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Salute

Uso e abuso dei videogiochi nel bambino e nell’adolescente: cosa fare come genitori?

Un uso corretto può avere degli effetti positivi, come stimolare le abilità manuali, di percezione e di coordinazione visuo-motoria e favorire lo sviluppo dell’abilità di prendere rapidamente delle decisioni e di gestire gli obiettivi. Ma un’esposizione eccessiva ai videogiochi in casi estremi può diventare una vera e propria dipendenza
SALUTE - Con l’avvento di Internet e delle nuove tecnologie informatiche, il gioco ha assunto nuove forme attraverso l’uso sempre più diffuso dei videogiochi. Ma il videogioco è buono o cattivo? Dipende dall’uso che se ne fa e dal tempo che vi si dedica. Un uso corretto può avere degli effetti positivi, come stimolare le abilità manuali, di percezione e di coordinazione visuo-motoria e favorire lo sviluppo dell’abilità di prendere rapidamente delle decisioni e di gestire gli obiettivi. Attenzione, però, ai rischi relativi ad un’esposizione eccessiva ai videogiochi, che in casi estremi può diventare una vera e propria dipendenza capace di influire negativamente sulle capacità relazionali del minore e sulla sua salute psicofisica. Il videogioco è un'attività che allontana dalle preoccupazioni o dalle frustrazioni quotidiane, crea emozioni che non si riescono a provare nella realtà quotidiana. La realtà virtuale creata dal videogioco permette di raggiungere e ottenere tutto ciò che la realtà quotidiana non permette di fare così facilmente e rapidamente. Dopo un po' senza questo stato di benessere si sta male (dipendenza), e per ricrearlo occorrono dosi sempre maggiori (assuefazione) di videogioco. Si ha quindi il bisogno di giocare sempre più a lungo, o con giochi sempre più emozionanti, con effetti grafici sempre più accattivanti e situazioni sempre più incredibili.

Possibili campanelli d’allarme di un abuso o di una vera e propria dipendenza sono:
  • tendenza a dedicare molto tempo a videogiocare se non gli viene  impedito, trascurando tutte le altre attività;
  • quando può scegliere, preferisce videogiocare piuttosto che passare il tempo con gli amici;
  • mostra una caduta nel rendimento scolastico e un ritiro dalle altre attività sociali;
  • gioca di nascosto;
  • tende ad essere apatico o irascibile quando non può giocare;
  • si arrabbia quando lo si interrompe mentre gioca, o quando gli si impedisce di giocare;
  • pensieri e le fantasie sono focalizzati sul gioco, anche quando svolge altre attività;
  • cerca di procurarsi videogiochi sempre nuovi, o insiste perché glieli comprino;
  • presenta alterazioni del sonno, dell’alimentazione, nell’igiene personale.
Come educare allora il minore ad un uso più equilibrato dei videogiochi?
  1. Innanzi tutto fare in modo che i videogiochi non occupino tutto il tempo libero del ragazzino, ma incoraggiare il più possibile attività alternative che comportino movimento o interazione con altri bambini o ragazzi. In questo modo si prevengono i problemi legati sia alla sedentarietà sia all’isolamento sociale.
  2. Vanno posti dei limiti di tempo. Al massimo due ore al giorno ma non tutti i giorni. Meglio lasciarli giocare un'ora in più ogni tanto, ma fare in modo che giocare non diventi un'abitudine quotidiana, per evitare che l'abitudine si trasformi poi in necessità.
  3. Sono necessarie delle brevi pause se la sessione di gioco si protrae a lungo.
  4. Subordinare sempre l’uso dei videogiochi alle attività fondamentali della giornata, quali dormire, mangiare, lavarsi, studiare.
  5. Evitate di mettere Tv, console o computer nella camera dei ragazzi, che potrebbero utilizzarli all’insaputa dei genitori
  6. Potrebbe essere utile spiegare con chiarezza al minore cos'è la dipendenza da videogiochi e cosa può comportare.
Se il minore presenta alcuni dei campanelli d’allarme sopra indicati è probabile che stia già sviluppando una dipendenza e allora queste misure preventive potrebbero non essere più sufficienti e potrebbe essere necessaria la consulenza psicologa di un esperto per valutare il livello, le cause e i comportamenti che contribuiscono in qualche modo a mantenere la dipendenza e programmare l’intervento clinico o psico-educativo più idoneo.

Dott.ssa Lorena Boscaro
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio FisicALmente, Alessandria
lorena.boscaro@virgilio.it
fisicalmente@gmail.com
10/11/2018

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