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La pecora nera

Sulla linea Alessandria-Mortara-Milano anche Caronte suderebbe!

Mentre si parla di Grexit e di bolla cinese, la calura estiva si fa sempre più pressante. Così al posto di parlare dei migranti che continuano ad arrivare in Italia (a proposito alcuni poveracci sono ancora sugli scogli di Ventimiglia, lo sapevate?), sui giornali leggi solo di economisti, di meteorologi e di qualche folle che col caldo perde la testa

LA PECORA NERA - Mentre si parla di Grexit e di bolla cinese, la calura estiva si fa sempre più pressante.
Così al posto di parlare dei migranti che continuano ad arrivare in Italia (a proposito alcuni poveracci sono ancora sugli scogli di Ventimiglia, lo sapevate?), sui giornali leggi solo di economisti, di meteorologi e di qualche folle che col caldo perde la testa.

Però a volte ti capita anche di leggere che il Grande Buco, alias il Terzo Valico, è rimasto senza soldi UE e che dal Piemonte alla Liguria si stracciano le vesti per paura che la grande opera resti al palo, mentre non leggi mai dei disagi che subiscono quasi quotidianamente i pendolari che usano il treno.
In pratica gli amministratori locali sono pronti a spendere 6/7 miliardi di euro nell’Alta Velocita/Capacità, quando le linee locali puntualmente subiscono ritardi e soppressioni per le cause più disparate.
Ne è un esempio cronico la linea Alessandria-Mortara-Milano che tocca città popolose come Alessandria, Valenza, Vigevano ed Abbiategrasso.
La qualità del servizio è paragonabile ad una tratta del terzo mondo, con la differenza che gli strapieni treni indiani a destinazione ci arrivano, quelli di Trenord o di Trenitalia non si sa…
Una situazione che perdura da decenni, che vede il proprio apice con i primi freddi o i primi caldi, con soppressioni di treni a valanga, convogli gelati d’inverno o roventi d’estate e disservizi vari.
Contestualmente vediamo sempre aumentare l’abbonamento mensile perché, dicono, “paghiamo troppo poco”, ma visti i recenti scandali che hanno coinvolto il presidente delle FNM, diventate poi Trenord, forse il problema è stata più il controllo dei fondi, che non l’ammontare.
Anche il bonus corrisposto da Trenord agli utenti in caso di più ritardi è quasi una beffa, perché lo sconto è pari al 30% della tariffa indipendentemente dall’entità dei ritardi (quindi chi ha subito pochi disagi ha lo stesso bonus di chi ha subito pesanti disservizi) e viene dato tre mesi dopo i disagi.
Disagi che non coinvolgono solo noi sfigati pendolari, provate a pensare al povero turista che, complice l’Expo,  voleva farsi l’aperitivo a Valenza o Vigevano e che ha tentato di prendere il treno in partenza da Porta Genova nelle ultime settimane intorno alle 18…
Credo che anche Caronte, abituato alle fiamme infernali, avrebbe avuto problemi!
La politica tace e fa finta che nulla accada sul trasporto locale, oppure iniziano i soliti scaricabarile: colpa della Lombardia, anzi di Trenitalia, no colpa della linea, anzi del governo, però effettivamente il Piemonte ci mette del suo e via dicendo.
Per fortuna qualche folle ci prova, come l’assessore Ferralasco del Comune di Alessandria, che già nel dicembre ’14, dopo un mio infuocato articolo, mi comunicò di un suo tentativo nei confronti di Trenord, ma ovviamente i riscontri avuti nel mese scorso sono vaghi e nebulosi.
Si parla di investimenti  e di fantomatici treni nuovi che progressivamente verranno inseriti entro il 2016 “per i pendolari lombardi”, quindi non certo a servizio esclusivo della linea Alessandria-Milano ed evidentemente perché alla Regione Lombardia i pendolari alessandrini non interessano.
Qualcuno potrà obiettare che Alessandria è retta da un’amministrazione rossa, mentre in Lombardia sventola il verde padano, ma se fosse solo un problema di colore politico, allora a Vigevano non avremmo disagi.
Invece proprio la città dove la Lega stravince è una di quelle messe peggio, perché essendo inserita in un contesto carente di collegamenti verso Milano sarebbe una panacea avere un servizio ferroviario decente. 
Concludendo lancio dunque l’ennesimo appello disperato a Sindaci, Presidenti e Amministratori, convinto però che la situazione resterà disperata perché forse a Trenord interessa più dismettere la tratta che non risollevarla.
A chi si preoccupa della mancanza di fondi del Terzo Valico e non del degrado in cui versano le linee esistenti auguro con tutto il cuore di diventare un pendolare ferroviario, in modo che possa provare sulla propria pelle il disagio che subiamo tutti i giorni e la consapevole frustrazione di non esser ascoltati… 
17/07/2015
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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