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Novi Ligure

Ennesimo rinvio per il campo in sintetico

Altro rinvio per la costruzione del campo in sintetico a Novi Ligure. Con la promessa del sindaco Muliere di non rinunciare all’opera e di voler partecipare a un bando del credito sportivo per accendere un mutuo compatibile con le risorse finanziarie della città e per spendere i 230mila euro già accantonati a bilancio
NOVI LIGURE - Puntuale come le feste comandate, anche ad ottobre 2016 è arrivato il rinvio per la costruzione del campo in sintetico, ormai un animale mitologico. Con la promessa del sindaco Muliere di non rinunciare all’opera e di voler partecipare a un bando del credito sportivo per accendere un mutuo compatibile con le risorse finanziarie della città e per spendere, viene da dire finalmente, quei famosi 230mila euro accantonati a bilancio dalla notte dei tempi.

“Lavoreremo per un’opera irrinunciabile come il rifacimento della pista di atletica del Girardengo e della copertura della palazzetto”, ha spiegato il primo cittadino che ha anche motivato la decisione di non seguire la via del leasing in costruendo, formula di diritto pubblico con cui un ente locale apre un leasing e la società finanziaria individua il costruttore dell’opera.

In questo caso, l’idea era di un leasing per palaBarbagelata, pista del Girardengo e campo in sintetico per una cifra intorno agli 800mila euro e con vincoli importanti come il rifacimento del manto sintetico a sue spese. Una strada che è stata bocciata perché troppo onerosa ma che è stata interrotta quando mancava solo la predisposizione del bando pubblico per gli interventi . Un dietrofront per certi versi inatteso e che ha stupido molti addetti ai lavori perché gli interventi sui tre impianti sportivi erano ormai dati per scontati in tempi brevissimi e che invece slitteranno alla prossima primavera, nella migliore delle ipotesi.

Così, per un altro inverno si dovrà assistere ad allenamenti sul campo in terra battuta di via san Marziano, a corse di atletica con un fondo dissestato e a partite di basket o pallavolo con gli sguardi all’insù in caso di pioggia perché la copertura del palasport non è più impermeabile al cento per cento. Che gli interventi siano una necessità è cosa nota a tutti: bastava essere ai campi di via san Marziano la scorsa settimana per assistere a una scena surreale: un campo diviso in due. Da una parte i ragazzi del rugby, dall’altra quelli del calcio. In questa situazione fa impressione vedere una città di meno di 30mila abitanti che non riesce a trovare le risorse per opere strutturali e sociali. Un segno dei tempi.
27/09/2016
Maurizio Iappini - m.iappini@ilnovese.info

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