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La pecora nera

Piove, guarda come piove…

Tornano le piogge e torna la paura, perché la situazione lasciata dall’ultima alluvione di Ottobre non fa certo dormir sonni tranquilli: smottamenti, frane, allagamenti… Media e amministratori dicono che sono eventi eccezionali, di quelli che non si sono mai verificati, ma sarà vero?
LA PECORA NERA - Tornano le piogge e torna la paura, perché la situazione lasciata dall’ultima alluvione di Ottobre non fa certo dormir sonni tranquilli: smottamenti, frane, allagamenti…
Media e amministratori dicono che sono eventi eccezionali, di quelli che non si sono mai verificati, ma sarà vero?
Basta parlare con qualche amico con  capelli bianchi per ricordare almeno quattro alluvioni: nel 1977, nel 1984, nel 1994 e l’ultima nell’ ottobre scorso.
In pratica una ogni 10 anni circa, davvero quindi sono eventi così sporadici?
Sicuramente è comprensibile che per evitare di assumersi responsabilità amministrative si cerca di chiudere l’evento come episodico, ma paesi governati da decenni dagli stessi schieramenti davvero non hanno alcuna responsabilità morale e politica in merito?
Penso ad esempio a Novi, dove la sinistra governa dall’alba dei tempi, può un Muliere chiamarsene fuori, quando proprio lui ha rappresentato il territorio anche a livello provinciale e regionale?
Davvero non è mai passato per l’anticamera del cervello di attuare una seria politica di salvaguardia del territorio, magari predisponendo fondi regionali in tal senso?
Se parte del problema sarebbe riuscire a far pagare chi per decenni ha fatto finta di nulla (sogno utopistico in questa Italia dove chi sbaglia continua ad esser pagato), una parte ancora più importante sarebbe rendersi finalmente conto che non si può più delegare alle eventuali alluvioni la pulizia di scolmi, fogne, torrenti e via dicendo.
Inoltre, visto che oramai la stalla è stata lasciata aperta, bisognerebbe fare dei piani di emergenza da attuare in fase di allerta, piani che prevedano non solo l’invio di sterili comunicati o la chiusura delle scuole, ma anche la chiusura preventiva di strade e sottopassi.
Piani che devono poi essere messi a disposizione del cittadino tramite apposite mappe distribuite sul sito del Comune o negli uffici comunali, in modo che ogni novese sappia che strada fare in caso di allerta per tornare alla propria abitazione e non girare a vuoto per la città, cercando una via per attraversarla, come è accaduto l’altro giorno.
Per fortuna questa volta si è avuta l’intelligenza di tener chiuse le scuole per due giorni, ma la nota “non usare l’auto se non strettamente necessario” era proprio divertente.
Ovvero se poi vi trovate in panne non dite che non l’avevamo detto…
Chi lavora fuori dal proprio Comune  di residenza come fa? Usare la propria auto è oramai una necessità, perché i mezzi pubblici sono sempre più scarsi e sono anche i primi ad andare in tilt.
Basta vedere i ritardi che hanno accumulato i treni che da Torino/Milano andavano a Genova e viceversa.
Serve quindi un maggiore impegno rispetto al semplice chiedere di non usare l’auto, ovvero dare concrete alternative ai pendolari nel lasciare a casa l’auto, una seria politica di incentivo del trasporto pubblico locale che non è certo la realizzazione del Terzo Valico.
Soprattutto serve capire che se si continua a costruire ed asfaltare, rendendo di fatto il terreno impermeabile, allora bisogna prestare più attenzione anche a quello che c’è sotto, ovvero alla manutenzione della rete fognaria.
Adesso arriva l’inverno e quindi difficilmente saranno realizzati interventi concreti, se non per risolvere le emergenze, ma in primavera vedremo se le amministrazioni pubbliche si ricorderanno di questo ottobre.
Cari politici, non essendo lavori “a vista” che portano voti, non è che li considerate soldi pubblici spesi male, vero?
7/11/2014
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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