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Alessandria

Riflessioni e commenti sull’ultimo posto di Rita Rossa nella classifica dei sindaci

Questa bocciatura dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per la maggioranza che governa la città, in previsione delle elezioni amministrative del 2017. I commenti degli esponenti politici di maggioranza e opposizione
ALESSANDRIA - La nuova classifica sull’indice di gradimento dei sindaci italiani pubblicata su Il Sole 24 Ore lunedì 10 gennaio 2016, vede al primo posto il sindaco di Lecce Paolo Perrone, seguito rispettivamente al secondo e terzo posto da Luigi Brugnaro di Venezia e Matteo Ricci di Pesaro, Piero Fassino, sindaco del Pd di Torino è al quarto posto con un leggero incremento di gradimento rispetto al giorno dell’elezione.
La sorpresa, oppure no, come affermano i politici di opposizione, è la riconferma al 100° e ultimo posto della classifica del sindaco di Alessandria Rita Rossa. Il primo cittadino con un gradimento del 42% (meno due punti sul 2014) vede scendere il suo gradimento rispetto al giorno delle elezioni (nel quale aveva realizzato il 68%) del 26% .

Non è facile spiegare i motivi della riconferma di questo risultato negativo, che vede per il secondo anno consecutivo il sindaco di Alessandria nell’ultima e poco invidiabile posizione di classifica.  Volendo essere obiettivi e pur considerando che alcuni errori sono stati commessi e che molto resta ancora da fare per il rilancio della città (ma andrebbe tenuto conto della situazione di partenza) va detto che alcune cose sono state fatte.

Ad esempio il riequilibrio dei conti, il rientro nel patto di stabilità, il recupero dal fallimento dell’ex Amiu ora Amag Ambiente, mantenendo i posti di lavoro e un seppur ancora lieve miglioramento dei servizi alla città di quest’ultima, i lavori del Pisu e del ponte Meier e la partenza dei bandi per il recupero ambientale degli eco-mostri dei giardini pubblici.

Ma evidentemente quanto sopra ed altro (come l’asfaltatura di alcune strade, la bonifica del teatro comunale, ecc.) non è stato sufficiente per far cambiare opinione agli alessandrini, almeno a quelli contattati nel sondaggio. Quello che si evince leggendo i media cartacei, online e sopratutto i social è da un lato una presenza costante e aggressiva dell’opposizione (che fa il suo mestiere) e dei cittadini forse una minoranza contrari all’attuale Governo della città, e dall’altro la scarsa se non completamente assente presenza della maggioranza (compresa la Segreteria Pd), che evidentemente ha avuto un peso sull’opinione pubblica e probabilmente ha influito con un contributo negativo sull’esito dei sondaggi.

I sondaggi, come ampiamente risaputo, vanno comunque presi con le molle in quanto alla prova dei fatti a volte vengono smentiti clamorosamente anche se questa seconda bocciatura dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per la maggioranza che governa la città, la quale ha ancora poco più di un anno per operare al fine di cambiare il risultato del sondaggio a fine 2016, in previsione delle elezioni amministrative del 2017.

Quanto sopra è semplicemente una mia riflessione come cittadino cercando di essere il più obiettivo possibile e in tal senso ho interpellato esponenti politici di maggioranza e opposizione, chiedendo loro un commento sulla classifica de Il Sole 24 Ore.
Queste le considerazioni in merito da parte di coloro che si sono resi disponibili.

Renzo Penna - Sel
Mi sembra un giudizio ingeneroso. Sulla Sindaca pesano le difficoltà iniziali ma nell’ultimo periodo i risultati sono stati indubbi (risanamento dei conti, difesa dell’occupazione e rilancio aziende partecipate). Forse pesa un abitudine degli alessandrini alla critica, più accentuata che altrove, insieme alle sollecitazioni critiche servirebbe una maggiore disponibilità a partecipare e a proporre soluzioni concrete e realizzabili. Non è, ad esempio stata adeguatamente apprezzata la decisione di sospendere l’arrivo dei materiali del Terzo Valico per tutelare la salute dei cittadini e ritenere vincolante il giudizio dell’Arpa.
Occorre che la Sindaca sia anche meglio e con più convinzione sostenuta dal suo partito, il Pd, per fronteggiare un opposizione spesso strumentale, aggressiva, ma attiva sui social. Sarà comunque importante per il giudizio complessivo l’ultimo anno e mezzo di Amministrazione.

