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Alessandria

Ferralasco replica al M5S: "da questa Giunta nessuna nuova area commerciale"

Il Movimento 5 Stelle ha accusato la Giunta di aver dato il via a due diverse autorizzazioni per nuovi insediamenti della grande distribuzione in città, consumando territorio e cancellando aree verdi, ma dall'assessore Ferralasco arriva una netta smentita: "autorizzazioni precedenti, noi anzi facciamo il possibile per opporci"
ALESSANDRIA - Nei giorni scorso i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno lanciato l'allarme per due cantieri di nuovi insediamenti commerciali appena partiti in città. Nel loro comunicato si sottolineano le responbilità dell'attuale Giunta, "rea", secondo i pentastellati, di aver autorizzato lo smantellamento di aree agricole per lasciar spazio a un'ulteriore cementificazione della città e ad attività legate alla grande distribuzione che potrebbero mettere ancor più in crisi i piccoli commercianti.

"Il Movimento 5 Stelle di Alessandria - spiegano nel comunicato - si oppone fermamente a questo tipo di speculazione che, oltre a danneggiare il piccolo commercio, sottrae verde urbano. Esso propone, quindi, un cambiamento di prospettiva nella visione del futuro della città, più realistico e sostenibile, ovvero recuperare aree già edificate e dismesse valorizzando allo stesso tempo il commercio di quartiere (obiettivo peraltro previsto già nel programma elettorale dell'attuale sindaco Rita Rossa ndr). I nuovi insediamenti commerciali approvati nasceranno uno al di là del Ponte Tiziano (Ex-Consorzio Agrario) e l’altro in via San Giovanni Bosco (davanti alla nuova caserma dei Vigili del Fuoco). In quest’ultimo caso il sito, nel progetto originale, prevedeva costruzione di palazzine in edilizia convenzionata. Forse, dopo la pessima figura dell’housing sociale di San Michele, dove i lavori sono fermi e l’amministrazione rischia di dover restituire i soldi ricevuti, la Giunta ha preferito puntare su un investimento sicuro, autorizzando ulteriori centri commerciali. In Via San Giovanni Bosco presto gli alessandrini avranno un altro discount alimentare e un supermercato di prodotti per l’igiene ma contemporaneamente si sarà persa, in modo irreparabile, un’altra area verde".

"Un’amministrazione responsabile non avrebbe mai rilasciato questi provvedimenti autorizzativi che incentivano l’uso dell’auto privata, con conseguente aumento della polveri sottili, distruggono il commercio di vicinato e desertificano sempre di più il centro cittadino. Se ne ricorderanno i nostri concittadini al prossimo allarme inquinamento?" - chiosano nella loro stoccato i 5 Stelle, che aggiungono - "Senza considerare che, a pochi metri dalle aree autorizzate, ci sono alcuni supermercati di recente realizzazione in estrema sofferenza e diverse aree ancora da riqualificare. Siamo stanchi di una Giunta che, procedendo spedita nelle sue decisioni, non si confronta nelle sedi opportune con le opposizioni, non informa e coinvolge i cittadini ma, soprattutto, non intende impegnarsi in una visione a lungo termine della città"

A rispondere loro è però a stretto giro l'assessore allo sviluppo urbano Marcello Ferralasco, che rimanda indietro tutte le accuse, sostenendo che siano i 5 Stelle ad aver preso un grande abbaglio. 
"La materia delle autorizzazioni commerciali è piuttosto complessa, regolata da norme nazionali e regionali orientate alla tutela della concorrenza e solo in limitata misura ricade ormai nella potestà regolatrice delle Amministrazioni locali. Si è indotti a pensare - premette Ferralasco - che il rilascio o meno delle autorizzazioni sia sempre a discrezione dell’Amministrazione Comunale e che questa possa in qualunque momento dell’iter autorizzativo (spesso piuttosto lungo) intervenire per eventualmente bloccarlo. Non è così. Vediamo i due casi specifici da ultimo considerati.

Ex Consorzio Agrario.
"La possibilità di insediamenti commerciali nell’area è stata introdotta negli strumenti urbanistici già diversi anni fa, tanto che le autorizzazioni commerciali sono del 2011, non odierne" - precisa Ferralasco. "Le procedure attuali sono solo un’evoluzione di quelle originarie e sono oggi suscettibili di modificazioni da parte dell’Amministrazione relativamente marginali. Un’azione urbanistica 'mitigatrice' peraltro è stata fatta, modificando la distribuzione dei volumi sul lotto e cercando di migliorare le realizzazioni di pubblico interesse nell’area, quali la modifica dell’innesto di via Vecchia Torino e gli spazi per parcheggi pubblici di interscambio.
Nessun consumo di 'suolo agricolo' (peraltro inesistente nel lotto considerato, ora in parte occupato da capannoni industriali, di cui è prevista la demolizione) è stato dunque autorizzato ex novo".

Insediamenti in via San Giovanni Bosco.
"La realizzazione di attività commerciali è possibile poiché ricorrono i requisiti previsti dalla normativa regionale a tutela della concorrenza per l’individuazione di un insediamento di tipo cosiddetto 'L1'" - precisa l'assessore.
"In tali casi l’Amministrazione Comunale non ha discrezionalità alcuna, salvo verificare che i requisiti richiesti dalla normativa siano rispettati. Peraltro, l’area è compresa in un cosiddetto 'piano esecutivo' che risale nella sua previsione alla seconda metà degli anni ’90 e da ultimo convenzionato nell’anno 2004. Il piano contemplava (e tuttora prevede) possibilità edificatorie più estese di quelle finora attivate, che l’amministrazione attuale non può comprimere senza violare precisi accordi contrattuali".

Anche in questo caso, sostiene l'assessore, "non vi è alcun consumo di 'suolo agricolo' (peraltro inesistente in questa area) autorizzato ex novo. Tanto meno si sono eliminate 'aree verdi', non previste su quel lotto. Anzi, l’Amministrazione ha colto l’occasione del necessario adeguamento della convenzione per concordare una piccola riduzione della volumetria ammissibile nel comparto (circa 2 mila metri cubi in meno) e, soprattutto, porre in capo al proprietario delle aree l’onere di realizzazione di un parco urbano di circa 50 mila metri quadrati. Il parco era stato già previsto nel piano complessivo dell’area, ma non era mai stato definito chi avrebbe dovuto realizzarlo. Ora questo aspetto è stato definito.
Da ultimo, una considerazione di carattere generale: dal momento dell’insediamento dell’attuale amministrazione, nessuna nuova area per “centri commerciali” è stata individuata. Esisteva un’unica area per 'centro commerciale' non ancora oggetto di procedure attuative al 2012, in zona Osterietta e l’attuale Amministrazione ne ha eliminato nel 2013 la destinazione commerciale".
22/03/2016

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