Alessandria

Debiti e responsabilità: tempo scaduto. “E ora?”

Prima la nota ministeriale sui debiti di Palazzo Rosso rimasti fuori dalla massa passiva del dissesto, poi i 60 giorni non rispettati per provvedere a chiarire le responsabilità e ora? Dai banchi della minoranza la richiesta di capire a che punto è l'istruttoria: nuovo tempo o commissario ad acta?
 ALESSANDRIA - I primi di agosto è arrivata la nota dal Ministero: a Palazzo Rosso erano stati concessi 60 giorni per intraprendere specifiche azioni, tra cui individuare le responsabilità, per quei debiti del Comune - strascico del piano di estinzione della massa passiva legata al dissesto e accertata dall'Organismo Straordinario di Liquidazione – ritenuti non ammissibili. Termine scaduto qualche giorno fa. Che cosa è stato fatto? E ora? A chiederselo è stato per primo il consigliere comunale di opposizione Emanuele Locci, che attraverso Facebook solo pochi giorni fa si era filmato davanti al palazzo della Prefettura per chiedere di intervenire. “O il Prefetto stabilisce un nuovo termine temporale da far rispettare al Comune oppure per inadempienza dell'amministrazione comunale si nomini un commissario ad acta, come previsto da sanzione”, in sintesi.

La questione è stata ripresa anche in commissione Bilancio, in occasione della discussione sul Dup (Documento unico di programmazione) di questi giorni. Istruttoria per esaminare questi casi e per fare una relazione di “responsabilità” affidata al Segretario generale: ma i 60 giorni non erano un termine “perentorio”? Dai banchi della maggioranza arriva un secco no: “termine ordinatorio, e non perentorio – ha sostenuto il capogruppo del Pd, Fabio Camillo – E comunque il lavoro sta andando avanti e vista la delicatezza della materia, meglio un lavoro fatto bene....”. Saldi sul termine “perentorio” per cui è prevista anche la sanzione, la nomina del commissario, i membri di opposizione, che si sono aggrappati a quello che a suo tempo (ad agosto) era stato detto dalla dottoressa Bocchio, dell'avvocatura comunale. Ora la richiesta di un nuovo parere e anche una nuova versione: “da specifici controlli nel diritto amministrativo (diverso da quello processuale) è perentorio quando è decadenziale, ovvero se non si rispetta una certa data nell'attività richiesta si viene a decadere”. Mentre ordinatorio “è da intendersi come sollecitatorio”, teso cioè a sollecitare a fare una determinata azione per una situazione di incertezza in un certo tempo.

E sembra essere il secondo il caso che fa a pennello per Alessandria, secondo il nuovo parere tecnico. Che non convince Locci&Company, che aveva persino paventato l'idea – qualora non arrivassero risposte dal Prefetto – di rivolgersi al difensore civico regionale per provvedere in una direzione (altro tempo) o nell'altra (commissario ad acta). “Non siamo un tribunale che deve individuare le responsabilità – interviene l'ex sindaco Fabbio – ma almeno lasciamo al Consiglio comunale il percorso di analisi”. Che per il momento sembra essere l'unica cosa che – sebbene con tempi lunghi – procede: si stanno analizzando le istanze rimaste fuori dalla massa passiva e il settore (dirigenziale) di appartenenza (e quindi di responsabilità). Lavoro che secondo il ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone è in parte già innato nella natura e nella tipologia delle istanze: “come le perdite di Svial e Valorial che sono difficili da ritenere come crediti di qualcuno”. Oppure le partite specifiche, “come i fondi del Trasporto pubblico locale che sono rimasti nel bilancio dell'ente, riconosciuti nel corso degli anni e pagati tutti”. Quindi in realtà è come dire che si potrebbero prendere in esame quasi la metà delle istanze, perché “alcune si potrebbero già escludere a priori”.

Ma intanto il tempo passa....
27/09/2016
Giulia Boggian - giulia.boggian@alessandrianews.it