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Opinioni

Se un turista ad Alessandria...

Alessandria la conosciamo tutti come la città dove non succede mai niente: non è bella e non ci sono cose da vedere. Quanto di più errato! Forse con gli occhi della nostalgia, ma io la trovo bella. L’hanno trovata bella anche tutti gli amici americani che abbiamo portato con noi
OPINIONI - Sono quell’Alessandrina in America che vi scriveva da Milwaukee fino a qualche tempo fa. Sono tornata sulle pagine di AlessandriaNews per raccontarvi di una bella realtà della nostra città, che ho toccato con mano. Quella che vi racconto è una storia positiva e di speranza. Una bella storia vissuta durante il mio ultimo breve e turbolento soggiorno alessandrino, dove per altro ho avuto conferme e disillusioni su alcuni altri aspetti della vita cittadina. Ma non vi parlerò di questi, perché ne parlano già tutti e tutto sommato potreste dirmi: “Cosa ne sai tu, che non vivi più in città?”

Voglio essere positiva, una volta tanto, per dirvi che con qualche sforzo in più e qualche realtà come questa, con le persone che vi lavorano: si può fare, si possono cambiare le cose! Tra le righe, potete leggere quello che volete e le occasioni perse fino ad ora.

Alessandria la conosciamo tutti come la città dove non succede mai niente: non è bella e non ci sono cose da vedere. Quanto di più errato! Forse con gli occhi della nostalgia, ma io la trovo bella. L’hanno trovata bella anche tutti gli amici americani che abbiamo portato con noi. I suoi palazzi barocchi, le sue chiese, la Cittadella, le strade dell’Alessandria vecchia, le vestigia della sua storia quasi millenaria, ci sono, ma sono non sono molto visibili… e non sono molto fruibili dal turista o da chi passa da Alessandria. Ma non sono neanche facilmente visitabili da chi in Alessandria non ci vive 365 giorni all’anno, come me.

Dalla sua inaugurazione nel 2013 finalmente questa volta sono riuscita ad entrare a Palatium Vetus. Era la prima volta che lo trovavo aperto, eppure ad Alessandria negli ultimi 6 mesi ci sono venuta ben 3 volte trascorrendoci più di una settimana per volta!

Questa è la mia storia bella.

Sono arrivata in piazza della Libertà durante la mattinata di venerdì e ho visto che nelle sale di Palatium Vetus c’era una bella mostra di opere tratte dalla collezione della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria ed era aperta.

Spinta dalla curiosità e anche per l’occasione ghiotta di entrare dentro il palazzo, sono entrata. Lo sapevate che Palatium Vetus è stato ristrutturato dalla famosa architetto Gae Aulenti, la stessa che ha trasformato la Gare d’Orsay a Parigi nel museo di arte moderna famoso in tutto il mondo? Io no! Si imparano tante cose!

Sono stata accolta da una gentilissima signorina, Maria Luisa, che è stata la mia guida per la mostra. Maria Luisa si è rivelata non solo preparatissima sull’arte, ma anche disponibile e sorridente: una perfetta “host”- ospite.

La mostra è molto interessante e si occupa di un gruppo di artisti che in un modo o nell’altro sono stati legati al territorio alessandrino: per esserci nati o per esserci vissuti. Le opere sono presentate in modo cronologico, partendo da Giovanni Migliara per finire al nostro amato Pietro Morando, di cui sono presenti molte opere ed alcuni affreschi recuperati dalla Casa dei Mutilati (meno male visto lo stato indecente in cui versa ora...).

Per questo motivo, attraverso le opere esposte, si fa anche un viaggio storico attraverso gli stili artistici e le vicende storiche degli ultimi tre secoli. Sono stata anche piacevolmente sorpresa da una folta presenza di opere di Carlo Carrà, un artista che adoro.

Alla fine della visita, dopo averle espresso la mia sorpresa per una mostra così interessante e anche il disappunto per il fatto che le cose belle di Alessandria non sono facilmente visitabili, abbiamo parlato un po’ dell’iniziativa e tra le altre cose mi ha informato del fatto che hanno portato più di 1800 studenti a visitare la mostra durante l’ultimo anno scolastico e a fare laboratori didattici. Mi ha anche detto che la mostra è diventata permanente.

Ho avuto modo di fare anche altre domande a Maria Luisa sulla mostra che, vale la pensa di ricordare, è gratuita ed è visitabile il giovedì (ore 15-17,30) e il venerdì (ore 9-13). Una buona notizia è che sono da poco attivi due contatti specifici per prenotare visite guidate di gruppo e al Broletto. Sono il numero di cellulare e l’ indirizzo e-mail (utilizzabili anche per i laboratori didattici) 347-8095172 e didattica.fondazionecral@gmail.com. Contattate la Fondazione e fate loro domande, sono sicura che riceverete risposte. Approfittate di questa realtà alessandrina se avete amici che vi vengono a trovare da altre città, sono sicura che apprezzeranno.

Con Maria Luisa sono riuscita anche a visitare il Broletto e sono rimasta a bocca aperta. Non pensavo davvero che dentro un palazzo bello, ma “normale” come quello della Fondazione, ci fosse una chicca come le sale del Broletto. Mi sono sinceramente emozionata. Ecco un tesoro molto ben nascosto di Alessandria, ma ce ne sono molti altri.

Una delle mie amiche italiane qui a Milwaukee, restauratrice di professione in Italia, era stata nell’equipe che ha restaurato la chiesa di San Francesco, dentro l’ospedale militare, che mi ha detto essere bellissima, ma io non sono mai riuscita a visitarla.

Allora, io capisco che sia costoso assumere del personale per tenere aperti i nostri monumenti , ma lasciatemi dire che è proprio un peccato. Come è un peccato che io, i miei ospiti e molti altri turisti in Alessandria non siamo mai riusciti a vedere Santa Maria di Castello aperta. Eppure si è speso per rifare la piazza che la circonda e ora fa proprio una bella figura.

La Fondazione Cassa di Risparmio è una bella storia alessandrina, ma potrebbe essere migliore se ci si organizzasse tra varie istituzioni sia private che pubbliche. Se ci fosse la voglia di fare di più per incentivare la scoperta del territorio. Non si può pensare che uno venga a trascorrere ad Alessandria una settimana di ferie, ma rendere possibile una visita completa della città in un giorno: magari con una guida preparata come lo è stata Maria Luisa con me?

Se ci fosse un portale della cultura ben creato dove poter trovare tutte le informazioni, dove prenotare visite inclusive della città. Invece i siti sono proprio brutti, gli orari di apertura scollegati, alcuni non reperibili. Posso visitare la Fondazione il giovedi o venerdi, ma il museo civico il sabato e la domenica? E quando posso visitare la ex Chiesa di San Francesco, comunque di proprietà comunale?

Mi faccio sempre queste domande e mi dispiace che le risposte che ottengo non riflettano l’entusiasmo che ho visto nelle persone con cui ho parlato, ad esempio Maria Luisa.

Sarà che vivo un paese dove la storia è proprio poca, ma che riesce a creare un museo visitabile 7 giorni alla settimana, intorno ad una motocicletta o a un pezzo di navicella spaziale caduta dall’atmosfera... Un paese che investe ancora nella cultura, nonostante tutto.

23/07/2018
Claudia Pessarelli - redazione@alessandrianews.it

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