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Alessandria

Comunità di San Benedetto e assessore Barberis contro la "tolleranza zero"

Un appello al sindaco per rivedere le decisioni sulla "tolleranza zero" verso i fenomeni della prostituzione e dell'accattonaggio. L'invito arriva dalla Comunità di San Benedetto al Porto, sostenuto a gran voce dall'assessore Giorgio Barberis. "No azioni repressive, ma politiche sociali concrete, solidali ed efficaci"
ALESSANDRIA - Solo pochi giorni fa il sindaco di Alessandria, nell'ambito di una commissione consiliare, ha sottolineato l'aspetto "non solo repressivo" della cosiddetta "tolleranza zero" nei confronti del fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e dell'accattonaggio molesto, "ma la necessità di accostare politiche sociali adeguate, per la lotta contro lo sfruttamento delle donne e delle fasce più deboli della società".
Ma sempre in questi giorni su queste problematiche si era espressa - in maniera fortemente dissonante verso il metodo della "repressione" - anche la Comunità di San Benedetto al Porto, "chiedendo alla Sindaca di Alessandria, donna e quindi presumiamo ancor più sensibile, di spostare l’azione repressiva dalle Vittime ai criminali". Avvalorando la tesi dell'aiuto nei confronti di queste donne "che vanno sostenute per sfuggire allo sfruttamento e non certo perseguitate", con un chiaro riferimento alle ordinanze della precedente amministrazione, "respingendo al mittente la vile ed odiosa ordinanza Fabbio".  La Comunità di San Benedetto a sostegno della propria tesi delinea una rete alessandrina di aiuti, pronta a collaborare per la prevenzione e la salvaguardia di queste donne, sotto la guida di "Operatori Esperti e Personale Sanitario. L’Associazione PIAM-Onlus di Asti lo fa già da diversi anni, ad Alessandria", precisa Fabio Scaltritti.
Le affermazioni della Comunità di San Benedetto assumono un valore diverso dopo la dichiarazione del primo cittadino Rita Rossa in merito ad una delibera di giunta, che è stata discussa in commissione e che sarà proposta al Consiglio comunale, che vuole trasformare le "ordinanze" di competenza del sindaco per contrastare il fenomeno della prostituzione, così come dell'accattonaggio, in articoli veri e propri all'interno del Regolamento di Polizia urbana.
"Ma se anche gli asini sanno che la prevenzione si fa con le Agenzie Educative (famiglia, scuola, educatori, parrocchie) mentre alle Forze dell’Ordine è riservato il compito della repressione?", sostengono dalla Comunità di San Benedetto al Porto. Proprio da qui l'invito rivolto al sindaco Rossa di "riflettere ed agire per il Bene Comune, partendo proprio dai reali bisogni di chi, in questo periodo, risente di più gli effetti di una crisi economica ingiusta e artificiale". Da un colloquio della scorsa settimana sembra esserci la disponibilità a convocare un "tavolo di lavoro" per il governo di questi fenomeni sociali che riguardano le persone più deboli, più ai margini nella società, più a rischio di violenze ed abusi, "abbandonando le operazioni di inefficace repressione e di accanimento verso i più bisognosi".

A questa visione critica della strada intrapresa dall'amministrazione comunale ha aderito anche un membro della giunta stessa, l'assessore Giorgio Barberis. La propria contrarietà era stata in parte dimostrata dalla non partecipazione al voto della delibera di giunta. Ma in seguito al comunicato della Comunità di San Benedetto al Porto, l'assessore alla Cultura ha voluto precisare "per amore di trasparenza e di verità, che anche in giunta c'è stata una vivace dialettica a proposito della tolleranza zero verso fenomeni come la prostituzione e l'accattonaggio".
Attraverso un comunicato Barberis prende una netta posizione: "tengo a sottolineare che personalmente condivido lo spirito della Comunità di San Benedetto e aderisco dunque al loro appello". Spiegando: "Credo che non si debba mai partire dalla repressione. Molto meglio le politiche di prevenzione. E il disagio non si controlla con le Forze dell'Ordine, ma si 'contiene' con politiche di ascolto, di accoglienza, di inclusione. A maggior ragione in una fase di grave crisi come quella che stiamo attraversando. Teniamoci lontano da derive populiste e benpensanti. Meglio lavorare per non lasciare indietro nessuno, senza demonizzare la marginalità, ma costruendo una città aperta e solidale" e motivando così la propria presenza all'interno del "governo" di Palazzo Rosso. "Per questo siamo in giunta e questo ci aspettiamo da un'amministrazione di centrosinistra. Siamo fiduciosi che l'appello venga accolto da tutti, a partire dal nostro Sindaco. Il disagio sociale deve essere affrontato con politiche concrete, solidali, efficaci. Discutiamo di questo, non di improbabili azioni repressive".
5/12/2012
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