafino Vanni Lai. E il ragioniere capo Paolo Ansaldi.
Manca il numero legale e quindi i lavori non hanno inizio. La seduta si chiude alle 10.03. Solo dopo poco arrivano in sala di Consiglio e lungo i corridoi di Palazzo Rosso alcuni assessori come Trussi, Buzzi Langhi e alcuni consiglieri come Scagni e Maconi.
Nulla di fatto nemmeno questa volta: ora l'approvazione del Consuntivo 2011 e il riconoscimento del debito fuori bilancio slittano al 14 giugno. Infatti una lettera inviata, in data 15 maggio, dal
difensore civico regionale dà altri 30 giorni di tempo. Se la nuova formazione del Consiglio comunale entro metà giugno non esprimerà alcun parere sul Rendiconto 2011, allora sarà chiamato a farlo un commissario ad acta, per la sola approvazione del bilancio.

Proprio
sulle prospettive di domani, un commento arriva dal consigliere uscente dell'Idv,
Paolo Bellotti: "forse non è chiaro che
il vero problema non è il bilancio consuntivo 2011, ma il
riconoscimento dei debiti fuori bilancio. O meglio quelli che loro hanno inserito come debiti fuori bilancio, pari a 27 milioni, ma che sono la conseguenza di un primo bilancio 'falsato' nel quale queste spese, queste fatture non sono state inserite". E secondo Bellotti ora l'amministrazione, aprendo i cassetti, non poteva far altro che aggiustare il tiro, ponendoli come "debiti fuori bilancio". E incalza ancora il consigliere:
"spero che il nuovo Consiglio che si formerà dopo il ballottaggio non decida di approvare questo debito: vorrebbe dire caricare 27 milioni sulle spalle dei cittadini". E precisa: "nemmeno il Collegio dei Revisori è stato in grado, nella relazione, di riconoscerli. Quindi qualora fossero stati chiusi nel cassetto dai dirigenti, dovrebbero essere loro a pagare. O ancora peggio, se avessero subito pressione per ometterli, dovrebbero rivolgersi alla Procura della Repubblica". In ogni caso, secondo Bellotti,
dovrebbe valere la legge "chi sbaglia paga", senza far ricadere tutto sulla città e sui cittadini, che sarebbero gli unici a pagare.