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Provincia

Elezioni provinciali, si aprono i giochi

Entro il 22 settembre dovranno essere depositate le liste dei candidati per il rinnovo dell'amministrazione provinciale, dopo la riforma Delrio. Presidente e Consiglio saranno eletti da sindaci e consiglieri dei 190 comuni. Le elezioni si terranno il 12 ottobre, e sono già iniziate le grandi “manovre”
PROVINCIA – E’ ufficiale: per l’elezione dei dodici membri del Consiglio e del Presidente della Provincia, si voterà domenica 12 ottobre. Lo ha deciso il Consiglio di Presidenza dell’U.p.p (Unione Province Piemontesi) alla vigilia di Ferragosto a Torino, con gli otto commissari delle province piemontesi. Il Consiglio, inoltre, ha deliberato di inviare una lettera alla Regione Piemonte per illustrare la situazione “a rischio” delle province, che si sono trovate a gestire i servizi dei territori praticamente senza fondi. Tagliati consiglieri e giunta, indennità e cariche, la Provincia resta comunque “in piedi” e, in qualche modo, i servizi dovrà garantirli.
La poltrona di palazzo Ghilini fa forse meno gola, ma nello scacchiere territoriale resta una pedina importante.
Alle urne, però, non saranno chiamati i cittadini, ma i loro rappresentanti già eletti, ossia sindaci e consiglieri comunali dei 190 comuni che fanno parte del territorio provinciale. La scelta dovrà ricadere su un eletto, anche se non è ancora chiaro se sono candidabili anche assessori “esterni”, cioè i cosiddetti assessori tecnici . Per questa tornata possono candidarsi anche i consiglieri provinciali uscenti, purchè non dimissionari. 
Si risparmia quindi su campagne elettorali, promozioni, proclami, ma si intensifica l'attività dei gruppi e partiti politici i quali, in definitiva, avranno l'ultima parola. E, dai risultati elettorali scaturiti dalle ultime consultazioni, appare probabile che la voce del padrone la farà il Pd “pigliatutto”
Qualche nome del possibile prossimo Presidente della Provincia sul piatto c'è già: si fanno i nomi dei sindaci dei centri zona, Rocco Muliere (Novi) o Gianluca Bordone (Tortona) se non quello del sindaco di Alessandria Rita Rossa, impegni permettendo. Le liste, oltre all'indicazione del presidente, dovranno indicare anche i 12 consiglieri che faranno parte dell'organismo di governo.
Nulla di ufficiale ancora. “Posso solo dire che stiamo iniziando a ragionare di linee programmatiche, più che di nomi – dice il segretario provinciale del Pd Domenico Ravetti – Cercheremo di fare in modo che tutte le zone della provincia siano rappresentate”.
Resta anche da vedere se gli alleati o ex alleati dell'area a sinistra del Pd penseranno ad una propria lista o si accoderanno a quella del maggior partito.
Il centro destra, dopo la batosta delle amministrative di primavera, è ancora in fase di riorganizzazione. Gran cerimoniere, ancora una volta, Ugo Cavallera. Chi sperava in una candidatura alla presidenza di un nome di prestigio come Giorgio Demezzi, ex sindaco di Casale, potrebbe rimanerne deluso. Demezzi avrebbe infatti già manifestato l'intenzione di passare la mano. Si potrebbe puntare su Luca Rossi, consigliere provinciale uscente e in crescente ascesa nell'area del centro destra. In pole position nelle liste anche Federico Riboldi e Aldo Visca, consigliere uscente e sindaco di Cerrina.
C'è, ancora, l'incognita dell'area centrista. Il presidente del consiglio provinciale dismesso, e attuale assessore, Gianni Barosini, ben difficilmente potrebbe rinunciare ad un ruolo nel futuro ente, salvo diverse prospettive a più lungo termine.
Potrebbe, infine, prendere piede una lista espressione delle liste civiche dei piccoli comuni che rischiano di essere schiacciati dal peso dei centri zona, visto il meccanismo elettorale. Ci starebbe pensando, ad esempio, l'Mpp che sta muovendo i passi nell'area del casalese 

Ecco cosa prevede la nuova normativa in fatto di elezioni del consiglio provinciale (da sito della Camera dei Deputati):
Il nuovo sistema elettorale delineato dal disegno di legge del Governo è un sistema proporzionale, con voto di lista e preferenze, senza coalizioni, né soglie di sbarramento, né premi di maggioranza. In estrema sintesi:

hanno diritto di elettorato attivo e passivo i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei comuni della provincia;
l’intero territorio provinciale è costituito da una unica circoscrizione elettorale sia ai fini della presentazione delle candidature, sia per l’attribuzione dei seggi;
le forze politiche presentano la lista dei candidati al consiglio provinciale e, con essa, il candidato alla carica di presidente della provincia;
l'elettore vota insieme la lista e il candidato presidente e può esprimere due preferenze per i candidati alla carica di consigliere;
è eletto presidente della provincia il candidato che ottiene il maggior numero di voti;
per la composizione del consiglio provinciale l'attribuzione dei seggi alle liste avviene in maniera proporzionale (metodo dei divisori d’Hondt); i seggi sono poi attribuiti ai candidati in ordine al numero di preferenze ricevute.
I sindaci e i consiglieri comunali eletti nei consigli provinciali mantengono le rispettive cariche nel comune di provenienza, ma non cumulano le indennità.

La relazione tecnica del Governo ha stimato una notevole riduzione della spesa presunta per le elezioni provinciali, pari secondo la nuova normativa, a 707.500 euro, a fronte di spese, a legislazione vigente, di oltre 318 milioni di euro.

La I Commissione ha esaminato questo disegno di legge, al quale è stata abbinata la proposta di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 5531), tra il giugno e il dicembre 2012, senza tuttavia pervenire alla sua approvazione.

Successivamente, con un emendamento al disegno di legge di stabilità, è stato prorogato al 31 dicembre 2013 il termine, originariamente fissato al 31 dicembre 2012, entro il quale è adottata la legge elettorale provinciale (art. 1, comma 115, L. 228/2012) .

Si ricorda che, nelle more dell’approvazione della nuova legge elettorale, i consigli provinciali in scadenza non sono rinnovati e le province sono rette da commissari di governo.
25/08/2014

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