Andrea Cammalleri - M5S
Non credo ci sia da stupirsi che il 58% del campione statistico alla domanda: "Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?" abbia risposto con un NO, relegando Rita Rossa, a pari (de)merito, al centesimo e ultimo posto nella classifica sul gradimento degli amministratori stilata dall’Istituto demoscopico Ipr Marketing per Il Sole 24 Ore. Ogni alessandrino infatti ha davanti agli occhi gli scempi che questa amministrazione sta perpetrando da più di tre anni. Basta osservare le condizioni in cui versano strade e marciapiedi, la cementificazione di aree verdi, la “valorizzazione” della Cittadella attraverso la costruzione di parcheggi per autobus, il senso di insicurezza percepita, il teatro chiuso da oltre 5 anni, il museo del Cappello, sbandierato come fiore all’occhiello in occasione del fu Expo, i cui lavori non sono ancora iniziati, la situazione precaria delle partecipate, in primis Atm, o l’enorme spreco di denaro pubblico per gli assurdi progetti del Pisu. Il tutto sopportando una tassazione ai massimi livelli e usufruendo di servizi limitati all’essenziale. Credo sia impossibile fare peggio. Ancora un piccolo sforzo e l’ultimo posto della classifica non dovrà più essere condiviso con il sindaco crotonese. Forza Rita hai ancora un anno di tempo.

Daniele Coloris - vicesegretario provinciale Pd
Il sondaggio di Ipr, pubblicato dal Sole 24ore, sul  gradimento dei Sindaci in Italia al di là del l'autorevolezza della testata e del istituto di ricerca, credo possa essere soggetto di qualche considerazione particolare in merito al risultato negativo della prima cittadina di Alessandria: non essendo divulgati i criteri di scelta, ma mi sembra indirizzato ad una semplice domanda di gradimento o no, non penso che possano avere un valore assoluto, come dimostrano classifiche simili negative (come il presidente Filippi che poi vinse le elezioni dopo pochi mesi nel 2009) o positive (il sindaco di Pavia ai primi posti, che poi invece le elezioni le perse).
Al di là quindi della reale consistenza del dato, è un segnale che non va assolutamente sottovaluto e che in qualche misura mi sorprende e non tiene conto degli sforzi fatti, pur tra le difficoltà e qualche errore, per il risanamento della Città: sono dati, quelli del bilancio migliorato,oggettivi e citati come esempio positivo proprio dallo stesso Sole 24 Ore. Il processo di risanamento, che è costato e costa ai cittadini e amministratori sacrifici e scelte importanti, e che sta portando Alessandria fuori dalle secche, è ancora parziale e stenta evidentemente ad essere percepito. Di questo e della soluzione di questo devono farsi carico tutti, dal Sindaco, alla Giunta Comunale , ai consiglieri e ai partiti che sostengono questa maggioranza. Da componente della direzione Regionale mi permetto, sempre con i limiti anzidetti, di segnalare il giudizio positivo raccolto nel sondaggio dal sindaco di Torino Piero Fassino.

Piercarlo Fabbio - Pdl
Beh, una notizia non pare esserla, visto che nulla cambia rispetto agli altri anni di valutazione. Ultima era e ultima è rimasta. Anzi forse sarebbe meglio non pubblicarla, per lasciare almeno il buon ricordo di essere stata ultima solo due volte e non tre. Del resto lo ammetto, mi ero sbagliato. Dopo la prima classificazione all’ultimo posto, avevo, per stile ed educazione, affermato che “la sindaca non avrebbe potuto che migliorare negli anni seguenti”. Ed invece, purtroppo non è successo, segno di una pervicace aspirazione all’errore, che la schiera dalla parte avversa ai cittadini, incapace di accettare proposte e suggerimenti che dall’opposizione le sono comunque giunti. Devo ammettere che a sbagliare è capace da sola, ma da sindaco emerito non posso che augurarle il cambiamento: sursum corda, il prossimo sarà l’anno del recupero... forse.

