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Alessandria

Atm si annota le targhe delle auto "per evitare sanzioni improvvide"

L'interpellanza del presidente Fabbio era chiara: "perché si usa segnarsi le targhe di alcune auto parcheggiate sulle strisce blu? C'è una tutela per il nominativo dell'utente?". La risposta arriva dall'Atm per bocca dell'assessore Ferralasco. "Si annotano per dare il tempo di fare il biglietto o comprare il voucher prima di fare multe"
 ALESSANDRIA - Poteva sembrare un “meccanismo” un po' strano e insolito. Ma nella realtà non è così “ed è sempre stato fatto”. Questa è solo una piccola premessa nella risposta che l'Atm ha fornito – per bocca dell'assessore Marcello Ferralasco – al presidente Pdl, Piercarlo Fabbio che aveva interpellato l'amministrazione comunale sugli “ausiliari del traffico che si segnano le targhe di alcune auto parcheggiate sulle strisce blu, ovvero quelle a tariffazione”. L'ex sindaco chiedeva se “fosse prevista l'adeguata tutela di protezione tra il numero della targa e il nominativo del proprietario”.

Un meccanismo da sempre utilizzato, ma che l'azienda di Trasporto pubblico urbano ha sistematizzato con appositi moduli nelle mani di coloro che hanno il compito di “sanzionare” se non si espone un biglietto che comprovi il pagamento del parcheggio a tariffazione. Come funziona? “Per dare il tempo al proprietario del mezzo di andare a procurarsi il biglietto, si annotano le prime due lettere e i tre numeri della targa (quindi non per intero) il colore e il modello della macchina e si ripassa a controllare dopo 10-15 minuti”. Insomma la volontà – come è stata spiegata dall'assessore Ferralasco – è quella di evitare “sanzioni improvvide”. Il meccanismo prevede comunque solo 5 caratteri (su 7) della targa il che non rende immediatamente ricollegabile il veicolo ad un nominativo/identificativo della persona: “questo ci è stato confermato anche dall'avvocatura comunale alla quale è stato chiesto un parere” ha aggiunto l'assessore.

Soddisfazione dell'interpellante che però aggiunge a discapito di ogni equivoco: “sarebbe bene avere la certezza che questi moduli comunque vengano eliminati, oppure vengano posti sotto la responsabilità e il controllo di un sistema o di una persona che ne tuteli la privacy”.
25/04/2015

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