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Ovada

San Rocco: tradizione e novità per lo storico presepe

In origine il presepe aveva una superficie di circa 27 metri quadrati; con il trascorrere degli anni si arricchì di personaggi e di particolari, fino a raggiungere i 45 metri quadrati. Il presepe è ricco di oltre cento statue, per la maggior parte eseguite tra il 1898 e il 1905 da don Vincenzo Grillo e GB Barisione.

OVADA - Il Presepe di San Rocco rappresenta la tradizione che continua con qualche novità. Apertura al pubblico da Natale fino alla seconda domenica di gennaio dalle ore 14,30 alle ore 18 e nei giorni festivi e prefestivi. La tradizione colloca storicamente il presepe nel lontano1898. I primi ideatori si affidarono alla famiglia Brilla di Savona, ricevendo i consigli e la collaborazione di un figlio del famoso scultore Antonio Brilla (1813-1890). Il Corriere delle Valli Stura e Orba ne parlava l’8 Gennaio 1899: «Un bel presepe che merita proprio di essere visto, allestito per lodevole iniziativa del simpatico Don Grillo Vincenzo e del nipote Gio Batta [Barisione]”

In origine il presepe aveva una superficie di circa 27 metri quadrati; con il trascorrere degli anni si arricchì di personaggi e di particolari, fino a raggiungere i 45 metri quadrati. Il presepe è ricco di oltre cento statue, per la maggior parte eseguite tra il 1898 e il 1905 da don Vincenzo Grillo e GB Barisione, i quali le modellarono utilizzando terra cruda proveniente dalla zona montuosa della Caiella. Le rimanenti statue, ad eccezione dei falegnami in legno, sono di terracotta. Don Grillo e il nipote Barisione hanno costruito anche la maggior parte delle case. La capanna di Gesù Bambino è la medesima che venne utilizzata nel 1898, la capanna dei ciabattini risale all’anno successivo ed entrambe hanno mantenuto la loro forma originaria, il laboratorio dei falegnami è del 1903. Il movimento della falegnameria è stato realizzato nel 1935 da Vincenzo Fortunato e Giuseppe Barisione e tutt'oggi è ancora dotato dei meccanismi originari; solo la forza motrice, che originariamente consisteva in una carica a molla, si basa ora su motore elettrico. Il fondale del 1960 (cm 200x500) è opera del pittore ovadese Franco Resecco. L’impianto luci è stato totalmente rifatto con l’aggiunta di effetti luminosi riproducenti il giorno e la notte.

Il presepe dalle origini è stato quindi allestito dalla famiglia Barisione fino al 2008, quando è stato smontato per consentire i lavori di ripristino della chiesetta danneggiata dal sisma del 2003. Dal Natale 2015 alcuni volontari si sono impegnati a far rivivere l’antica emozione che aveva allietato i loro Natali da bambini. Da pochi metri, il presepe è tornato a fare bella mostra di sé nell’ampiezza originale di 45 metri quadri, quasi tutta l’unica navata della Chiesa.

 

24/12/2017

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