
Pochi ma buoni, ho pensato. I politici ridotti all’osso e con presenze complessivamente di livello. Qualche tecnico di riconosciuto valore. Nessun esponente della precedente amministrazione di sinistra. Insomma, una partenza con il piede giusto, tanto da suscitare commenti affatto negativi da più di qualcuno tra coloro che non hanno in simpatia il primo cittadino.
Ma avevo rimosso la naturale propensione della sinistra all’autolesionismo. Anzi, al “tafazzismo” più sfrenato che prevede l’auto fustigazione delle pudenda, arte nella quale la gauche italienne non ha rivali.
Ricordate il secondo governo Prodi (o “prodino”, copyright Bertinotti), quando i leader di ogni minuscola formazione facevano a gara a sparare contro questo o quel provvedimento dell’esecutivo prima ancora che venisse portato in Consiglio dei Ministri, solo per avere il titolo sul giornale? Ovviamente ricorderete anche la fine, anticipata e traumatica, del governo che ne seguì.
Detto fatto, ecco che anche ad Alessandria, passata la festa, qualche giorno fa, un capolista di partito escluso dalla nuova giunta, parlando con un navigato interlocutore il quale, da vecchio sornione, lo provocava sul mancato incarico, rispondeva “Ah, io sto all’opposizione”. “Va beh”, pensavo tra me “Vox clamantis in deserto”.
Ma poi, ieri sera, leggo la dichiarazione di SEL dalla penna del suo coordinatore locale che ammonisce “Auguriamo tutti a RITA ROSSA (non si capisce perché tutto in maiuscolo, nota mia) e alla sua nuova giunta il massimo successo per il bene di Alessandria convinti di avere fatto la cosa giusta a “bonificare” Palazzo Rosso dalla banda Fabbio.
Ma il “senso di responsabilità” per cui RITA ringrazia SEL assieme a IDV valeva per una giunta ristretta a pochi elementi, per dare un segnale alla città. Invece (…udite udite…sempre nota mia) il numero degli assessori si è allargato da un giorno all’altro, senza alcuna condivisione, in tutto il percorso, con la delegazione di SEL”.
Ora, capisco che pure un partito che rappresenta in città il 2% abbia tutto il diritto di dire la sua sull’amministrazione che sostiene, anche se il comunicato precisa che non sarebbe un problema di posti o cadreghe che dir si voglia (ma qualche dubbio, all’ignaro lettore rimane), mentre interessa la “condivisione dei percorsi” .
Ah, i famosi percorsi…tanto cari alla politica d’antan, veri e propri pezzi vintage, come si usa dire nel linguaggio corrente, da mettere possibilmente in bacheca assieme alle convergenze parallele, i preamboli, gli equilibri avanzati e gli opposti estremismi.
Come se non bastasse, tra l’altro, e purtroppo, correrebbero voci che alcune esclusioni abbiano creato malumori ad alcuni piani alti e particolarmente autorevoli della politica e non solo.
Orbene, tutto ciò premesso, temo che chi ha votato l’attuale amministrazione si chiederà perché tali contestazioni invece di essere sollevate pubblicamente, visto che attengono gli equilibri interni, non siano affrontanti, senza tanto clamore e senza dare da subito l’idea della solita armata Brancaleone divisa e ingovernabile, in colloqui riservati con il Sindaco ed eventualmente con le altre forze della coalizione che lo sostengono.
Forse che queste beghe da pollaio (assicuro che tale è la lettura prevalente) aggiungano qualcosa alla trasparenza ed al dovere di rendicontazione nei confronti degli elettori? Forse che questi ultimi si sentirebbero più rasserenati nel sapere che i “percorsi” invocati sono stati effettivamente battuti? Personalmente penso di no. L’unico risultato che ottengono è di far ridere chi aspetta la nuova amministrazione al varco da destra (PdL e Lega) a manca (M5S) – pare già di sentirli ghignare – e di sollevare del legittimo fastidio a chi invece la sostiene.
Dunque una domanda si impone a capi, capetti e capponi (manzonianamente intesi) del centrosinistra. Dato che l’amministrazione avrà comunque le sue belle gatte da pelare, soprattutto a causa dello stato disastroso delle casse comunali, volete aiutarla a governare o preferite disseminare da subito la strada di pietre d’inciampo cosicché il suo “percorso” diventi un vero e proprio percorso ad ostacoli?
A voi la scelta!
[Dal blog
appuntialessandrini.wordpress.com]