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La pecora nera

Trova le differenze…

L’altro giorno un messaggio pubblicato su facebook da un amico “inquieto” mi ha fatto paragonare inevitabilmente le due sponde politiche di questa povera Italia allo sbando. Un Paese alla deriva, senza governo, fino a qualche giorno fa senza Papa e senza capo della Polizia, ma i media sono troppo impegnati sulle diatribe politiche e sul Conclave per dirci come sta Manganelli

LA PECORA NERA - L’altro giorno un messaggio pubblicato su facebook da un amico “inquieto” mi ha fatto paragonare inevitabilmente le due sponde politiche di questa povera Italia allo sbando.
Un Paese alla deriva, senza governo, fino a qualche giorno fa senza Papa e senza capo della Polizia, ma i media sono troppo impegnati sulle diatribe politiche e sul Conclave per dirci come sta Manganelli.
Tornando sull’argomento, il post riportava un twitt di Enrico Mentana che diceva:
tra un consulto ed un raduno il pdl dovrebbe, forse,  cominciare a porsi  il problema di trovare il Renzi di destra”.
Spero che Mentana consideri il pdl di destra solo perché in Parlamento siede lì, perché penso che le politiche conservatrici, liberali e nazionalistiche che dovrebbero ispirare un partito di destra siano ben lontane dal promuovere l’attività di questo partito.
Basta vedere quanto poco di liberale o nazionalistico è stato fatto durante il governo Berlusconi (motivo per cui tanti hanno deciso di non militare più in questo partito), per comprendere facilmente che il pdl è tutto fuorchè un partito di destra.
Visto l’esito delle ultime elezioni il pdl è di Silvio, perché se c’è lui si vince, altrimenti no.
Per questo non condanno tutti i parlamentari che sono andati a protestare davanti alla Procura di Milano, perché in fondo difendevano il loro posto di lavoro, che senza Silvio non avrebbero. Scilipoti e Razzi chi li avrebbe più ricandidati, se non Silvio?
Difficile quindi immaginare che al pdl possa servire un Renzi, che nel pd sta rompendo le scatole alla grande.
Basta pensare al putiferio generato nei giorni scorsi :il sindaco di Firenze si è fatto dare i dati sui costi della macchina burocratica del Pd, anche per valutare la sostenibilità della sua proposta di abolire i rimborsi elettorali, ma il resoconto è stato subito ripreso dal Corriere della Sera e dal Sole24Ore, creando imbarazzo e nervosismo.
Delle tante che se ne leggono, una su tutte: i seimila euro netti dati ogni mese alla direttrice di Youdem, Chiara Geloni, che per metterci una pezza ha fatto ancora più danno, dichiarando che il suo stipendio è in media con quello di altri giornalisti.
Non vi dico nemmeno quello che le hanno risposto “gli altri giornalisti”, spesso precari o freelance e con stipendi che quella somma la vedono come netto annuo.
Certo il pd riesce a farsi male anche da solo, visto che ci sono parlamentari come Paola De Micheli, che a Piazza Pulita ha dichiarato che solo 2.500 euro netti al mese non sono sufficienti.
Gli insulti in rete all’indirizzo della parlamentare si sprecano e mi chiedo che scusa troverà la deputata piacentina, se i “pentastellati” riusciranno nell’impresa di vivere con SOLI 2.500 euro.
Tornando a Renzi, voi uno del pdl a fare tutto ‘sto casino ce lo vedete?
Gli unici candidati al ruolo di contestatori erano la Meloni, che ha fondato un partito, ma s’è ben guardata dall’andare da sola alle elezioni, ed il Sindaco di Pavia.
In pratica dei “ribelli moderati” che contestano il partito e non Silvio, ma a quanto sembra l’operazione di marketing non è piaciuta agli elettori; del resto che senso ha farsi un partito e restare sotto l’egida di Silvio?
Sembrava più una sorta di “vediamo se abboccano” per contenere il malcontento piuttosto che una seria scommessa politica.
Più furbo il formattatore: chiamato ad Arcore, s’è prontamente defilato e dei rottamatori pidiellini nessuno ha più sentito parlare.
Pensare che volevano ripulire il partito, gridando ai quattro venti che volevano stabilire nuove regole… PUFF! Spariti tutti!
Caro Mentana, il totale sbando in cui versano i coordinamenti pidiellini a tutti i livelli (cittadini, provinciali e regionali) evidenzia che qui non serve un Renzi, ma un miracolo! 

14/03/2013
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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