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Alessandria

Bus "affollati", corse che saltano e il 35% degli utenti che non paga il biglietto

Questa è la fotografia fatta dal Movimento 5 Stelle al servizio di trasporto pubblico alessandrino a due anni di distaanza dalla gestione privata del servizio di Amag Mobilità. "Corse che saltano, mezzi non idonei al servizio". E poi "un milione di euro di stima di risorse perse per colpa dei 'portoghesi': cosa è stato fatto dall'azienda?"
 ALESSANDRIA - Alessandria è l'unica realtà piemontese ad avere il trasporto pubblico locale gestito da un socio privato di maggioranza: Amag Mobilità. Infatti per l'85% è di Line S.p.A (Gruppo Star) e solo per il 15% del Comune. Dopo i primi due anni di gestione privata è il momento di tirare le somme”. Queste le parole del gruppo consiliare alessandrino del Movimento 5 Stelle che solleva alcune problematiche sul trasporto pubblico alessandrino.

Innanzitutto bisogna constatare come gli utenti, con l'attuale gestione privata, siano stati messi ancora una volta a dura prova: da aprile 2017 l'azienda infatti sospende quotidianamente diverse corse di alcune linee urbane.Un disservizio causato dalla carenza di personale e di mezzi, che arreca un grave danno a migliaia di utenti, che non possono più fare affidamento sul corretto svolgimento di un servizio pubblico. Per molti cittadini quindi è diventato praticamente impossibile programmare i propri spostamenti. Un fatto grave, perché priva gli alessandrini della libertà di circolazione: un diritto costituzionale”. Il movimento 5 Stelle non è stato in silenzio, “ma a nulla sono servite le nostre interpellanze sottoposte all'amministrazione comunale e alla giunta regionale”, dove si chiedevano spiegazioni. Tanto dal vicesindaco di Palazzo Rosso, quanto dalla giunta di Palazzo Lascaris le risposte sono state univoche: “sempre più alta la percentuale di personale in malattia, che non permette con facilità di coprire turni di lavoro e corse”.

Un altro problema è quello della lotta contro i “portoghesi”, ovvero contro coloro che non pagano il biglietto: cosa è stato fatto? Quale strategia aziendale? “In tutta Italia le aziende cercano di mettere in campo strumenti e strategie per combattere l'evasione, attraverso l' installazione di tornelli o intensificando i controlli. Da noi non succede, nonostante il fenomeno sia diffusissimo”. Grazie alla collaborazione degli attivisti pentastellati è stato fatto un piccolo report: la perdita per i mancati introiti si aggira sul milione di euro, con il 35% degli utenti che non paga, per un totale di circa 800 mila corse “scroccate” ogni anno. E come se non bastasse a disincentivare l'utente a comprare il biglietto “sono anche le poche scorte nelle edicole e dai tabaccai di biglietti, che obbligano a girovagare per le rivendite di mezza città per poter usufruire del mezzo pubblico”.

Ma anche i mezzi, non stanno messi meglio. Questo è l'altro punto dolente: l'efficienza dei mezzi. “Con la nuova gestione privata sono stati acquistati una ventina di autobus nuovi e usati. Nonostante ciò, molto spesso succede che i conducenti eseguano il servizio con veicoli non idonei”. Un esempio è l'uso di un pulmino per disabili utilizzato per il trasporto studenti, con molti posti in meno a sedere rispetto alla necessità e di conseguenza la pericolosità per la sicurezza nel viaggio dei ragazzi stessi. Contestazioni agli autisti anche per altri motivi: “non voler passare sui marciapiedi quando la carreggiata è sbarrata da auto in sosta (come si vede nella foto sopra a destra, ndr), scegliendo invece, con cognizione, di far intervenire la Polizia Municipale”.

E poi bus “affollati”, con troppi passeggeri e il rischio quindi per l'incolumità della gente. “Ciò succede quotidianamente – scrive il M5S – soprattutto caricando gli studenti perché i servizi rinforzi-bus previsti per carenza di mezzi non escono dal deposito. Aspettiamo che accada una tragedia per poi piangere?”.

Anche per quanto riguarda la gestione del personale, “l'azienda non ha brillato di competenza” per i pentastellati. “I lavoratori aspettano da 2 anni un contratto integrativo aziendale, da aprile 2017 c'è una riduzione mensile della retribuzione di circa 150 euro mentre i bilanci aziendali sono in attivo”.

Insomma il Movimento 5 Stelle in conclusione chiede ironicamente, “si stava meglio quando si stava peggio?”.
23/03/2019

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