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Alessandria

Fabbio: "Le nostre ‘colpe’ sono state di dare più servizi alla città"

In merito alla richiesta della Corte dei Conti di danno erariale alla precedente amministrazione comunale, l'ex primo cittadino Fabbio dichiara: "Le nostre ‘colpe’ sono state di dare più servizi alla città. E avevamo ragione: tutta l’urgenza di prima dov’è finita?"
 Si attendeva un "commento" dell'ex primo cittadino in merito alla comunicazione della Procura della Corte dei Conti sull'alleggerimento del "danno erariale ipotizzato" per l'amministrazione comunale guidata da Piercarlo Fabbio.  "Il Corvo non ha fatto il nido solo in Vaticano. E, come già si era avuto modo di provare negli scorsi mesi di mirato accanimento mediatico, continua a svolazzare e ‘rivelare’ nei palazzi della piazza centrale di Alessandria. Così, ancor prima che arrivino le notifiche, i destinatari se le leggono sui giornali. Peccato, però, che questa volta pur tornando a sbattere i ‘mostri’ in prima pagina si debba riconoscere che l’inchiesta ‘bomba’ della Corte dei Conti incominci a sgonfiarsi". Questo è ciò che si legge nel comunicato inviato dal comitato dell'ex sindaco. Che ci tiene a precisare le nuove cifre: dai complessivi 39 milioni 505 mila euro di richiesta danni per ex sindaco, assessore al Bilancio e ragioniere capo più assessori e consiglieri, si è scesi a 10 milioni 891 mila euro; mentre per Fabbio, Vandone e Ravazzano da 23 milioni 703 mila euro a 6 milioni 535 mila.
"Va innanzitutto precisato – dichiara Piercarlo Fabbio – che si tratterebbe di presunti danni, nel caso non fossero state pagate le sanzioni per lo sforamento del Patto di stabilità 2010 che, invece, l’ente sta pagando. C’è infatti una norma di legge che stabilisce che le sanzioni che non possono essere pagate entro l’esercizio slittano all’anno successivo. Cosa che si è verificata per il Comune di Alessandria, dal momento che la certificazione è arrivata dopo il 30 dicembre: per il 2011, pertanto, i danni non sussistono, corrispondono a zero euro".

Con l’atto di citazione della procura regionale inizia il processo di natura civilistica presso il collegio giudicante, per il quale è fissata la prima udienza il prossimo 12 dicembre. In quella sede procura e difensori si fronteggeranno sia per quanto riguarda gli aspetti di diritto sia per il merito del presunto danno.
Ma Fabbio precisa: "Se abbiamo avuto colpe, sono state quelle di cercare di garantire più servizi alla città, non certo con l’obiettivo di creare un danno agli alessandrini. Se oggi si sceglie di andare al dissesto, ciò deriva da una precisa volontà degli attuali amministratori. Noi continueremo ad opporci, intervenendo sulle proposte e non attaccando le persone come invece è stato fatto per mesi da loro. I debiti sono problemi, non colpe e si rimuovono facendo buona finanza e buona amministrazione". E conclude: "Non servono i lamenti continui: anche noi, a inizio mandato, abbiamo trovato una situazione contabile disastrosa ma ci siamo messi da subito al lavoro per non fermare la città. Lo dimostrano 165 milioni di investimenti in cinque anni, cui si aggiungono gli oltre 50 già finanziati e lasciati in eredità. Basta che facciano ciò che noi abbiamo già pensato e avviato". Questo è il consiglio dell'ex sindaco.
30/05/2012

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