Diego Malagrino - Moderati
I sondaggi vanno sempre presi con molta cautela: in Italia abbiamo dei clamorosi precedenti con Sindaci che sino a pochi mesi prima delle elezioni si trovavano nei primi posti in classifica che non sono stati riconfermati e altri, al contrario, che nei gradimenti partivano sfavoriti e poi hanno vinto le Amministrative. Il calo di consenso da parte dell’attuale Sindaco di Alessandria era prevedibile, perché in questi anni la maggior parte degli sforzi dell’Amministrazione Comunale sono stati diretti al risanamento dell’Ente, con scelte spesso anche impopolari.
I principali interventi di miglioramento della città saranno probabilmente evidenti a partire da quest’anno, perché sino ad ora si è potuto fare poco a causa delle ristrettezze economiche in cui versava l’Ente. Se le grandi opere previste nel 2016 come il Ponte Meier e la risoluzione definitiva del cavalcavia del Cristo con la pista ciclopedonale e la rotatoria saranno definitivamente realizzate, se si riuscirà a procedere con le previste asfaltature di strade e marciapiedi, se si faranno adeguati interventi nei sobborghi, allora penso che alla fine dell’anno l’attuale Sindaco potrà essere giudicato più benevolmente dai nostri concittadini.

Domenico Di Filippo - M5S
Cosa si può dire di quest’ulteriore conferma: dopo quasi quattro lunghissimi anni di un’amministrazione che non è riuscita a fare la differenza come promesso in campagna elettorale. Potrei fare un lungo elenco di cose non effettuate ma dichiarate anno per anno, ma non voglio tediare i lettori che sanno tradurre molto bene in soldoni, quelli che tirano fuori per pagare le bollette dei servizi comunali e non solo. I cittadini non sono tutti malati di demenza grave, tanti ricordano cosa è successo in questi anni, la classifica lo conferma anche per l’anno appena trascorso
Si potrebbe scherzare su questo sondaggio dicendo: “dai Rita ancora uno sforzo, il penultimo posto non ci basta ti vogliamo al top, ultima da sola”, ma ci sarebbe poco da scherzare, c’è da piangere. Le motivazioni, a mio avviso sono molteplici uno nell’atteggiamento nel proporsi del nostro Sindaco, un fatto che ha scatenato le ire degli abitanti alessandrini con le lamentele e piagnistei su tante televisioni.
Altro motivo è la situazione che Alessandria sta attraversando in questi anni, a mio avvisi terribili. Questa città ha ormai la nomea di città fallita e di città senza futuro. Quel futuro di speranza e nuovo che la Signora Rossa poteva far partire e coincidere con il rilancio di questa città, proprio nell’occasione della dichiarazione del dissesto. Noi le proposte ne avevamo fatte tante, gli interessi di qualcuno hanno fatto si che solo il cittadino comune ne abbia pagato le conseguenze. Siamo sempre accusati di populismo da tutti gli schieramenti, vorremmo sapere cosa ha significato l’apertura per 151 minuti del ponte Meier, se non è populismo, mi sfugge qualcosa. La coerenza si dimostra con i fatti, e non facendosi belli con un progetto vecchissimo come il Meier e che nessun cittadino ha voluto. Tra poco più di un anno ci saranno le votazioni, ecco sarà quello il banco di prova che farà si che quest’amministrazione sarà giudicata, il M5S sta preparandosi per tempo.

