
Se qualche giorno fa l’appello di “aiuto” alle associazioni era arrivato per la fortezza della Cittadella, ora la richiesta di
“investimento” – e non solo in termini di risorse, ma
di impegno, ingegno e interesse – arriva
dall’assessore alla Cultura Giorgio Barberis, nel corso della prima audizione in
commissione consiliare Cultura, presieduta da Maria Teresa Gotta.
“La situazione è difficile, ovunque ci muoviamo. Figuriamoci nel campo culturale – ha esordito Barberis – Con il dissesto le poche risorse a disposizione vanno a garanzia dei servizi essenziali. Quindi non si può spendere nulla nel campo culturale”. Insomma
alla voce “cultura” , nel bilancio dell’Ente comunale, non c’è nemmeno un euro per questo settore. “Ovviamente questo non può significare la chiusura di tutto – ha però aggiunto l’assessore – e quindi
sarà necessario lavorare come una squadra, con il contributo di tutti: associazioni in testa, ma anche soggetti privati, sponsorizzazioni. Essenziale sarà il contributo in termini di idee e progetti da parte di tutte le forze politiche e soprattutto dei cittadini di Alessandria,
perché le linee di indirizzo culturali si devono costruire insieme!”. Sarà quindi importante la partecipazione concreta del cittadino, con l’importanza di coinvolgere il più possibili gli artisti e le associazioni socio-culturali locali.

“Qualcosa di simile è già stato fatto venerdì scorso, con il contributo della Fondazione Cral, per una rappresentazione teatrale tenutasi nell’area verde vicino al vecchio ponte Cittadella abbattuto – ha spiegato Barberis – L’idea è stata di una cittadina e con zero spese per il Comune e un piccolo allestimento in termini di sedie: potremmo proseguire con questa logica per creare eventi simili a settembre, facendo rete con il Comune che metterebbe a disposizione gli spazi”.
“Iniziative come queste ci permetteranno di sopravvivere nell’ambito culturale”. Proprio su questa linea si inserisce la proposta del consigliere
Mauro Cattaneo, che parla di
“chiamata (non alle armi) ma agli ingegni degli alessandrini”. Proposta accolta positivamente dall’assessore: “Non attendere, ma spronare i cittadini. Forse si potrà percorrere questa strada da settembre”. Ovviamente nel quadro generale delle attività in ambito culturale ci sono i musei, la biblioteca civica, la cittadella e il teatro.
“Sarebbe necessario creare un contenitore museale omogeneo –
interviene Giorgio Abonante, capogruppo del Pd – Il problema non è internalizzare o esternalizzare, ma è dare una collocazione omogenea alle strutture. Il museo del Cappello si è creato in una location che non avvantaggia le visite”. D’accordo il vicepresidente del Consiglio,
Fabrizio Priano, che aggiunge: “bisogna iniziare a lavorare per creare un vero contenitore museale. Magari ora che è tornato al Comune, partendo dalla
valorizzazione dell’ex ospedale militare di via Faà di Bruno, oppure ‘scoprendo’ le opere – anche di un certo valore –
che sono però nascoste nei caveau e non sono visibili a nessuno!”. “E’ necessario generare un sistema virtuoso, che possa andare di pari passo con il settore del turismo, dello sviluppo di alcuni settori, come l’Università, oppure il Conservatorio che è una istituzione già consolidata”.

Già perché la
questione teatro, purtroppo, di solido non ha nulla, se non la nuova stagione teatrale alle porte “che si è potuta creare anche grazie al continuo e immancabile sostegno della Regione”. Ora il nuovo CdA si occuperà della situazione dei lavoratori, “cercando di inserire nella nuova stagione la professionalità acquisita da molti di questi lavoratori”.
“La bonifica procede positivamente – ha aggiunto Barberis –,
ma con le successioni operazioni di ristrutturazione (ad esempio delle poltrone, per un complessivo costo di 2 milioni)
non si potrà parlare tanto in fretta di riapertura”. Altra questione tirata in ballo da alcuni consiglieri della minoranza, come
Locci e Buzzi Langhi, è quella che vede protagonista la
biblioteca civica. Tenere più aperta la biblioteca (in termini di orario), rendere gratuito l’accesso al wi-fi, utilizzarla per altre iniziative (come ricorda di aver fatto Buzzi Langhi nei pochi mesi di assessorato). “Abbiamo già cercato di modificare l’orario, per allungare l’apertura ma non è semplice per la mancanza del personale della cooperativa che dallo scorso anno ha concluso il proprio rapporto di lavoro e che dava però un grosso contributo lavorativo -. ha risposto Barberis – comunque l’orario, per settembre è da rivedere, tutti insieme per apportare le modifiche che rispondano alle richieste degli studenti”. Anche sulla questione di accesso internet gratuito, l’assessore Barberis si trova pienamente d’accordo, “ma non sarà possibile, visto che la tariffa attuale – di 2 e all’ora – non potrà essere né eliminata né modificata per la questione delle tariffe che dipende dal dissesto”.
In ogni campo, in ogni argomento e ormai su ogni bocca la parola “dissesto” è quella che ricorre più sovente. Ma purtroppo è anche quella che impone quelle che non sempre sono “scelte”. E così se
Buzzi Langhi accusa di utilizzare la storia del dissesto come “scusa”, Locci invece chiede che dai prossimi incontri in commissione si possa iniziare a parlare meno di “progetti” e più di cose concrete, ovvero di “cosa si vuol fare” per la cultura alessandrina. Tutti insieme, facendo squadra. Almeno su questo si è tutti d’accordo.