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Alessandria

Da un "porta a porta" che (ri)torna ad una Ztl che nasce?

Seconda seduta della Commissione consiliare Bilancio che butta uno sguardo a quanto è già stato fatto e a quello che si vorrebbe fare per il "domani" di Alessandria in materia di ambiente, di raccolta differenziata, di mobilità urbana e revisione del piano regolatore con i programmi degli assessori Lombardi e Ferralasco
 ALESSANDRIA - Da un lato c'è l'ambiente con una particolare attenzione al trattamento dei rifiuti e dall'altra c'è la viabilità e la mobilità urbana: due temi sempre sulla cresta dell'onda che in un Bilancio preventivo e pluriennale 2014-2016 non potevano certo mancare. La seconda seduta della Commissione consiliare Bilancio, in vista della due giorni di Consiglio comunale chiamato a votare il Previsionale 2014, ha affrontato queste due questioni rispettivamente con gli assessori Claudio Lombardi e Marcello Ferralasco.

Essendo un bilancio di previsione che arriva quasi alla fine dell'anno che prende come riferimento numerose sono le “fotografie” scattate dai due membri dell'amministrazione comunale su “quanto già fatto o almeno già in corso d'opera”. E così sulle politiche ambientali c'è la lotta alle zanzare e tutta quella attività definita “senza portafoglio” che si occupa delle problematiche della Fraschetta, della salvaguardia del territorio intorno al Polo Chimico di Spinetta Marengo, con la nuova centralina di rilevamento della qualità dell'aria e la cura del verde delle aree comunali, attraverso una regolamentazione dell'attività che oggi svolgono su alcune aree della città associazioni e gruppi di volontariato. Poi ci sono tutta una serie di obiettivi invece che la giunta si pone per l'Alessandria di “domani”. E tra questi, su tutte spicca l'ipotesi e la volontà di “arrivare al 65% di raccolta differenziata, unitamente alla diminuzione di conferimento di rifiuti nelle discariche”. Un percorso a doppio binario che secondo l'assessore Lombardi è l'unico a garantire una migliore qualità e quantità di raccolta e trattamento dei rifiuti: “In 15-18 mesi la nostra attuale percentuale del 43% di differenziata potrebbe crescere tranquillamente di una ventina di punti”. Ma per avere una un risultato del genere “è necessario procedere in contro-tendenza rispetto al passato”, ovvero guardare ad un ritorno della raccolta domiciliare, il cosiddetto porta a porta. “E chi sostiene i costi?” chiedono i 5 Stelle. “Serve ovviamente un progetto globale – risponde l'assessore – che deve tener conto dell'andamento e della gestione delle aziende che si occupano di rifiuti (Amiu e Aral). Ma assicuro che meno rifiuti in discarica e più qualità e quantità nella raccolta differenziata portano ad un bilancio positivo che riesce a coprire anche le spese iniziali da sostenere”. Ma a dare una sferzata di nuovo arrivano gli “eco-compattatori”, ovvero punti di raccolta, contenitori, per le bottiglie di plastica. “C'è la possibilità che una decina siano già installati in diverse zone della città, centro e sobborghi, nel prossimo anno. Ad occuparsi degli eco-compattatori è la ditta che ha vinto regolarmente la gara, la Garby”.

Così se da un lato si guarda al (ri) torno alla raccolta porta a porta, dall'altro nell'Alessandria del futuro non può mancare una rivisitazione del piano della mobilità urbana sostenibile. E nello sguardo verso il futuro, l'assessore Marcello Ferralasco non può che fare i conti con la pressante quotidianità. “Quello che vorremmo cercare di fare – senza dimenticare il contingente – è passare dalla situazione di emergenza permanente ad una visione un po' più progettuale dell'Alessandria tra 20 anni”. E così, con gli uffici a lavoro, “entro fine anno sarà presentato al Consiglio comunale e alla città un programma d'indirizzo che va verso la rivisitazione del trasporto pubblico urbano che dovrà essere integrato con quello extra-urbano”. Ma anche la mobilità pedonale e ciclabile (che vede in primo piano la messa in sicurezza ciclabile del Cavalcavia di viale Brigata Ravenna) e l'accessibilità agli spazi pubblici con un piano ben strutturato per le barriere architettoniche (visto che l'attuale risale al 2007).
Ma alla Ztl non si pensa? Chiede l'aula. “Certo ma senza ancora dettagli – risponde Ferralasco, precisando – Non dirò oggi quale strada chiude e quale resta aperta. Sicuramente è necessaria una revisione complessiva della mobilità urbana, che deve avere anche i giusti supporti, come gli stalli elettronici ad ingresso della città”. Quindi un “c'è la volontà”, “in un arco di tempo preciso”, ma a mancare è ancora il “cosa”. Ma ad essere rivisto deve essere soprattutto il piano regolatore generale, base di partenza per qualsiasi “cambiamento” dell'Alessandria di domani. “Se dagli anni '60 a ieri si è creato sulla base dell'espansione – spiega Ferralasco – Da Oggi bisogna pensare a risanare quello che già c'è di esistente, partendo dal centro storico cittadino”. E tra i primi “sotto-progetti” che potrebbero essere finanziati da stanziamenti della Regione (ridotti notevolmente nel tempo, ma ancora presenti) che ammontano oggi per il Comune di Alessandria a 900 mila euro ci sono il “Movicentro”, parcheggio e area di sosta per le corriere e i mezzi di trasporto extra – urbano nell'area di sedime ferroviario oggi vuota. “Così si decongestionerebbe l'area di viale della Repubblica, di fronte alla stazione”. A seguire il progetto di parcheggio per le biciclette sempre nell'area ferroviaria ed infine la messa in sicurezza di viale Brigata Ravenna, nella versione di progetto già più volte citata dall'assessore Ferralasco che prevede un restringimento della carreggiata per il transito mezzi e uno spazio per una “vera” pista ciclabile.

Una visione dell'Alessandria di domani che come sempre deve fare i conti con i numeri, con l'aspetto economico delle intenzioni e con le risorse che arrivano, che ci sono e che se ne vanno. Da parte del Collegio dei Revisori dei Conti arriva intanto una sferzata di aria fresca, di positività: sebbene ancora tutta da leggere in termini di “previsione” (e non quindi di certezza), “forse stiamo nel patto di stabilità già nel 2014”. Un bilancio previsionale “corretto” che ottiene il parere favorevole, incrementato dalla possibilità – qualora tutto restasse così come previsto oggi – che il rientro nel patto non si debba far slittare al 2015 (come sperava l'amministrazione) ma si possa considerare “centrato” già dall'anno in corso.
26/09/2014

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