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Alessandria

Aral: dopo l'attacco del Pd, i chiarimenti dell'assessore Borasio. "Perché dovrei vergognarmi?"

Un botta e risposta sulla questione Aral partito da un comunicato del Partito Democratico e seguito da un "attacco personale" verso il coinvolgimento in tutta la partita della filiera rifiuti dell'attuale assessore all'Ambiente del Comune di Alessandria, Paolo Borasio. Che non ci sta e chiarisce punto per punto agli attacchi, giustificando il post che ricordava al centrosinistra "come è stata lasciata l'azienda"
ALESSANDRIA - Se vogliamo condividere “una battaglia insieme” non nascondiamoci dietro ad illazioni che non portano a nulla se non a cercare di screditare la mia immagine con l’unico risultato di mettere in difficoltà la loro. Io sono sempre stato disponibile ed aperto al dialogo: lasciate che io possa continuare a farlo”. Sono le parole con cui l'assessore all'Ambiente del Comune di Alessandria Paolo Borasio conclude il comunicato di "risposta" e chiarimento agli attacchi (personali) arrivati dal Partito Democratico alessandrino sulla partita Aral.

Il botta e risposta tra i due sulla questione che da mesi ormai vede coinvolta l'azienda di smaltimento rifiuti sembra aver preso la piega delle "recriminazioni" a chi ha fatto "meglio o peggio".Il primo comunicato stampa del partito di centrosinistra criticava la figura "fantasma" dell'amministratore di Aral, il prefetto Giacchetti, durante queste ultime settimane in cui la discarica di Castelceriolo è stata interessata da incendi importanti.

A questo è seguito un "commento" su Facebook dell'assessore Borasio, che ha implicitamente chiesto "onestà intellettuale" al Pd, per come "è stata lasciata l'azienda", facendo riferimento alle precedenti gestioni amministrative.

Ad inizio settimana il nuovo contro-attacco del Partito Democratico che questa volta è sceso sul personale definendo la figura dell'assessore "co-protagonista dell'indicibile passato di Aral".
Da qui la scelta di chiarire punto per punto da parte di Borasio, analizzando sia il proprio passato (da sindaco di Castelletto, da membro di Forza Italia e anche da avvocato di comuni creditori come Solero e Quargnento), ma anche analizzando la gestione precedente al prefetto Giacchetti, da cui tante successive vicende sono dipese.

Ecco quindi "L’ABBANDONO DI ARAL: parte III°", risposta dell'assessore Borasio.

“Ho letto con attenzione i due comunicati del Partito Democratico che riguardano la vicenda di ARAL e vi ho trovato diversi spunti di riflessione che intendo sottoporre agli Alessandrini. Preliminarmente vorrei soffermarmi sui toni decisamente molto duri e sull’utilizzo della parola “vergogna” che io non ho utilizzato nel mio post su Facebook e che invece viene usata nei miei confronti. Pazienza. Io continuerò ad usare il tono che mi appartiene e a non scadere in affermazioni fuori luogo che potrebbero qualificare negativamente il mio scrivere. A chi usa toni o parole che incoraggerebbero una risposta altrettanto dura io rispondo con i fatti.

Capitolo dr. Giacchetti.
Il PD definisce l’ex Prefetto, indicato dal Ministero degli Interni e proposto dall’allora Prefetto dott.ssa Romilda Tafuri come amministratore unico di ARAL, “un fantasma, un’ombra che si è portata a casa un discreto stipendio accumulato con la pensione da dirigente dello Stato”. Chissà che ne direbbe la dott.ssa Tafuri di un tale commento. E chissà cosa ne dirà il Dr. Giacchetti stesso. Persona integerrima, di ineccepibile moralità, squisitamente disponibile: l’uomo della legalità.
Ciò che ci voleva per ARAL dopo l’avvio del procedimento penale radicato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia relativa al traffico illecito di rifiuti.
Eh si perché ai cari amici del PD, vorrei ricordare che il Giudice dott.ssa Alessandra Sabatucci, vista la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero di applicazione di misure di interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività ex art. 9 D. lgs. 231/01 a carico di ARAL per due anni, la respingeva con provvedimento in data 27.12.17, così motivandola: “[…] inoltre, giova segnalare che, a seguito dell’indagine per cui è procedimento, il precedente amministratore Fulvio Delucchi, ha rassegnato le proprie dimissioni ed è stato nominato quale nuovo amministratore unico l’ex prefetto Alessandro Giacchetti. Tale nomina, manifestando una ferma cesura rispetto a pregresse condotte illecite, consente di escludere allo stato il pericolo di reiterazione dei reati per cui si procede. […]”.
Non solo.  Il dott. Giacchetti, nella qualità di legale rappresentante pro-tempore di ARAL si potrebbe trovare coinvolto in grane giudiziarie per violazioni di cui non è responsabile in quanto, chi ha dato ordine di commetterle, non era più amministratore di ARAL ai tempi della contestazione.
Infatti, come è ormai tristemente noto, sono stati conferiti rifiuti oltre soglia nella discarica di Solero e, pur essendo stato l’illecito commesso nel periodo antecedente alla “gestione” Giacchetti, il provvedimento della Provincia è stato notificato a quest’ultimo; se ARAL non realizzerà la settima vasca nella discarica di Solero entro dicembre, per il dott. Giacchetti si apriranno, obtorto collo, le porte del Tribunale di Alessandria.
Insomma, una persona dalla moralità ineccepibile coinvolto in procedimenti per cui deve ringraziare altri.
Inoltre ha dovuto occuparsi di smaltire tonnellate e tonnellate di rifiuti stoccati illecitamente negli impianti di ARAL, gestire tanti creditori la gran parte dei quali non ha proceduto giudizialmente nei confronti di ARAL per il fatto di sapere che alla guida della società vi era una persona di siffatte qualità che dava ampie garanzie. Quanto sopra ha permesso ad ARAL di accedere alla procedura di concordato preventivo in continuità salvaguardando il lavoro dei dipendenti della società.
Ma tutto questo non basta a giustificare la sua nomina. Per il PD la sua poca presenza in ARAL nel periodo degli incendi è condizione sufficiente per ritenerlo un’ombra.

