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Alessandria

Bufera nel Pd? Cinque "dimissionari" dalla segreteria cittadina

Sono cinque i membri della segreteria cittadina del Partito Democartico ad aver dato le dimissioni: Barbara Bovone, Rossella Procopio, Erik Barone, Luisella Quarati e Paolo Bianchi. Da parte degli altri membri Pd del Consiglio comunale arriva la richiesta di convocare un'assemblea cittadina "per la necessaria discussione e verifica del mandato congressuale"
 ALESSANDRIA - E' bufera in casa Pd? Sicuramente qualche posizione contrastante c'è, tanto da aver portato alcuni membri della segreteria cittadina a dare le proprie dimissioni in contrasto con la richiesta del segretario provinciale Massimo Brina, di fare un “sondaggio” sull'operato della giunta di Rita Rossa.
“Quando nel 2012 abbiamo vinto le elezioni ed è stata eletta Rita Rossa sindaco di Alessandria noi, gruppo dirigente del Pd abbiamo assunto un impegno, grande, che andava - e continua ad andare - al di la di quello che ognuno di noi singolarmente avrebbe potuto o potrà fare”. Questo è l'incipit della lettera che Barbara Bovone, Rossella Procopio, Erik Barone (tre consiglieri comunali nelle file del Partito Democratico), Luisella Quarati e Paolo Bianchi hanno scritto a Massimo Brina per fare chiarezza e spiegare le motivazioni alla base della loro scelta dimissionaria.

“Gli elettori ci hanno votato per rinnovare e amministrare bene, per guidare la nostra comunità e la nostra città verso la modernità, per affrontare le questioni che da più di vent’anni si trascinavano, per uscire da quell’ombra che spinge, ancora adesso molti interlocutori della politica e dei media, a cercare la luce solo nel passato e mai nel futuro. Nell’amministrazione, il Partito Democratico che con 14 consiglieri sui 19 della maggioranza la guida, si è assunto un peso enorme, accollandosi scelte difficili che si sono misurate con normative contraddittorie e processi di riforma degli enti locali e della pubblica amministrazione ancora incompleti. Adesso iniziamo a vedere qualche buon risultato, che non ha ancora la visibilità meritata, e che possiamo, per citarne qualcuno a solo titolo esemplificativo e non esaustivo, indicare nel: risanamento economico-finanziario del Comune; nella riorganizzazione delle partecipate; nella garanzia nel mantenimento dei servizi e tutela e mantenimento di posti di lavoro e in ultimo nella bonifica del Teatro e sua riapertura” proseguono i membri dimissionari.

“Sappiamo che non basta. Sentiamo il perdurare degli effetti di una crisi sociale, di una sfiducia nella politica, mai così forte nel paese, e di una percezione ancora debole dei risultati che l’azione riformista del Governo Renzi ha messo in moto, ma non capiamo l’assenza del partito. L’orizzonte che abbiamo messo in campo in questi anni - il pensiero che ci guida - ovvero quello di immaginare Alessandria nella sua dimensione europea come un’altra città francese, spagnola o tedesca di uguale dimensioni, snella ed efficiente nella sua organizzazione, nell’erogazione dei servizi, nella capacita di essere comunità attrattiva, richiede uno sforzo culturale e politico”.

“E’ chiaro quindi che l’assenza di sostegno all’amministrazione e di azione del partito, compreso quello di rivendicare almeno un risultato ( non un manifesto ), stride non solo su quello che avremmo dovuto almeno fare quotidianamente o che dovremmo mettere in campo nei prossimi dodici mesi, ma soprattutto con la continua discussione sul tema del sondaggio e delle possibili primarie”. Così i cinque dimissionari precisano: “se è chiaro che nessuno potrà sottrarsi al giudizio e alle responsabilità, è altrettanto chiaro che il partito farà le sue riflessioni su come affrontare la prossima scadenza elettorale del 2017 quando sarà tempo con gli strumenti e i modi che riterrà opportuno, peraltro, come già stabilito più di quindici mesi fa, nessuno, ripetiamo nessuno, verrà meno alle proprie responsabilità”.

“Ma allora Massimo (Brina) – si legge nella lettera - per quanto tempo è sostenibile che il partito stia zitto e non risponda mai agli attacchi di leader del passato o ex Pd, o agli articoli falsi, tendenziosi e rancorosi di qualche scribacchino della prima repubblica che attacca quotidianamente i nostri amministratori? Anzi a volte l’impressione è che siano “quasi interlocutori” del circolo Pd di Alessandria. Dopo più di sei mesi di lavoro per cercare di rimettere il partito cittadino e la tua guida nelle condizioni di poter esercitare quel ruolo che ti è stato assegnato con il mandato congressuale e nell’assenza di iniziativa, ti presentiamo le nostre dimissioni dalla segreteria cittadina, con la speranza che il chiarimento necessario possa essere utile a tutti noi per riaffermare e sostenere l’amministrazione di centrosinistra e rilanciare l’azione del Partito Democratico cittadino”.

Così, nell'apprendere le ragioni delle dimissioni dei cinque membri della segreteria, altri esponenti del partito, tutti seduti tra le file del Pd in Consiglio comunale – Paolo Berta, Filippo Zaio, Roberto Massaro, Daniele Coloris, Nicola Savi, Giuseppe Carniglia, Francesco Di Salvo e Maria Luigia Maino – chiedono la convocazione dell’assemblea cittadina “per la necessaria discussione e verifica del mandato congressuale”.

25/05/2016

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