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Opinioni

Processo “Minotauro”: Libera chiede di costituirsi parte civile

Libera ha deciso di prendere parte al processo avanzando alla Corte la richiesta di costituirsi parte civile. Accanto a Libera anche il Comune di Torino, la Provincia di Torino, La Regione Piemonte e i Comuni di Leinì, Chivasso, Moncalieri e Volpiano
Dopo le prime 58 condanne del rito abbreviato del processo Minotauro e le 17 assoluzioni “perché il fatto non sussiste” del rito abbreviato del processo Maglio/Albachiara, l’aula bunker delle Vallette ha ospitato giovedì scorso la prima udienza del processo Minotauro con rito ordinario, la più importante inchiesta antimafia conclusa negli ultimi anni in Piemonte. Si apre dunque il procedimento per altri 75 imputati accusati dalle carte della procura di essere organici alla ‘ndrangheta in Piemonte.
Molti i reati contestati tra i quali spiccano i casi di Nevio Coral, ex Sindaco di Leinì – non presente in aula – accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di Antonino Battaglia, segretario comunale di Rivarolo Canavese, per il quale la procura ha ipotizzato il reato di voto di scambio. Le loro vicende processuali si intrecciano poi con le sorti dei Comuni per i quali hanno svolto incarichi pubblici. Nell’ultimo anno sia Leinì che Rivarolo sono stati sciolti e quindi commissariati per infiltrazione mafiosa.
Libera ha deciso di prendere parte al processo avanzando alla Corte la richiesta di costituirsi parte civile. Accanto a Libera anche il Comune di Torino, la Provincia di Torino, La Regione Piemonte e i Comuni di Leinì, Chivasso, Moncalieri e Volpiano.
Ma perché questa scelta? Lo sintetizza Maria Josè Fava, referente regionale di Libera Piemonte: “Riteniamo fondamentale rappresentare un diverso modo di essere società, un diverso modo di costruire democrazia, un diverso modo di costruire famiglia. Quindi Libera, in rappresentanza di tutti i cittadini onesti, ci sarà in questo processo, ci sarà fino alla fine, sperando che si capisca davvero la verità e che sia fatta giustizia”.
Le fa eco Enza Rando, dell’Ufficio Legale di Libera: “La richiesta di costituirsi parte civile è importante perché vogliamo ribadire che c’è un danno che subisce la società civile derivante dalla presenza strutturata della ‘ndrangheta, quando è strutturata così come emerge dagli atti del procedimento in corso. Riteniamo quindi che ci sia stata la lesione di un diritto oggettivo di noi cittadini, diritto che deve essere protetto. Noi siamo qui al processo per proteggerlo”.
Nella prossima udienza, fissata per venerdì 26, la Corte si esprimerà sulle questioni preliminari avanzate dalla difesa degli imputati e sulle richieste di costituzione di parte civile.

[Tratto dal blog Appunti Alessandrini]
21/10/2012

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