Capitolo assessore Paolo Borasio.
Dunque, nell’ordine:
Sarei nervoso per l’indicibile passato di ARAL di cui sarei co-protagonista perché:
1) ho contribuito al “massacro” di ARAL attraverso le azioni folli dell’Amministrazione Comunale di Alessandria nel periodo 2007 – 2012 in quanto sono rimasto in silenzio pur non facendo parte della stessa, ma per il semplice fatto di essere un tesserato di Forza Italia;
2) ho votato come Sindaco di Castelletto Monferrato la governance di ARAL che avrebbe portato la società in condizioni di forte indebitamento nel 2013-14;
3) ero il legale dei Comuni di Solero e Quargnento.
Se non l’avessi letto per davvero, non avrei potuto crederci.
Evidentemente da tesserato di Forza Italia avrei potuto condizionare le scelte intere di un’Amministrazione di cui non facevo parte… che potere enorme avevo… e non me ne sono mai reso conto. Peccato! A saperlo prima…. Poi quale sarebbe stato il massacro di ARAL condotto dall’Amministrazione Comunale di Alessandria nel periodo 2007-12? Qualcuno me lo spiegherà.

Ho votato la governance di ARAL come Sindaco di Castelletto insieme a tanti Sindaci di diversi schieramenti politici per ben due volte: una prima nel 2008 (23 voti favorevoli e 5 astenuti) ed una seconda nel 2011 (unanimità)… Come se il PD non sapesse che le nomine vengono concordate prima e, in base ad un gentleman agreement tra Sindaci, tutti votano i soggetti indicati o al massimo si astengono. Misteri della fede. La rilevanza che può avere il fatto di essere il legale di Solero e Quargnento è ignota… però servirebbe a connotare il mio indicibile passato da co-protagonista di Aral (SIC!).

Inoltre dovrei vergognarmi. Parole forti, aspre, chiaramente offensive che io non ho mai usato checché sostengano gli amici piddini; ma si sa… la migliore difesa è l’attacco. Perché dovrei? A loro dire “perché il ritiro dell’organico sospeso più volte in questa calda e puzzolente estate, non ha nulla a che vedere con gli incendi che si sono scatenati in Aral visto che l’area coinvolta è quella degli ingombranti e che l’organico da raccolta differenziata viaggia su direttrici che coinvolgono marginalmente l’impianto di Castelceriolo. E’ la filiera che non funziona”. E la responsabilità è mia.” Un suggerimento: che si informino meglio!

L’organico da raccolta differenziata viaggia attraverso ARAL per giungere ad SRT a Novi in base prima all’ordinanza della Provincia datata 08.05 u.s. e successivamente per una convenzione in essere tra ARAL ed SRT. La raccolta dell’organico è stata sospesa da AMAG Ambiente perché si è rotto un macchinario nell’impianto di SRT che non poteva quindi più ricevere i rifiuti da ARAL: non perché non funziona la filiera.
Da quando si è insediata questa Amministrazione si è cercato in tutti i modi di porre rimedio ad una situazione pessima di raccolta dei rifiuti ereditata dalla precedente amministrazione.
Vi erano quantitativi enormi di rifiuti collocati fuori cassonetto ed AMAG Ambiente ha creato tre squadre che lavorano tutto il giorno per raccoglierli.
Si può fare di più? Certamente e non mi nascondo: abbiamo pensato all’idea di fondere ARAL in AMAG Ambiente e successivamente mettere in vendita la minoranza delle azioni della società risultante dalla fusione per cercare sul mercato un socio gestore: questo già succede in tanti comuni italiani dove la raccolta funziona bene: ci vorrà del tempo ma sono convinto che arriveremo a dei buoni risultati.