Roberto Sarti - Lega Nord
La classifica pubblicata oggi dal Sole 24 Ore che vede il passaggio del sindaco di Alessandria dal penultimo all'ultimo posto riguardo al gradimento dei sindaci da parte dei loro cittadini non ci stupisce.
Come si poteva pensare infatti che venissero guadagnate delle posizioni in quella impietosa classifica? È sufficiente infatti osservare la città, le condizioni pessime in cui questa essa versa per capire che qualsiasi avanzamento di posizione fosse solo un sogno. La ripresa, lo sviluppo di una città non possono certo passare unicamente attraverso un ponte, peraltro stanziato dalla precedente giunta regionale di centro destra e portato avanti dal punto di vista progettuale dalla amministrazione sempre di centro destra che ha preceduto l'attuale. Non bastano opere di maquillage, gli spot pre-elettorali sparati alla rinfusa, le dichiarazioni del tutto inattuabili su nuovi ospedali, ristrutturazioni della Valfrè, su improbabili iniziative estemporanee che vanno nella direzione di supportare il commercio alessandrino o altrettanto improbabili iniziative viarie del tutto inutili. Quello che più è mancato a questa amministrazione è in realtà un progetto di città, una visione chiara di quello che è e dovrà essere Alessandria dopo la sciagurata ed inutile dichiarazione di dissesto.
Manca quel rapporto di confronto, anche duro, con i cittadini, con le organizzazioni dei commercianti, degli artigiani, con i dipendenti delle fallimentari partecipate del comune ormai tragicamente al capolinea.
Meno arroganza, più dialogo, ma soprattutto un progetto di città del tutto assente, queste le motivazioni della triste posizione in classifica del sindaco di Alessandria.

Emanuele Locci - Pdl
Rita Rossa non è un sindaco amato in questa città. Non credo che questo sia dovuto solo alle scelte sbagliate, al degrado urbano, agli episodi di mala amministrazione che hanno dato scandalo, all'insicurezza che si percepisce diffusamente, al moltiplicarsi delle retribuzioni per pochi eletti mentre tanti cittadini tirano la cinghia con imposte e tariffe sempre più alte. Il problema è che Rita Rossa non ha e non ha mai avuto in mente un modello di città, non ha mai avuto una strategia di governo, non ha mai avuto un vero programma che orientasse le scelte dell'amministrazione e questo è sotto gli occhi di tutti.
Ma quel che più mi preoccupa è il fatto che pochi grandi interessi privati si preparano a spolpare fino all'osso Alessandria a discapito degli interessi pubblici: qualora i cittadini si rendessero conto che questo dovesse avvenire con la complicità di chi amministra temo per l'incolumità stessa dei membri più autorevoli al governo della città.

Daniele Borioli - Senatore Pd
Credo poco, in generale, a questo tipo di rilevazioni. Per altri aspetti, mi sembra inevitabile che un sindaco, costretto a concentrare tutti i suoi sforzi nel risanamento dei disastri causati dal suo predecessore e obbligato dalla legge ad aumentare le tariffe e tagliare i servizi, paghi temporaneamente uno scotto di impopolarità. L'importante è che ora si inverta la tendenza e mi pare che su alcuni progetti importanti stia già avvenendo

Maurizio Sciaudone - Pdl
La cittadinanza non gradisce più questo Sindaco è un dato di fatto che si evidenzia da tempo, anche la motivazione che a causa del dissesto si sono dovute aumentare la tasse non è sostenibile. Volendo fare un raffronto ad esempio Caserta città in dissesto come la nostra, il Sindaco è al 70° posto della classifica. I cittadini evidentemente percepiscono l’incapacità del Sindaco e della Giunta di governare il futuro di Alessandria. Anche l’equilibrio di bilancio è precario perchè le spese le avremo sempre anche per i prossimi anni.
Lo stesso Fassino che aveva un bilancio in perdita non avendo deliberato il dissesto, ora si trova al 4° posto, quindi la delibera del dissesto voluta dal sindaco di Alessandria ha danneggiato la città e penalizzato Rita Rossa.

Giovanni Barosini - Area Popolare
Classifica del Sole 24 Ore sui sindaci italiani: la nostra Città nuovamente sulla bocca d'Italia, è indecoroso e penalizzante per tutti noi. Ovviamente questo amaro verdetto di Alessandria non coglie di sorpresa, il degrado e e la carenza di una pur minima progettualità è sotto gli occhi di ogni alessandrino. La primavera 2017 si avvicina ma, per amore di Alessandria, si potrebbe porre fine a questa agonia... anche subito.

13/01/2016

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