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Alessandria

Comune: "Nessun 'inside job', per Aral l'incendio è un grave danno". E Arpa spiega le procedure di soccorso

L'assessore Borasio si reca in visita all'ospedale dove si trova ricoverato un volontario della protezione civile, intossicato mentre si prodigava per limitare i danni: "denunceremo chi sui social ha accusato si sia trattata di una messinscena". I resti dell'incendio dovranno essere bonificati e smaltiti come rifiuti speciali, con costi più alti
ALESSANDRIA: "Un grazie sentito a questo volontario della protezione civile che per prestare aiuto ad Aral durante l'incendio è rimasto intossicato. Oggi sono andato a trovarlo per portargli i saluti e ringraziarlo a nome dell'amministrazione comunale. Grazie Giuseppe Aldo Coscia!"

Con un post su Facebook l'assessore all'ambiente Paolo Borasio ha voluto ringraziare chi, durante l'incendio avvenuto alla discarica di Castelceriolo, ha rischiato la propria salute per salvare l'azienda. Nella giornata di ieri ha però speso parole di stima anche rivolte ai dipendenti: "bisogna riconoscere l'impegno straordinario di tanti dipendenti, che nell'immediatezza dell'incendio, pur senza gli adeguati presidi di sicurezza, hanno dato tutto per aiutare a limitare i danni". 

Venerdì 24 agosto presso la sede dell'Arpa (l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), il direttore Alberto Maffiotti e l'assessore Borasio hanno tenuto un lungo incontro per ritorare sulla vicenda dell'incendio, chiarire i dubbi di tanti cittadini sul funzionamento dei soccorsi, tranquillizzare la cittadinanza in merito alle procedure adottare, spiegare come avvengono i rilievi alla ricerca di agenti inquinanti, e fare anche chiarezza sui prossimi passaggi di questa intricata vicenda: "intanto possiamo confermare che è stato aperto un fascicolo in Procura in merito all'incendio - sottolinea l'assessore Borasio - e faremo tutto il possibile per trovare i responsabili. Ci sono persone che sui social networks hanno accusato il Comune e l'Aral di aver provocato l'incendio, così da 'far posto in discarica' o non doversi più preoccupare per lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di sciocchezze immense, e siamo pronti a denunciare chi ci ha calunniati così. Per l'azienda l'incendio è stato un grave danno. I rifiuti lì contenuti e bruciati sono diventati rifiuti speciali, che andranno stoccati, contestualmente a un intervento di bonifica da parte di Arpa, al costo di 200 euro a tonnellata, rispetto alle cifre 'standard' che vengono pagare per lo smaltimento, che nel caso di rifiuti indifferenziati si aggirano intorno ai 140 euro".

Il danno per l'azienda potrebbe pertanto essere ben superiore al milione di euro, un altro duro colpo per una realtà già in evidente difficoltà. 

Intanto l'occasione dell'incontro con i giornalisti è servita anche per ripercorrere i passaggi legati all'avvio della macchina dei soccorsi durante la notte, e tornare a sottolineare come non si siano corsi reali pericoli per i cittadini, e il giro fatto per allertare di tenere le finestre chiuse e i condizionatori spenti sia stata una precauzione, adottata in alcune zone, più esposte, e in altre no, non per mancanza di attenzione ma perché non esisteva la necessità di farlo. 

Alberto Maffiotti, direttore di Arpa, spiega come siano andate le cose: "le squadre per allertare la popolazione sono partire alle 22.30 circa, vale a dire un'ora e 45 minuti dopo l'avvio dell'incendio. Si tratta di tempi 'tecnici' legati alle procedure che vengono seguite. Dopo l'allarme i Vigili del Fuoco si sono recati sul posto in 15-20 minuti, e immediatamente dopo arriviamo noi, non appena veniamo allertati. Il nostro personale si reca sul posto e inizia i rilievi sulla qualità dell'aria. I tempi per essere operativi, considerando che il nostro personale è in reperibilità, sono di circa un'ora dalla chiamata, spesso riusciamo ad arrivare anche prima". 

"I primi rilievi servono a misurare la concentrazione di sostenze organiche nell'aria, senza poterne ancora valutare il contenuto. Vengono presi campioni d'aria e poi si fanno analizzare, in modo da individuare i diversi componenti, che quando si sviluppa un incendio possono essere molteplici e anche molto pericolosi. In questo caso, essendo bruciati rifiuti indifferenziati, stabilire cosa si sarebbe sviluppato a priori era impossibile, proprio per la varietà delle reazioni chimiche in corso" hanno spiegato i tecnici di Arpa. 

Il secondo aspetto da stimare in tempi brevi è poi quello legato alle previsioni meteo, per capire dove il fumo potrà andare e allertare i cittadini per tempo. "Noi utilizziamo Twitter" - spiegano dall'Arpa - ma servono anche altri canali per raggiungere la popolazione. Tutte le info venivano messe anche sul nostro sito. Se ci fosse stato un pericolo maggiore i passaggi con le auto e i megafoni sarebbero stati ancor più intensi, fino ad arrivare al passaggio casa per casa". 

"L'indicazione di tenere le finistre chiuse è precauzionale, per evitare il più possibile l'esposizione a sostanze che ancora non si conoscono. I pericoli sono sempre dati da un mix di pericolosità dei gas e da tempo dell'esposizione. L'odore da solo non basta a dare indicazioni: ci possono essere sostanze pericolossissime inodore e altre che si percepiscono molto, ma magari sono meno dannose. I filtri dei condizionatori, se questi sono accesi, si possono impregnare delle sostanze, finendo per rilasciarle nelle case anche nei giorni successivi e questo può essere pericoloso, perché allunga i tempi di esposizione". 

"Nessun problema invece per i prodotti degli orti, che possono essere consumati tranquillamente, a patto di lavarli con cura, magari con un po' di bicarbonato". Questo però - sottolineano da Arpa - le verdure non si impregnano dei gas, al massimo si possono formare piccoli strati di polveri, e quelle vanno lavate via. Ma sono più pericolose spesso le sostanze chimiche utilizzare per accendere i fuochi per le grigliate, e che poi si depositano sulla carne". 
25/08/2018

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