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Lo Scaffale

"Pàrtagas": l'ingrediente fantastico per far vivere al lettore il processo di disgregazione

La prospettiva tematica si è spostata in una nuova dimensione epica, in un paese immaginario nel quale la vicenda del romanzo si snoda in una narrazione, non necessariamente ispirata alla storia reale, tutta avvolta di mito, come lo è la memoria delle popolazioni alla quale tutti ci sentiamo profondamente legati
LO SCAFFALE - Pàrtagas di Gianluca D'Aquino (Eden Editori 2016).

Gianluca D'Aquino (Alessandria, 1978) è autore di romanzi, sceneggiature e racconti, alcuni dei quali apparsi nei Gialli Mondadori (Lettera dall'Eritrea, Il rumore del vento, La casa sul lago, La quintessenza, Il tempo delle risposte, Al di là del tempo) e nelle antologie e collane Delos Books (Quel che non è dato sapere, Torino 1835, Extination, Il crepuscolo). I suoi racconti hanno vinto numerosi premi letterari, guadagnandosi l'apprezzamento di alcune delle più grandi firme dell'editoria.

In letteratura si è spesso voluto privilegiare un tipo di narrativa (ma anche un tipo di pittura e di cinema), che rispecchiasse fedelmente la realtà, temendo che procedimenti artistici fantastici non aiutassero lettore e spettatori a comprendere le caratteristiche del mondo.

Nel linguaggio comune dell'uomo della strada “fantasia” è sinonimo del contrario della realtà: una sequenza di immagini poco o male connesse fra loro che impediscono l'accesso a una vera e propria conoscenza delle cose.

Sergio “Alan D.” Altieri nella sua bella prefazione evidenzia in Gianluca D'Aquino la capacità di spostare le focali, di alterare gli equilibri, di dilatare la prospettiva nell'intreccio multipolare di “Pàrtagas” definendolo autore a tutto tondo e narratore a tutta caratura.

La prospettiva tematica di “Pàrtagas” è infatti spostata in una nuova dimensione epica, in un paese immaginario nel quale la vicenda del romanzo si snoda in una narrazione, non necessariamente ispirata alla storia reale, tutta avvolta di mito, come lo è la memoria delle popolazioni alla quale tutti ci sentiamo profondamente legati.

Più che funzionare da strumento di demistificazione, di svelamento del nocciolo segreto della realtà, come accade nella realtà, qui l'ingrediente fantastico serve a collocare il lettore nella prospettiva della comunità di cui viene narrata la storia e a fargli vivere dall'interno il lento processo di disgregazione (del mito e delle abitudini tradizionali di vita).

2/03/2017

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