Capitolo gestione ARAL durante la Presidenza Delucchi
Del conferimento oltre quota nella discarica di Solero ai tempi di Delucchi abbiamo già detto.
Del fatto che il CDA da lui presieduto non avesse approvato lo schema organizzativo previsto dal D. Lgs. 231/01 no. Nel caso ARAL fosse condannata (la società è anch’essa indagata) in esito al procedimento penale n. 25594/14 R.G.N.R. radicato presso il Tribunale di Brescia, sarà esposta, quindi, al pagamento delle sanzioni pecuniarie (da euro 25.800,00 ad Euro 1.549.000,00) ed interdittive previste dal D. Lgs. 231/01.

Ma vorrei aprire una piccola, ma significativa, parentesi sul bilancio 2014 di ARAL che sarebbe stato disastroso (ed in effetti si è chiuso con una perdita di Euro 2.605.751,00) per colpa della gestione del CDA nominato nel 2011 all’unanimità dai tutti i sindaci di ARAL ancora quando il Comune di Alessandria era amministrato dalla Giunta Fabbio. Quel bilancio chiuse in perdita (e nel 2015 ARAL ricapitalizzò) soprattutto per un motivo: perché il magazzino chiuse l’anno 2014 con un incremento di costi pari ad Euro 2.580.000,00 rispetto all’anno prima non compensati da altrettante entrate.
Ma chiariamo bene cosa significa magazzino. Significa che a fine 2014 erano ancora stoccati nei capannoni di ARAL rifiuti il cui costo per lo smaltimento era pari all’importo predetto. Quindi qualcuno aveva sottoscritto contratti per far arrivare un sacco di rifiuti da far trattare e successivamente smaltire da ARAL (immagino lo stesso Direttore Generale Bocchio o chi per esso), ma tale processo non si è completato perché le discariche erano piene. Errore di quell’amministrazione di ARAL? immagino di si.

Però vi ricordate che cosa successe appena si insediò il CDA presieduto da Delucchi a ottobre 2014? Che quei contratti non solo furono confermati ma addirittura aumentati nei quantitativi (o sottoscritti altri).
Per conferma chiedere al Geom. Cermelli o consultare i documenti presenti in ARAL. Ed i fatti per cui indaga la Procura di Brescia partono dal gennaio 2015. Nel 2017, quando a luglio la Procura di Brescia notificò gli avvisi di garanzia a tutti gli indagati nel procedimento per traffico illecito di rifiuti, trovò diversi capannoni in ARAL stracolmi. Durante l’assemblea di ARAL svoltasi il 30.07.17, che il PD ricorda unicamente nel suo comunicato perché i sindaci dei piccoli comuni non sarebbero stati favorevoli all’amministratore unico, a precisa domanda, il Geom. Cermelli di ARAL così rispose: “[…] per quanto riguarda il discorso dei rifiuti che sono aumentati, di cui mi diceva il sindaco di Valenza, parlavano di rifiuti speciali. Cioè i rifiuti che arrivavano da Roma, da Napoli, da Firenze etc. sono rifiuti speciali, in 7 mesi abbiamo raggiunto 64.000 tonnellate con un’autorizzazione annua che dice 65.000 tonnellate. In 7 mesi li abbiamo raggiunti. Per cui è questo il problema: abbiamo preso troppa roba di questi rifiuti […]”.
A quel punto io chiesi a Cermelli: “Perché abbiamo deciso di prendere tutti quei rifiuti speciali se non c’era l’autorizzazione?” e Cermelli rispose: “Quella è una domanda che non dovete fare a me. Li abbiamo presi perché c’erano degli ordini superiori”. Ma su questi fatti indaga la Procura di Brescia ed il relativo Tribunale deciderà chi e se qualcuno ha commesso degli illeciti penali.

Ma che ARAL sia stata bene amministrata non mi pare proprio, basta disaminare le carte ed i bilanci e la mancata adozione del modello organizzativo summenzionato.
Allora, quando nel mio post ho sostenuto che bisogna avere onestà intellettuale ed oggettività, proprio a questo mi riferivo. Da quando mi occupo di ARAL (circa un anno) è successo di tutto e di più.
E quello che ho sopra descritto è una parte di quello che ARAL ha vissuto in quest’anno e che io ho condiviso prestando tutto il mio aiuto e sostegno.

Da parte del PD però mi aspetto aiuto e sostegno non attacchi personali a me o all’ex Prefetto Giacchetti.
Se vogliamo condividere “una battaglia insieme” non nascondiamoci dietro ad illazioni che non portano a nulla se non a cercare di screditare la mia immagine con l’unico risultato di mettere in difficoltà la loro. Io sono sempre stato disponibile ed aperto al dialogo: lasciate che io possa continuare a farlo”.



 
29/08/2018

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